{"id":273990,"date":"2014-09-30T08:14:24","date_gmt":"2014-09-30T06:14:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=273990"},"modified":"2014-09-30T13:23:42","modified_gmt":"2014-09-30T11:23:42","slug":"albenga-trovata-sepoltura-anomala-negli-scavi-di-san-calocero-faccia-giu-ma-accanto-alla-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/albenga-trovata-sepoltura-anomala-negli-scavi-di-san-calocero-faccia-giu-ma-accanto-alla-chiesa\/","title":{"rendered":"Albenga, trovata sepoltura &#8220;anomala&#8221; negli scavi di San Calocero: a faccia in gi\u00f9, ma accanto alla chiesa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, in collaborazione con l\u2019universit\u00e0 di Aix-Marseille e con il contributo economico della Fondazione Lamboglia, \u00e8 attualmente impegnato nella ripresa dello scavo archeologico di San Calocero ad Albenga, un sito che \u00e8 stato al centro della ricerca sul tardoantico e sulle prime fasi della cristianizzazione, non solo in Liguria, ma in tutta l\u2019Italia nord-occidentale almeno.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_570\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_570\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_570').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_570\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il progetto si inquadra nell\u2019ambito di un percorso che riguarda anche una altra significativa chiesa paleocristiana della antica diocesi di Albenga, il sito di Costa Balenae a Riva Ligure, e, pi\u00f9 in generale, ha l\u2019ambizione di rilanciare non solo i siti oggetto di scavo, ma anche numerosi altri tra Ponente ligure e costa francese, nell\u2019ottica di una valorizzazione congiunta del territorio e delle sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 3 ottobre presso l\u2019auditorium del S. Carlo di Albenga, a partire dalle 9 del mattino e fino alle 16, le \u00e9quipes dello scavo del San Calocero e di Riva Ligure i rappresentanti delle istituzioni coinvolte e gli archeologi presenteranno i risultati della ricerca, attraverso significative applicazioni multimediali, ancora sperimentalmente su uno scavo archeologico, tra cui l\u2019utilizzazione di un drone dell\u2019universit\u00e0 dell\u2019Oregon per le riprese dall\u2019alto. L\u2019\u00e9quipe, guidata dal professor Philippe Pergola del Pontificio e diretta sul campo da Alessandro Garrisi per Riva Ligure e Stefano Roascio per Albenga non nasconde la propria soddisfazione. <\/p>\n<p>\u201cLa prima campagna di scavo al San Calocero sta volgendo al termine, non senza averci regalato risultati molto significativi \u2013 dicono il prof. Pergola e Stefano Roascio \u2013 In particolare stanno emergendo dati insperati sul sepolcreto tardo-antico, che sembra collocarsi su contesti romani presumibilmente di epoca imperiale, la cui indagine \u00e8 ancora in corso. Anche per la fase tardo medievale le sorprese non sono mancate: si \u00e8 infatti individuato il punto di prelievo del materiale di cava, servito per la costruzione del monastero tardo trecentesco, una vera rarit\u00e0 perch\u00e8 spesso le cave sorgono a molti chilometri di distanza dai cantieri e sono di difficile riconoscimento. Ma sicuramente il dato pi\u00f9 interessante, su cui dovremo ancora riflettere per trovare una spiegazione, \u00e8 quello di una sepoltura con l\u2019inumato capovolto con la faccia contro terra\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSpesso queste \u2018sepolture anomale\u2019 riguardano persone che in qualche modo vengono giudicate negativamente dalla societ\u00e0 \u2013 afferma Elena Dell\u00f9, archeo-antropologa responsabile dello scavo delle sepolture \u2013 per essersi macchiate di qualche crimine, che provvede ad inumarle attraverso un gesto di dispregio verso il corpo del defunto. Andr\u00e0 tuttavia spiegato come mai, proprio questa sepoltura anomala, si trovi a contatto con la facciata della chiesa, un ambito tra i pi\u00f9 ricercati come luogo di sepoltura\u201d.<\/p>\n<p>Tale ritrovamento avr\u00e0 ampio risalto nell\u2019illustrazione della giornata al San Carlo che, dopo il buffet libero per i partecipanti, si concluder\u00e0 a partire dalle ore 16 con la visita guidata dei siti di San Calocero e del Battistero, oggetto in questi giorni di un rilievo tridimensionale con tecnologie innovative mai usate prima, ad opera del Pontificio e del Politecnico di Milano. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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