{"id":273983,"date":"2014-09-29T18:50:26","date_gmt":"2014-09-29T16:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=273983"},"modified":"2014-10-02T20:47:42","modified_gmt":"2014-10-02T18:47:42","slug":"calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-focus-sul-montebelluna-la-tecnica-prima-di-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/calcio-lo-speciale-settore-giovanile-del-ct-vaniglia-focus-sul-montebelluna-la-tecnica-prima-di-tutto\/","title":{"rendered":"Calcio, lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia. Focus sul Montebelluna: &#8220;La tecnica prima di tutto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continuiamo con questo secondo inserto, il lungo excursus che ci porter\u00e0 a visitare i pi\u00f9 grandi centri di formazione calcistica siti sul territorio nazionale e nel continente europeo, proseguendo con una societ\u00e0 dilettantistica che ha storicamente prodotto un gran numero di talenti per il football tricolore e  lo ha fatto dando notevole importanza alla tecnica individuale nonch\u00e8 all\u2019educazione dei piccoli calciatori.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_619\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_619\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Agosto 2014. Con il minigruppo di allenatori di giovani calciatori con cui \u00e8 stato in visita a Zingonia (Atalanta, Bergamo) il selezionatore provinciale savonese Felicino Vaniglia si \u00e8 spinto da Brentonico, attraverso l\u2019altopiano di Asiago sino in terra veneta (80 km circa) per un incontro con il Calcio Montebelluna 1919 (societ\u00e0 che milita nel girone C della Serie D e che \u00e8 stata premiata il 27 maggio 2006 a Roma dalla Lega Calcio per aver superato i 50 anni di affiliazione alla Figc) che \u00e8 conosciuto come uno dei migliori vivai calcistici d\u2019Italia. Ogni anno infatti sono svariati i giovani talenti che partono dal \u201cMonte\u201d per raggiungere i grandi club nazionali, cos\u00ec come bisogna sottolineare che quasi in ogni nuova stagione calcistica almeno una squadra del settore giovanile vince i rispettivi campionati regionali, davanti a rinomatissimi avversari.<\/p>\n<p>Sono infatti ben sette i triangoli bianco-rosso-verdi (scudetti) cuciti sulle maglie biancocelesti dal lontano 1975 (fu la squadra Berretti ad aprire la strada nel \u201975, con il primo scudetto, qualche anno dopo, nell\u201983, ci fu la replica con una nuova vittoria del campionato; gli allievi hanno poi collezionato tre titoli: nell\u201989, nel 2003 e nel 2006. I giovanissimi invece hanno vinto lo scudetto nel \u201998 e nel 2002). Giocatori giunti alla Nazionale Maggiore come Marcello Agnoletto (ala sinistra della nazionale e della Samp degli anni 50) , Aldo Serena, Francesco Toldo, Sergio Floccari, Daniele Gastaldello (centrale difensivo della Sampdoria), Tesser, Buso, Pasa, sono solo alcuni dei grandi nomi cresciuti nel Calcio Montebelluna, storica societ\u00e0 che ancor prima del Barcellona (sul modello Ajax) ha inserito \u201cil lavoro con la palla\u201d per puntare tutto sulla tecnica.<\/p>\n<p>\u201cSpesso i professionisti prendono ragazzini di 14 anni grossi di stazza,  confondendo i precoci con i veri bravi\u201d ci  racconta il \u201cmaestro\/custode della tecnica\u201d Roberto De Bortoli che nella sua lunga carriera ha forgiato uomini e squadre vincenti e che a 78 anni insegna ancora calcio grazie agli appunti d\u2019oro che ha raccolto negli anni di Coverciano. E\u2019 il decano degli allenatori della Marca. Forse quello che ha vinto di pi\u00f9: 6 campionati di categoria e tre titoli nazionali dilettanti (due conquistando la Coppa Italia ed uno con il successo nel Trofeo Barassi alla guida della rappresentativa del Veneto). Inoltre una nutrita serie di titoli provinciali e regionali con le categorie giovanili. Un palmares da far invidia a chiunque. Ma soprattutto l\u2019istituzione Roberto De Bortoli, per tutti semplicemente \u201cBerto\u201d, ha insegnato calcio ad intere schiere di ragazzi, molti dei quali hanno poi compiuto carriere da professionisti. E continua a farlo, nonostante le tante primavere gi\u00e0 scoccate. Dopo ferragosto \u00e8 gi\u00e0 sui campi, per insegnare la tecnica di base (che \u00e8 il suo credo: inutile dire che lo sia anche per mister Vaniglia & C) ai ragazzi delle giovanili. \u201cCon la tecnica \u2013 dice \u2013 si va dove si vuole; senza, non si va da nessuna parte\u201d. E\u2019 iniziata molto presto la carriera da allenatore di Berto De Bortoli, addirittura nel 1954, quando, a soli 18 anni, con Giovanni Menegon, ora presidente delle piscine comunali, e Glauco Trinca ha fondato il \u201cVitt\u201d, polisportiva diventata in pochi anni, soprattutto nel calcio fucina di ottimi giocatori, dove ha iniziato ad allenare. S\u00ec, si pu\u00f2 dire che sia nato come allenatore in quanto a calcio non aveva mai giocato, ma ne ha appreso tutti i segreti seguendo i corsi di formazione, osservando allenatori gi\u00e0 affermati, studiando con passione e applicazione: ed i risultati lo confermano. Ci siamo sentiti in dovere di porgere al \u201cguru\u201d decano del calcio giovanile montebellunese alcune interessate domande.<\/p>\n<p>Ci scusi maestro  ma \u00e8 proprio cos\u00ec importante insegnare la tecnica?<br>\n\u201cIl guaio del nostro calcio \u00e8 che molti allenatori di junior insistono sulla tattica, sui movimenti, sulle strategie. Importanti, di certo. Ma se non hai acquisito la tecnica, \u00e8 tempo sprecato. Persino in serie A si vedono giocatori che peccano, spesso gravemente, nei fondamentali. Non \u00e8 un caso se le nostre nazionali giovanili sono quasi scomparse dal panorama internazionale che conta\u201d.<\/p>\n<p>Come pensa che si possa risalire la china?<br>\n\u201cOccorre insegnare la tecnica dal basso e se le societ\u00e0 non trovano tecnici in grado di farlo, allora ci deve pensare la federazione. Spetta ai dirigenti federali trovare una via d\u2019uscita. E la devono imporre, come gi\u00e0 sta avvenendo in paesi come la Germania, la Svizzera e la Francia. I corsi per giovani allenatori inoltre devono basarsi soprattutto sulla tecnica individuale, ancor pi\u00f9 che su aspetti burocratici, come le carte federali\u201d.<\/p>\n<p>Tornando indietro nel suo passato e ripercorrendo la sua lunghissima carriera : qual \u00e8, tra i suoi giocatori, quello che l\u2019ha impressionata di pi\u00f9?<br>\n\u201cDi bravi ne ho avuti tanti, da Marchi e Cavasin sino a Floccari e Pasquato. Ma quello che aveva maggiori potenzialit\u00e0 \u00e8 stato Franco Bressan, un attaccante completo e straordinario che \u00e8 arrivato a  giocare in nazionale giovanile. Poteva fare una grande carriera, ma ha rifiutato la Juve per lo studio\u201d.<\/p>\n<p>E il bomber Floccari com\u2019era?<br>\n\u201cEra un ragazzino di 17 anni quando \u00e8 venuto al Montebelluna, ma aveva la stoffa buona. Ricordo una partita con la juniores al Torneo della Marca ad Oderzo: ha segnato due gol straordinari. Per questo ho insistito perch\u00e9 il presidente Montagner lo tenesse. Si \u00e8 visto di che pasta era fatto\u201d.<\/p>\n<p>Dispiaciuto di non aver vinto il Seminatore d\u2019oro nel 1971 a causa dell\u2019espulsione nella finale di Coppa a Forte dei Marmi?<br>\n\u00abPosso confessarvi a distanza di tanto tempo che mi ero fatto espellere apposta, perch\u00e9 l\u2019arbitro aveva perso il controllo della gara e gli avversari ne stavano approfittando. Dovevo fare qualcosa per allontanare quel pericolo. Il Seminatore, comunque, sarebbe stato un premio individuale. La Coppa invece \u00e8 stata un trofeo vinto per tutta Montebelluna: per la societ\u00e0 e per la citt\u00e0 : \u00e8 questo che conta\u00bb.<\/p>\n<p>Cosa pensa degli istruttori di calcio di oggi?<br>\n\u201cRitengo che molti allenatori \u2018moderni\u2019 insistano troppo sui movimenti, sulle strategie. Importanti, certo. Ma se non hai tecnica, \u00e8 lavoro perso\u201d. <\/p>\n<p>Come \u00e8 organizzato il Montebelluna per far crescere i giovani?<br>\n\u201cPer centinaia di ragazzi del territorio la nostra societ\u00e0 oltre che godere di ottime strutture rappresenta anche un punto di raccolta. Abbiamo delle stanze dove possono mangiare e studiare dopo la scuola e dove gli insegniamo a giocare anche a carte mentre aspettano il pulmino per tornare a casa\u201d. Disponiamo inoltre di una rete fidata di persone in tutto il Veneto e quando \u00e8 il momento ci muoviamo per andare a vedere i ragazzi. che ci vengono segnalati\u201d. <\/p>\n<p>Puntate solo su calciatori del posto o limitrofi?<br>\n\u201cQualche anno fa, l\u2019AlbinoLeffe era balzata alle cronache per avere una compagine composta unicamente da bergamaschi. Guardando all\u2019estero, \u00e8 noto lo spirito autarchico dell\u2019Athletic Bilbao. Mentre, in ambito locale, il Montebelluna \u00e8 celebre per le sue squadre espressioni del vivaio. Nell\u2019ultima d\u2019andata di 2 anni fa, il nostro club ha stabilito forse un record: nel match prenatalizio perso in casa del Ripa, poich\u00e8 complici le assenze (squalificati De March e Morbioli, infortunato Alba), ha schierato soltanto giocatori cresciuti nella cantera biancoceleste. Il coronamento di un progetto avviato tre anni fa e sostenuto con forza : volere una squadra con elementi a km zero e quel sogno si \u00e8 avverato. Di questi tempi, ritengo che sia una politica efficace quella di mettere in mostra i nostri talenti, sperando di fare cassa. Intanto, alcuni campioncini di via Biagi sono nel mirino di club importanti. Qualche operazione potrebbe andare in porto a breve. Bologna, Empoli, Vicenza, Siena, Cremonese, Parma, Chievo, Brescia, Cesena, Atalanta, Juventus, Milan e Inter sono le societ\u00e0 pi\u00f9 interessate. I nomi pi\u00f9 ricorrenti sono quelli di Mattia Bonetto (un centrocampista del 97 proveniente dalla Juve Contea che ha fatto tutta la trafila con noi e che vanta gi\u00e0 20 presenze in serie D e la convocazione con la fascia da capitano della Nazionale LND Under 16: giocher\u00e0 la prossima stagione vestendo la maglia neroazzurra dell\u2019Inter), Gagno, Pavan, Dal Maso, Prosdocimi, Semenzin, Luna e gli emergenti 98 Maronilli e Rizzotto. E quando, come spesso avviene, viene ceduto un elemento importante, cerchiamo subito un adeguato sostituto.A tutti viene data l\u2019opportunit\u00e0 di giocarsi l\u2019occasione della vita. La prima squadra diventa l\u2019approdo naturale, una vetrina fondamentale. E poi c\u2019\u00e8 la storia, la tradizione che si rinnova\u201d.<\/p>\n<p>Quali sono i risultati e gli obiettivi pi\u00f9 prestigiosi che avete centrato ultimamente?<br>\n\u201cIl titolo italiano con la categoria Giovanissimi nel 2010\/2011 sotto la guida del tecnico Osellame ed il titolo italiano con gli Allievi allenati da mister Bressan nella stagione 2012\/2013 cos\u00ec come la vittoria del premio nazionale \u201cGiovani D Valore\u201d (la nostra prima squadra infatti \u00e8 risultata la pi\u00f9 giovane e prima in Italia su 9 gironi ed su un totale di ben 158 squadre dal Nord al sud d\u2019Italia grazie all\u2019utilizzo dei giovani per le stagioni sportive 2012\/13 e 2013\/14) hanno riempito di orgoglio il presidente Marzio Brombal (fautore della \u2018linea verde\u2019) ed il responsabile del settore giovanile Fabrizio Toniutto. Sono riconoscimenti che danno continuita\u2019 alla lunga tradizione di un Settore Giovanile di altissimo livello e concretizzano il lavoro quotidiano di uno staff tecnico preparato e focalizzato sulla preparazione tecnica e comportamentale. Competenza, determinazione ed un pizzico di umilt\u00e0 sono gli ingredienti che stanno alla base della nostra filosofia e della nostra gestione tecnico\/sportiva. Speriamo di avere presto altre conferme come quelle di Mattia; sarebbe una ciliegina sulla torta di un\u2019annata, questa, da incorniciare. A conferma della nostra nobile tradizione, va detto che ben otto ragazzi hanno raggiunto nell\u2019ultimo triennio il calcio professionistico e sono: Mazzocco (\u201995) e Rossetto (\u201996) che si sono accasati al Parma, Visentin (\u201995) al Bassano, Sommavilla (\u201996) al Chievo, Pazzaia (\u201996) al Brescia, Yay\u00e0 Yancouba (\u201997) al Cesena, Gallina (\u201998) alla Fiorentina e Campeol (2000) al Milan\u201d.<\/p>\n<p>Anche all\u2019inossidabile  segretario del club, Erminio Cecchetto, uno che lavora in questa societ\u00e0 da ormai pi\u00f9 di 40 anni e che naturalmente si trova nei pressi del campetto dove De Bertoli tiene lezione, chiediamo di darci un suo contributo in materia.<br>\n\u201cLa tradizione del Montebelluna \u00e8 davvero basata sul lavoro di qualit\u00e0 del settore giovanile. Non credo che in Italia esista un\u2019 altra societ\u00e0, piccola come la nostra, che abbia vinto cos\u00ec tanto. Ricordo ancora bene quando nell\u2019 estate del 1987, dopo 5 stagioni di fila in C, il club decise di rinunciare, perch\u00e9 l\u2019impegno era diventato troppo oneroso. Allora scendemmo in D senza traumi, e tre anni dopo ancora pi\u00f9 in basso, in Eccellenza. Pi\u00f9 tardi siamo arrivati perfino in Prima categoria, e di recente c\u2019 \u00e8 stata, per non farci mancare niente, una fusione con Careano e Montello, che peraltro non ha funzionato. Poco importa. La societ\u00e0 \u00e8 rimasta sempre all\u2019avanguardia coi ragazzini. E adesso si prepara nuovamente a scalare di nuovo la vetta. Il vero fiore all\u2019occhiello da queste parti \u00e8 la facilit\u00e0 con la quale si sfornano bravi calciatori da mandare in giro per l\u2019 Italia. L\u2019 elenco \u00e8 di quelli che fan venire la pelle d\u2019 oca .Non stupisce che tanti successi, e soprattutto la ricerca della tecnica, abbiano incessantemente attirato sui ragazzi del \u2018Monte\u2019 l\u2019attenzione di molte societ\u00e0 professionistiche e della stampa nazionale, se \u00e8 vero che il \u2018Guerin Sportivo\u2019 ci ha dedicato un ampio servizio definendoci una fucina d\u2019oro del calcio italiano. Successi che sono il frutto della mentalit\u00e0 del Calcio Montebelluna (che annovera 12 squadre dai Piccoli Amici del 2007 a scendere sino agli Allievi e oltre 200 tesserati), che crede fermamente nel settore giovanile sino a considerarlo l\u2019essenza stessa della societ\u00e0 prova ne \u00e8 la qualit\u00e0 dei nostri allenatori e dei loro collaboratori: professionisti straordinari, che, pur nella loro specificit\u00e0, lavorano tutti con gli stessi principi e gli stessi criteri. Qui nasce la nostra qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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