{"id":273835,"date":"2014-09-27T08:36:06","date_gmt":"2014-09-27T06:36:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=273835"},"modified":"2014-09-27T19:29:04","modified_gmt":"2014-09-27T17:29:04","slug":"artigianato-troppa-burocrazia-uccide-le-imprese-ecco-alcuni-esempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/artigianato-troppa-burocrazia-uccide-le-imprese-ecco-alcuni-esempi\/","title":{"rendered":"Artigianato: troppa burocrazia uccide le imprese, ecco alcuni esempi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u00c8 una vera e propria giungla burocratica quella che costringe le micro e piccole imprese artigiane a rivolgersi ai professionisti in materia fiscale, normativa e legale, circa 7.700 realt\u00e0 con poco pi\u00f9 di 14.300 addetti in Liguria. Le consulenze, il cui fatturato vale 1 milione di euro nella nostra regione, risultano davvero inevitabili per l\u2019impresa. Oltre a svolgere i principali adempimenti annuali, il lavoro dei professionisti \u00e8 necessario soprattutto per venire a capo di una serie di cavilli che rendono la macchina burocratica davvero complessa e, in molti casi, paradossale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_801\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_801\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cUno dei principali difetti del sistema \u2013 spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria \u2013 riguarda spesso l\u2019inadeguatezza della digitalizzazione e delle funzioni telematiche. \u00c8 il caso, per esempio, dell\u2019invio della documentazione previdenziale alla Cassa edile e del Sistri\u201d. <\/p>\n<p>Si tratta, nel primo caso, di un\u2019incombenza delle imprese di costruzione che, di norma, devono inviare mensilmente una documentazione relativa alla posizione previdenziale dei propri lavoratori. Nonostante l\u2019introduzione dell\u2019invio telematico dei dati, che avrebbe semplificato le operazioni, i documenti devono ugualmente essere compilati e presentati anche in via cartacea, poich\u00e9 il sistema informatico dell\u2019ente previdenziale di riferimento non riconosce ancora la firma digitale. Un lavoro che non solo risulta non semplificato, ma addirittura raddoppiato. <\/p>\n<p>Il caso del Sistri riguarda invece la totale assenza, ancora oggi, del completo funzionamento in via telematica del sistema di tracciabilit\u00e0 dei rifiuti: un ingente costo per le imprese, soprattutto per quelle pi\u00f9 piccole, che, nonostante i corsi di formazione e le chiavette Usb ricevute per accedere alla piattaforma informatica, sono costrette a segnalare lo smaltimento di rifiuti tossici e pericolosi ancora in via cartacea. Rimanendo sul tema, qualsiasi impresa che produca rifiuti \u00e8 obbligata a tenere e compilare settimanalmente un registro dei materiali da smaltire. Per un banale errore di compilazione, l\u2019azienda pu\u00f2 ricevere una multa compresa tra i 500 e i 10 mila euro e rischia addirittura di incorrere in una sanzione penale: smaltire correttamente, ma scrivere sulla riga sbagliata del registro potrebbe essere estremamente penalizzante.<\/p>\n<p>Un altro paradosso che costringe spesso le imprese a chiedere il supporto di un professionista del settore, riguarda la questione della videosorveglianza. Incentivate a introdurre il sistema nella propria attivit\u00e0 commerciale per motivi di sicurezza, le imprese si trovano per\u00f2 a dover fare i conti con le regole della privacy. Tanto complesse quanto rigide, le norme sulla privacy sono cos\u00ec restrittive da annullare addirittura lo scopo della videosorveglianza stessa, vietando, per esempio, di puntare le telecamere sulla cassa o di mantenere le registrazioni oltre il limite delle 24 ore. <\/p>\n<p>Se da un lato lo Stato spinge perch\u00e9 un\u2019attivit\u00e0 commerciale si tuteli con sistemi di sicurezza, dall\u2019altro costringe l\u2019impresa stessa a vanificarne gli effetti con una serie di cavilli a cui porre la massima attenzione. La figura di un professionista, iscritto in questo caso a un albo (come un geometra o un ingegnere), si fa particolarmente necessaria nel caso dell\u2019avvio di un\u2019attivit\u00e0: dopo aver concluso tutti gli adempimenti richiesti, dalla Scia alle norme igienico-sanitarie, \u00e8 d\u2019obbligo un\u2019ulteriore documento. Si tratta di una perizia asseverata autenticata dal Tribunale in cui il professionista dichiari che l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 in regola con ogni adempimento. Ancora un altro lavoro \u201cdoppio\u201d che comporta dispendio di denaro, energie e tempo. Tempo che si perde anche per ottenere l\u2019autorizzazione da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate per la Vies (Vat information exchange system), da richiedere almeno 30 giorni prima di effettuare qualsiasi operazione commerciale intracomunitaria. <\/p>\n<p>\u201cQuesti sono solo alcuni esempi che dimostrano quanto la macchina burocratica complichi quotidianamente il lavoro delle micro e piccole imprese \u2013 precisa Grasso \u2013 Quello della semplificazione \u00e8 un tema caldo, su cui ci soffermiamo spesso, ma di cui non sempre si riesce ad afferrare la concreta necessit\u00e0: per questo abbiamo voluto dare una vera dimostrazione di quanto difficile e costoso sia per l\u2019artigiano sottostare a tutti questi adempimenti, spesso paradossali e inutili, ma sempre cos\u00ec onerosi e complessi da dover ricorrere al lavoro di un professionista\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u00c8 una vera e propria giungla burocratica quella che costringe le micro e piccole imprese artigiane a rivolgersi ai professionisti in materia fiscale, normativa e legale, circa 7.700 realt\u00e0 con poco pi\u00f9 di 14.300 addetti in Liguria. 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