{"id":273806,"date":"2014-09-26T16:03:04","date_gmt":"2014-09-26T14:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=273806"},"modified":"2014-09-27T08:38:21","modified_gmt":"2014-09-27T06:38:21","slug":"nessuna-condanna-al-processo-mensopoli-calo-e-di-donato-prosciolti-dallaccusa-di-turbativa-dasta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/nessuna-condanna-al-processo-mensopoli-calo-e-di-donato-prosciolti-dallaccusa-di-turbativa-dasta\/","title":{"rendered":"Nessuna condanna al processo &#8220;Mensopoli&#8221;: Cal\u00f2 e Di Donato prosciolti dall&#8217;accusa di turbativa d&#8217;asta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Il sentore che potesse chiudersi senza condanne si era gi\u00e0 avuto nella orecedente udienza lo scorso gennaio. Questa mattina per\u00f2 \u00e8 arrivata la conferma: gli imputati del processo savonese sul caso \u201cmensopoli\u201d, Alfonso Di Donato e Antonella Cal\u00f2, sono stati prosciolti da tutte le accuse che gli venivano contestate. Una parte degli episodi contestati (quelli antecedenti al 2008) sono infatti finiti in prescrizione, mentre per gli altri il giudice ha emesso una sentenza di non luogo a procedere perch\u00e9 il fatto non \u00e8 previsto come reato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_856\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_856\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A giocare un ruolo determinante nello spostamento dell\u2019ago della bilancia a favore della difesa \u00e8 stata la sentenza della Cassazione, prodotta in aula dall\u2019avvocato Fausto Mazzitelli, con cui \u00e8 stato assolto definitivamente Giuseppe Profiti, presidente dell\u2019Ospedale pediatrico Bambin Ges\u00f9 di Roma ed ex dirigente della Regione Liguria. Profiti era invece stato condannato in primo grado, il 28 aprile 2010, e in Appello, il 3 giugno 2011, a sei mesi per concorso in turbativa d\u2019asta nell\u2019inchiesta sulle presunte tangenti per gli appalti delle mense ospedaliere, la stessa accusa per la quale erano finiti a giudizio anche Cal\u00f2 e Di Donato, rispettivamente ex dirigente e funzionaria dell\u2019Asl 2 savonese (all\u2019epoca dei fatti responsabile del settore appalti, ora dirigente del settore gestione privacy). <\/p>\n<p>Secondo la tesi della difesa il pronunciamento della Cassazione era determinante perch\u00e9 precisa che quanto successo dopo l\u2019assegnazione del gara \u201cnon \u00e8 penalmente rilevante\u201d. E il processo savonese di mensopoli ruotava proprio intorno a quanto successo dopo quel momento e, di conseguenza, per l\u2019avvocato Mazzitelli i suoi assistiti non erano imputabili di nessuna condotta penalmente rilevante.<\/p>\n<p>Il rinvio a giudizio per Cal\u00f2 e Di Donato aveva preso le mosse dall\u2019inchiesta sul giro di tangenti e favori intorno alle mense scolastiche genovesi e quelle ospedaliere dell\u2019azienda sanitaria savonese. L\u2019inchiesta della Procura aveva messo sotto la lente d\u2019ingrandimento l\u2019assegnazione del servizio ristorazione da 14 milioni alla \u201cAlessio Carni\u201d di Caresanablot (Vercelli), con una delibera poi annullata dal Tar su ricorso della \u201cPedus Dussman Service srl\u201d.<\/p>\n<p>La difesa aveva sempre sostenuto che le intercettazioni riguardanti i due dirigenti dell\u2019Asl savonese fossero post-assegnazione e quindi che non potessero essere considerate una prova di una turbativa d\u2019asta visto che la gara era gi\u00e0 conclusa. A sostegno di questa tesi in seconda battuta si era aggiunta appunto anche la sentenza della Cassazione sul filone genovese del processo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Il sentore che potesse chiudersi senza condanne si era gi\u00e0 avuto nella orecedente udienza lo scorso gennaio. 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