{"id":273240,"date":"2014-09-18T19:57:58","date_gmt":"2014-09-18T17:57:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=273240"},"modified":"2014-09-18T19:57:58","modified_gmt":"2014-09-18T17:57:58","slug":"calcio-settore-giovanile-vaniglia-per-far-crescere-talenti-bisogna-cambiare-mentalita-ed-investire-di-piu-nei-vivai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/calcio-settore-giovanile-vaniglia-per-far-crescere-talenti-bisogna-cambiare-mentalita-ed-investire-di-piu-nei-vivai\/","title":{"rendered":"Calcio, settore giovanile. Vaniglia: &#8220;Per far crescere i talenti bisogna cambiare mentalit\u00e0 ed investire di pi\u00f9 nei vivai&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Dopo i disastrosi mondiali d\u2019Africa (2010) e del Brasile (2014), in cui pur hanno esordito o hanno potuto mettersi in mostra durante le selezioni nuovi talenti come Balotelli, Santon, Verratti, El Shaarawy, Borini, Destro, Insigne, De Sciglio, Perin, eccetera, per tentare di risalire la china, a parere del selezionatore delle rappresentative provinciali Felicino Vaniglia c\u2019\u00e8 solo una ricetta valida.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_497\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_497\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ecco le sue parole: \u201cDare pi\u00f9 spazio ai settori giovanili nei bilanci societari e recuperare le posizioni perdute in campo internazionale promuovendo un netto cambiamento di rotta culturale attraverso una svolta riformista con l\u2019introduzione di un protocollo di gioco nei club professionisti e\/o dilettantistici e con l\u2019istituzione di un supercorso ad hoc e la realizzazione delle Accademie, vale a dire di strutture qualificate dove i ragazzi possano studiare ed allenarsi\u201d.<\/p>\n<p>Che non sia un \u201cpaese per giovani\u201d, si dice da un po\u2019 di tempo dell\u2019Italia. E del calcio italiano lo si dice in particolare. Solo il coraggio di pochi (veri appassionati) e la contingente crisi economica, stanno provando a rompere, seppur a fatica, questo clich\u00e9. Nonostante che in Serie A sia in crescita (seppur ancora troppo limitativamente) l\u2019utilizzo degli azzurrini Under 21, restiamo ancora indietro alle altre nazioni europee, in merito alla presenza nelle rose delle prime squadre e nei minutaggi-gara di giovani provenienti dai vivai: l\u2019incidenza sul totale dei giocatori schierati pur essendo passata dal 7,8% del 2011-12 al 10,3% di quest\u2019anno (un risultato tutto sommato incoraggiante) \u00e8 ancora molto lontana dalla Germania (14,7), dall\u2019Inghilterra (17,5), dalla Francia (21,1) e naturalmente dalla Spagna (25,6). Come si vede il confronto con l\u2019Estero e\u2019 impietoso specie se a queste considerazioni si aggiunge che la Serie A \u00e8 il torneo in cui si registra l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 avanzata (26.3) e che dall\u2019Italia non bastassero le fughe dei \u201ccervelli\u201d fuggono anche talenti affermati del calibro di Immobile e Cerci, e promesse come Bryan Cristante, tanto per citarne alcuni. Per approfondire questo argomento di primario interesse, in concomitanza con la ripresa ufficiale dei campionati di calcio junior, abbiamo rivolto alcune domande al CT Felicino Vaniglia, da sempre schierato a favore dei giovani a cui si dedica da pi\u00f9 di quarant\u2019anni con competenza, passione ed immutato entusiasmo. <\/p>\n<p>Qual \u00e8 il suo punto di vista sulla \u201cquestione giovanile\u201d divenuta cos\u00ec d\u2019attualit\u00e0 non solamente tra i calciofili?<\/p>\n<p>Nei miei recenti viaggi di aggiornamento tecnico nei paesi europei che rappresentano l\u2019eccellenza in materia di \u201cyouth sector\u201d (per intenderci Inghilterra, Spagna, Germania e, a breve, la Francia) ho potuto constatare il ritardo che abbiamo accumulato nei riguardi dei nostri storici \u201ccompetitor\u201d e credo che lo si possa far risalire ad aspetti di mentalit\u00e0 (la tendenza a rifiutare di confrontarsi con altre realt\u00e0, quasi a voler disconoscere che esse siano oramai, specie in campo calcistico, piu\u2019 evolute metodologicamente e meglio organizzate), culturali (il voler mettere il risultato al primo posto e\u2019 penalizzante, quando invece oltreconfine non importa pi\u00f9 di tanto vincere e con ogni mezzo i rispettivi campionati, quanto cercare, attraverso investimenti adeguati e muniti della pazienza necessaria, di produrre potenziali giocatori di talento), gestionali (come la mancanza di pianificazione e di programmazione a medio e lungo termine), strutturali (vedi l\u2019atavica carenza di impianti adeguati) ed economici (su tutti, la svalorizzazione sistematica dei nostri vivai, un tempo vero fiore all\u2019occhiello del football made in Italy).<\/p>\n<p>Come giudica le nuove direttrici federali rivolte a cercare di risolvere questo spinoso problema e quali ripercussioni pensa che possano avere nell\u2019immediato?<\/p>\n<p>Essere istituzionalmente inseriti in un contesto cos\u00ec prestigioso come la grande famiglia della FIGC se da una parte comporta oneri e sacrifici notevoli (ricordo che a questa attivit\u00e0 si ci dedica volontaristicamente e per puro spirito di servizio), dall\u2019altra consente, come mi \u00e8 capitato nel triennio appena trascorso, di entrare in contatto con figure carismatiche del calibro di Gianni Rivera (ex Presidente del Settore Giovanile e Scolastico), di Roberto Baggio (ex Direttore del Settore Tecnico) e di Arrigo Sacchi (ex Coordinatore Tecnico e Supervisor delle Nazionali Minori), da cui si ha occasione di imparare molto. Proprio da quest\u2019ultimo maestro di sport e di vita ho potuto trarre degli insegnamenti che hanno arricchito il mio gi\u00e0 vasto bagaglio di conoscenze. Nel caso dell\u2019indomito sostenitore del 4-4-2 aver fatto disputare numerose partite contro le nazionali pi\u00f9 accreditate per fare acquisire una mentalit\u00e0 internazionale, aver creato dal nulla l\u2019Under 15 e l\u2019esperimento dell\u2019Under 17 dilettanti, aver fatto giocare centinaia di match tra le varie \u201citaliette\u201d, aver visionato ogni fine settimana tra le 40 e le 50 partite con un\u2019apposito staff di tecnici e di osservatori, ma soprattutto aver avviato un protocollo di gioco unico per tutte le nostre nazionali, rappresentano uno straordinario sforzo modernista eseguito nel tentativo di recuperare il gap che ci divide dalle altre potenze calcistiche. Sono convinto che il neo Presidente Tavecchio nell\u2019assegnare l\u2019incarico di Ct ad un allenatore come Antonio Conte abbia voluto dare continuit\u00e0 alla rincorsa al rinverdimento gi\u00e0 avviata prova ne sono le linee guida della per certi versi rivoluzionaria riforma che \u00e8 stata presentata al Consiglio Federale e che prevede tra i vari punti, che le rose della Serie A siano formate da un numero massimo di 25 giocatori di cui 8 obbligatoriamente provenienti dal vivaio e che vengano allestiti una ventina di centri federali  regionali per la formazione dei giovani.Del resto e\u2019 universalmente riconosciuto che i nostri ragazzi abbiano grandi potenzialit\u00e0, ma che non vengano valorizzati adeguatamente. La strada da seguire per la rinascita filtra attraverso un\u2019inversione di tendenza profonda che si ispiri a modelli di riferimento pi\u00f9 progrediti che pongano la qualit\u00e0 del gioco, l\u2019etica del gruppo e la congruit\u00e0 degli investimenti ( siamo il fanalino di coda a livello europeo con i grandi club che investono meno del 3% del loro fatturato), al centro del progetto. Per le societ\u00e0 calcistiche ritengo che questo tentativo di cambiamento debba rappresentare la priorit\u00e0 per eccellenza.<\/p>\n<p>Per favorire l\u2019introduzione di  concetti  fondamentali come \u201cla qualita\u2019 del gioco\u201d e \u201cl\u2019etica del gruppo\u201d imiterebbe quanto hanno gi\u00e0 fatto una  gloriosa societ\u00e0 come il Barcellona FC , adottando 4-3-3 e tiki-taka, dalla \u201ccantera\u201d alla prima squadra? <\/p>\n<p>Il mio modello di riferimento resta saldamente quello del calcio totale, inventato dagli olandesi e adottatto via Johan Crujff dal lungimirante presidente blaugrana Nunez, e che continua ad essere la prediletta fonte di ispirazione anche per i club che vanno per la maggiore,e che sono fermamente convinto sia il calcio dell\u2019oggi e del domani. In Europa si pratica indiscutibilmente pi\u00f9 calcio totale che da noi in Italia, un calcio pi\u00f9 aggressivo ed ultraorganizzato, dove tutti partecipano allo sviluppo dell\u2019azione: nell\u2019era della globalit\u00e0 immaginatevi se sia possibile restare ancora fermi alla specializzazione dei ruoli, come \u00e8 nostro costume. \u00c8 ci\u00f2 che dovrebbero fare pure le nostre societ\u00e0: se c\u2019\u00e8 gi\u00e0 uno \u201cstyle cult\u201d di successo allora alleniamo i giocatori per questo stile di gioco visto che \u00e8 il prescelto delle maggiori potenze calcistiche. Lo fa la Germania, lo fa la Spagna, lo fa la Francia, mentre in Italia \u00e8 una cosa inusuale.Non di tratta di importare copyright garantiti e di applicarli tout-court, ma semplicemente di ridurre le distanze con chi ci ha sorpassato. Dobbiamo cercare finalmente di modificare la nostra mentalit\u00e0. Le squadre pi\u00f9 titolate degli ultimi 40 anni, dal Liverpool all\u2019Ajax, dal Milan al Chelsea fino ad arrivare all\u2019attuale Bayern Monaco hanno avuto il coraggio e l\u2019intuizione di crederci e  di adottare il calcio totale, favorendone l\u2019applicazione sino dalle leve pi\u00f9 piccole. Ai ragazzi infatti, al di l\u00e0 dei dettami tattici, bisognerebbe insegnare quanto siano importanti le basi di cui si alimenta il calcio totale, come la generosit\u00e0 in campo, lo spirito di sacrificio, l\u2019etica di gruppo, caratteri fondamentali per la crescita tecnica e morale, perch\u00e9 anzich\u00e9 alzare il livello della performance individuale (dove simulazione ed astuzia la fanno da padroni) sarebbe il caso di cercare di potenziare il gioco di squadra (\u00e8 arrivato il momento di dire basta con il calcio che specula, fatto di episodi).<\/p>\n<p>Al fine di cercare di portare all\u2019interno dei propri vivai giovanili questi principi formativi ha potuto osservare una maggiore sensibilit\u00e0 da parte delle societ\u00e0?<\/p>\n<p>La Federazione sta cercando di coinvolgere in questa direzione sempre  maggiormente sia i club professionistici che le societ\u00e0 dilettanti. La Juventus si \u00e8, come spesso le accade, mossa per tempo (leggasi Stadio di Propriet\u00e0) creando la prima Accademia in Italia, seguita dall\u2019Udinese, dalla Reggina, dalla Lazio ecc. e la Fiorentina ha annunciato la nascita di uno sperimentale \u201cliceo\u201d. I primi risultati di questa pionieristica tendenza non dovrebbero farsi attendere poiche\u2019 considerato che nelle \u201caccademies\u201d i giovani calciatori potranno lavorare fino a 20 ore a settimana contro le 4-6 dei sistemi tradizionali. Il vantaggio in termini di didattica calcistica sara\u2019 enorme. Partiamo svantaggiati perch\u00e9 in Germania, Francia, Inghilterra, Austria, Svizzera le accademie sono obbligatorie, su disposizione federale, per tutti, ma confidiamo di poter raggiungere presto gli obiettivi che molte societ\u00e0 italiane si stanno prefissando.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 forse un problema di preparazione dei tecnici da dover affrontare dovutamente?. <\/p>\n<p>Verissimo. Abbiamo bisogno di ampliare e attualizzare le nostre certezze, partendo proprio dagli istruttori, a cominciare dalla base. Nel programma del nuovo governo federale viene data un\u2019enorme rilevanza alla formazione dei quadri tecnici (che devono necessariamente rinnovarsi) che avverra\u2019 attraverso l\u2019introduzione di ministage per l\u2019apprendimento dell\u2019inglese e di full immersion per il corretto dominio dell\u2019evoluzione informatica. Se vogliamo evolverci dalla situazione di empasse in cui ci siamo venuti a trovare, dobbiamo investire di pi\u00f9 nei settori giovanili anche a questo livello, dobbiamo cio\u00e8 selezionare istruttori e formatori qualificati cercando di dare una correlazione chiara agli insegnamenti evitando di limitarci alla filosofia del giocare solo per vincere. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ha proposto (compreso mister Allegri) la separazione dei corsi a Coverciano tra chi allena le squadre giovanili e chi guida le prime squadre. E\u2019 d\u2019accordo? <\/p>\n<p>In linea di massima s\u00ec. Ricordo che quando la Federazione Francese si ingegn\u00f2 nei Centre de Formation, Italo Allodi obblig\u00f2 tutti i club professionistici ad avere un responsabile tecnico che avesse completato il Supercorso di Coverciano riservato ai settori giovanili. A quel particolare corso vi parteciparono, anche allenatori affermati tipo Zeman, Mondonico e altri, ma dopo 3-4 anni gli stessi passarono tutti nelle prime squadre e si  dovette tornare a quell\u2019istituto perch\u00e9 serviva la specializzazione. Sarebbe in ogni caso utile dare pi\u00f9 soldi al Settore Tecnico affinch\u00e9 si facciano  corsi studiati specificatamente per migliorare i futuri insegnanti di calcio giovanile.<\/p>\n<p>Quanti e quali sono gli allenatori \u201cbravi\u201d a lavorare con i giovani nella nostra provincia?<br>\nSenza fare nomi, nella nostra realt\u00e0 savonese ce ne sono moltissimi e tutti ben preparati teoricamente anche in considerazione del fatto che il patentino e\u2019 stato reso obbligatorio per guidare le giovanili. Anche qui, per\u00f2, il vero problema sta nell\u2019impossibilit\u00e0 di potergli garantire adeguati aggiornamenti. Il Presidente Nazionale dell\u2019AIAC Renzo Ulivieri sta facendo il massimo, ma da noi \u00e8 impensabile effettuare corsi ogni due anni come accade altrove.Se dobbiamo trovare un punto di ciriticit\u00e0 nel sistema formativo, mi pare (e con me concordano in genere gli ex giocatori miei colleghi) che prevalga ancora la tendenza a far si\u2019 che quasi tutti gli iscritti che si presentano ai corsi  tecnici (anche quelli che non hanno avuto una militanza attiva propedeutica) vengano accettati e promossi, disconoscendo di fatto  il merito ed il curriculum preliminarmente acquisito.<\/p>\n<p>Ha dei consigli da trasmettere alle nuove generazioni di allenatori di giovani calciatori?<\/p>\n<p>Per prima cosa li inviterei a concentrare di meno la loro attenzione sugli aspetti tattici e sulla ricerca della forma fisica dando la prevalenza alle esercitazioni per lo sviluppo della tecnica (individuale ed applicata), con l\u2019impiego costante della palla per tutto il tempo delle sedute e soprattutto in regime di velocita\u2019.La rinuncia di una parte di essi (come ho potuto constatare de visu) ad effettuare un lavoro serio sui fondamentali di base specialmente dalle fasi evolutive iniziali della preparazione calcistica, cos\u00ec come l\u2019abbandono dell\u2019insegnamento delle abilit\u00e0 motorie e della coordinazione, non pu\u00f2 che creare le precondizioni per un graduale peggioramento del livello del gioco, fenomeno progressivo che ahim\u00e9 stiamo amaramente constatando.I ragazzi del secondo millenio non hanno certo le capacit\u00e0 tecniche e motorie (per esempio sapeersi arrampicarmi sugli alberi o scavalcare una recinzione) delle generazioni che li hanno preceduti, qualit\u00e0 che venivano coltivate per strada, sui marciapiedi, nei cortili e quando andava bene negli oratori, luoghi dove si giocava ripetutamente a calcio. Preferendo la staticit\u00e0 dei luoghi chiusi (playstation e social network, docet) alla dinamica delle esperienze all\u2019aria aperta, tendono ad assumere delle rigidit\u00e0 nei movimenti un elemento su cui bisognerebbe intervenire in maniera competente quando arrivano al campo gia\u2019 dalle prime volte, nel tentativo di migliorarne postura e corsa, tralasciando magari gli aspetti tattici che pur essendo in prospettiva altrettanto importanti, possono aspettare una pi\u00f9 compiuta maturazione. Secondariamente registro una chiara tendenza dei mister a favore dell\u2019adozione del metodo induttivo su quello deduttivo, ossia l\u2019inclinazione a spingere i giocatori a trovare da soli le risposte ottimali, senza insegnare loro come coordinarsi, quali movimenti fare, quali punti di impatto del piede utilizzare per colpire la palla, senza che siano loro a dedurre, con le basi che hanno imparato, come risolvere i problemi: una soluzione che seppur piu\u2019 efficace nell\u2019immediato e senz\u2019altro piu\u2019 comoda in termini di energie profuse manca di respiro nel lungo periodo per la costruzione dei campioni del domani.<\/p>\n<p>Come si sta muovendo il Settore Tecnico? <\/p>\n<p>I progetti e le iniziative a favore del calcio giovanile non mancano di certo, anche se come spesso avviene il problema \u00e8 quello della copertura economica delle buone idee. Dalla partecipazione alle riunioni tecniche e di programmazione della Commissione per l\u2019attivit\u00e0 di base del Settore per l\u2019Attivit\u00e0 Giovanile e Scolastico, alla collaborazione per l\u2019attivit\u00e0 del Notiziario del Settore Tecnico, sia per la realizzazione di articoli specifici riguardanti il calcio dei giovani che per la verifica qualitativa e tecnica degli articoli pervenuti; dalla confezione unitamente al Centro Studi, dell\u2019indagine conoscitiva dei settori giovanili delle societ\u00e0 professionistiche, a favore della apposita Commissione per la valorizzazione del vivaio calcistico nazionale, alla fattiva partecipazione ai Corsi di Aggiornamento, svolti ed organizzati di concerto dall\u2019Associazione Italiana Allenatori di Calcio (AIAC) e dal Settore Tecnico e alla progettazione e realizzazione di corsi di aggiornamento, unitamente alle societ\u00e0 professionistiche che hanno organizzato sul territorio, un coinvolgimento tecnico delle scuole di calcio (Milan, Inter, Juventus, Parma, ecc.). Credo tuttavia di poter individuare tra le autorevoli e variegate voci che ho avuto modo di raccogliere durante l\u2019espletamento delle funzioni affidatemi un ventaglio di proposte che meritano di avere la dovuta\u2019 pubblicita\u2019. Per intanto il Supercorso di Coverciano dovrebbe essere sviluppato e incentivato (ora dura solo 40 giorni, mentre in prima la frequenza era di almeno per un anno. Inoltre  visto che si ritiene   importantissimo ed indispensabile crescere tecnici adeguati a tutti i livelli, il Settore Tecnico dovrebbe impegnarsi nell\u2019allestimento di corsi di specializzazione dedicati espressamente al settore giovanile compreso master di perfezionamento. Infine andrebbe potenziata la figura del \u201cmaestro di tecnica\u201d rendendole lo spazio che merita all\u2019interno degli organigrammi tecnici delle giovanili ed implementato il neo corso integrato per l\u2019abilitazione a \u201cAllenatore di Giovani Calciatori Uefa Grassroots C Licence e Istruttore di Calcio.<\/p>\n<p>Parlando di investimenti per i giovani nel calcio, come descrive la situazione italiana? <\/p>\n<p>Basta comparare alcuni dati ufficiali per fare un punto ed evidenziare le emergenze e le criticita\u2019 dei nostri vivai. Basti sapere che in Spagna Real Madrid e Barcellona investono ogni anno circa 50 milioni di euro sul settore giovanile mentre da noi si arriva al massimo a 10-12 milioni. In Inghilterra, Germania, Svizzera, Belgio le federazioni hanno imposto ai club di creare delle Accademies dove in una settimana si lavora sui ragazzi quanto da noi in un mese.Credo, senza ombra di smentita, che sia giunto il momento di iniziare a spendere meno per le prime squadre ed investire maggiori risorse sui settori giovanili, per favorire la crescita di campioni fatti in casa.<br>\nIl calcio Junior in Italia \u00e8 una vera e propria miniera d\u2019oro, ma ancora non abbiamo compreso come valorizzare i talenti e come aiutarli nella loro crescita\u201d e che per dare una sterzata ad un modo di operare sorpassato ed anacronistico occorrera\u2019 che come in altre nazioni la Federazione intervenga tracciando il percorso da seguire per il futuro .Potrebbero tornare di moda in questo periodo di austerity proposte, al limite della provocazione, come quelle paventate in passato dall\u2019ex vice presidente federale Innocenzo Mazzini ( destinare i proventi delle multe delle societa\u2019 professionistiche ad un fondo a favore del settore giovanile) o dall\u2019AD della Fiorentina all\u2019indomani della sentenza Bosman del 30\/09\/96 (tassare i guadagni dei calciatori professionisti costituendo una specie di fondo di garanzia da far pervenire come \u201cbonus\u201d a favore della societa\u2019 che li abbia scoperti ed avviati al calcio) o da dirigenti esperti di amministrazione finanziaria (tipo la creazione di un budget-tipo per la Serie C).Contro la mancanza di volonta\u2019 di dar vita ad un discorso programmatico serio sul futuro dei settori giovanili qualsiasi iniziativa puo\u2019 rivelarsi valida se si considera che l\u2019operazione ha per titolo : salvare i vivai. anche. Anche il calcio d\u2019altronde \u00e8 uno specchio della crisi che il  Paese sta vivendo e risente degli stessi problemi che affliggono la politica ed il sociale. E\u2019 del tutto evidente percio\u2019 che in Italia non sappiamo ancora \u201cfare sistema\u201d come invece gia\u2019 accade altrove. Bisogna organizzarsi ed andare avanti.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione delle Accademie si inserisce in questa voglia di cambiamento?<\/p>\n<p>In Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra ( paesi che ci hanno superato prepotentemente) esistono ormai da anni le  Acad\u00e9my sia a livello federale che di club. La Francia che fu la prima ad avviarle, aumentando di conseguenza le vittorie delle nazionali e la qualit\u00e0 media dei giocatori, le sta perfezionando. Le Accademie si occupano completamente dei ragazzi: studio, svago e allenamento. E nel mentre in Italia una squadra di giovanissimi fa mediamente 3 allenamenti a settimana da 90-120 minuti, nelle Acad\u00e9mie ci si prepare 2 ore al mattino e 2 al pomeriggio per 5-6 giorni la settimana facendo una media di 20-24 ore di allenamento settimanale a fronte delle nostre max 6. Da noi sono ancora pochi i club  che hanno investito su queste strutture di accoglimento per i giovanitori, mentre all\u2019estero la loro creazione e\u2019 divenuta un fatto conseutudinario.<br>\nA maggio ho avuto l\u2019opportunit\u00e0 di visitare l\u2019Accademia del Chelsea che e\u2019 praticamente un college con insegnanti ed istruttori sportivi di primissima qualita\u2019 : dalle 8 alle 10 scuola, poi dalle 10,30 alle 12,30 allenamento; e al pomeriggio avanti cos\u00ec, dalle 14 alle 16 studio e poi via ancora al campo.<br>\nE questo aviene non certo perch\u00e9 gli inglesi sono ricchi, e possono permetterselo, in quanto per lavorare al meglio non \u00e8 sempre e solo questione di soldi, ma anche di volont\u00e0. Ormai anche Germania, Austria, Svizzera sono su questo piano poich\u00e9 le federazioni obbligano i club a politiche tutelanti il calcio giovanile. <\/p>\n<p>La sua riconosciuta capacit\u00e0 di non porsi inerzialmente difronte al desiderio di cambiamento e di innovazione che dominano in oggi la scena in tutti i campi delle attivit\u00b0 umane, dove la sta calcisticamente dirigendo?<\/p>\n<p>Non appartengo di certo a quel partito che sostiene che nel calcio non ci sia pi\u00f9 niente di nuovo da inventare. E se anche in parte questa opinione potesse essere vera (nell\u2019eterno conflitto tra tradizione e modernit\u00e0, tra conservazione e progressismo, va ricercato l\u2019equilibrio giusto) non possiamo certo nasconderci che moltissime cose sono cambiate ed esigono risposte diverse da quelle in voga, perche\u2019 pare del tutto evidente che gli addetti ai lavori non riescano pi\u00f9 ad intercettare le aspettative e le esigenze delle next generation. Sotto questo profilo ben vengano nuovi modelli formativi, sul tipo di quelli che ho potuto prendere in visione durante le mie incursioni fuori frontiera di cui realazioner\u00f2 approfonditamente entro la fine di autunno con un miniciclo di incontri a tema. Per quanto concerne il panorama  nazionale seguo con interesse e curiosit\u00e0 tutto cio\u2019 viene proposto al fine di poter cambiare il trend negativo che accompagna i nostri vivai. Sotto questo profilo sto tenendo sotto stato di osservazione il proliferare anche in Italia, sul modello francese e tedesco, delle \u201cSoccer School\u201d e di strumenti di arricchimento didattico come ad esempio, lo \u201cSportFourUniversity \u2013 Calcio 4D\u201d presentato recentemente a Torino da Adriano Baconi, un progetto che prevede un corso di specializzazione universitaria di metodologia e strategia dell\u2019allenamento (che si basa sull\u2019aspetto cognitivo, sul vissuto percettivo e sulla consapevolezza della corporeit\u00e0) indirizzato ai tecnici riconosciuti dal settore giovanile, che pur non sostituendo i patentini federali e non essendo un\u2019alternativa al master di Coverciano, vuole essere un complementare format divulgativo che si poggia su due pilastri, la metodologia e la tecnologia che hanno come radice comune, l\u2019innovazione e la ricerca, di cui c\u2019e\u2019 tanto bisogno per ridare lustro alla scuola calcistica italiana.<\/p>\n<p>Quali conclusioni e quali prospettive emergono da questa breve disamina dei mali oscuri che affliggono i vivai nostrani?<\/p>\n<p>Ribadisco che urgono provvedimenti immediati se non si vuole continuare a perdere terreno nei confronti delle pi\u00f9 importanti leghe europee.Senza sviluppare un buon settore giovanile nessuna societa\u2019 potra\u2019 sperare di andare lontano. L\u2019addestramento e la valorizzazione dei giovani devono pertanto essere l\u2019obiettivo primario anche per quanti che (diversamente da me) non hanno certo dimostrato di possedere una vocazione per la \u201cfilosofia verde\u201d. Grazie alla Federazione ( vedi la riforma della LND in ambito di utilizzo dei giovani in campo nelle categorie di Eccellenza e di Promozione con obbligo vincolante a livello nazionale, che pur \u00e8 stata oggetto di concertazioni e dispute ) questo cambiamento culturale si sta passo dopo passo iniziando ad avverare.L\u2019agenda strategica del movimento segnala una significativa escalation delle giovani leve (96 e 97) inveratasi attraverso una serie di innovazioni condivise che hanno avuto il pregio di interpretare in profondit\u00e0 il calcio nella sua accezione dilettantistica pi\u00f9 corretta, favorendo progettualit\u00e0 di crescita dei giovani sempre pi\u00f9 in linea con le reali possibilit\u00e0 tecniche degli attori che operano sul territorio. In questa direzione va il disegno di rilancio dei vivai che la FIGC sta adottando. Nel programma \u201cTavecchio\u201d il varo del \u201cProgetto Giovani\u201d avverr\u00e0 per il tramite della realizzazione di 20 Centri di Formazione Federale (CFF) da utilizzare come poli territoriali per la formazione dei dirigenti sportivi, degli allenatori e dei giovani calciatori, con l\u2019avvio di uno scouting ancor piu\u2019 approfondito al fine di evitare la dispersione dei talenti. Un percorso ritenuto a ragione \u201cineludibile\u201d tanto pi\u00f9 nella congiuntura sociale, politica ed economica che conosce oggi il nostro Paese. Confido che tutte le societ\u00e0 comprendano al pi\u00f9 presto che d\u2019ora in avanti dovranno sapersi costruire in casa i talenti da promuovere per le proprie prime squadra perch\u00e9 non ho dubbi nell\u2019affermare che la partita del futuro si giocher\u00e0 sui \u201cgiovani\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Dopo i disastrosi mondiali d\u2019Africa (2010) e del Brasile (2014), in cui pur hanno esordito o hanno potuto mettersi in mostra durante le selezioni nuovi talenti come Balotelli, Santon, Verratti, El Shaarawy, Borini, Destro, Insigne, De Sciglio, Perin, eccetera, per tentare di risalire la china, a parere del selezionatore delle rappresentative provinciali Felicino Vaniglia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,182],"tags":[85989,5327,32840,57919],"class_list":["post-273240","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-calcio","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-felicino-vaniglia","tag-settori-giovanili","post_cat_citta-andora","post_cat_citta-savona"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/273240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=273240"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/273240\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=273240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=273240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=273240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}