{"id":272725,"date":"2014-09-12T09:30:32","date_gmt":"2014-09-12T07:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=272725"},"modified":"2014-09-13T09:23:22","modified_gmt":"2014-09-13T07:23:22","slug":"la-movida-che-non-ce-piu-il-domina-di-toirano-o-lamavi-o-lodiavi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/la-movida-che-non-ce-piu-il-domina-di-toirano-o-lamavi-o-lodiavi\/","title":{"rendered":"La Movida che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: il Domina di Toirano, o l&#8217;amavi o l&#8217;odiavi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Toirano.<\/strong> Nella mappa del divertimento notturno, a met\u00e0 anni novanta, apparve la parola Carpe: la piccola frazione di Toirano, praticamente sconosciuta alla gran parte dei savonesi, divenne meta di un autentico pellegrinaggio da parte del mondo della notte.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_27\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_27\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel 1994 apriva infatti il Domina, sulle ceneri di quello che prima di essere abbandonato era stato un ristorante e prima ancora una pensione. La costruzione su 4 piani, ubicata strategicamente alla sommit\u00e0 della collina sulla strada che da Toirano porta verso Bardineto, Calizzano e il Piemonte, dominava la val Varatella con una incredibile vista a 180\u00b0 sulla costa da Albenga a Pietra Ligure. Quattro piani, con il bar\/paninoteca al livello della strada per poi \u201cscendere\u201d nel ventre della costruzione con le due sale coperte, la grande pista nel giardino con la piscina e il parco che declina verso il fondovalle.\u00a0<\/p>\n<p>Arrivavano a migliaia, da tutto il nord Italia, per le serate del Domina: molti in treno alla stazione di Loano da dove proseguivano con i bus della Sar, pochi in taxi, ma c\u2019era anche chi si arrampicava sino alla discoteca a piedi. Le navette da Torino, Milano e Genova erano stracolme di giovani diretti in riviera \u201csolo\u201d per il Domina, e all\u2019alba della domenica era normale incontrare gruppetti di ragazzi che camminavano verso Loano a piedi diretti in stazione per fare ritorno a casa.<\/p>\n<p>Il Domina \u00e8 sempre stato oggetto di discussione, amato da pochi e odiato da tanti. A differenza di Sporting Club e Pozzi a condannarlo non sono state le proteste contro i decibel che non lasciavano dormire i vicini, visto che non ce n\u2019erano, bens\u00ec i problemi legati alle droghe che circolavano all\u2019interno del locale, e le continue sanzioni e chiusure amministrative: e cos\u00ec, dopo molti tira e molla, la licenza fu revocata definitivamente.<\/p>\n<p>Le pagine della cronache sono piene delle vicende di questo locale che per un decennio ha alternato aperture in grande stile a chiusure obbligate da comune e forze dell\u2019ordine. Sin dall\u2019inaugurazione il Domina era diventato la mecca della musica underground prima e della techno dopo. I migliori dj italiani dell\u2019epoca come Francesco Farfa, Mario Pi\u00f9, Ralf, Joe T Vannelli o i vocalist come Roberto Francesconi e Franchino erano di casa nelle consolle del locale e storiche furono le \u201cone night\u201d dove si ballava dal sabato pomeriggio per 24 ore consecutive.<\/p>\n<p>Oggi restano solo le macerie. Quello che negli anni non \u00e8 stato saccheggiato \u00e8 stato devastato dai vandali: l\u2019innovativo tetto in cristallo della sala due \u00e8 crollato, la piscina \u00e8 piena di detriti, gli specchi tutti in frantumi. Il parco circostante \u00e8 oramai una foresta, mentre sulla facciata campeggiano i graffiti \u00ec dove c\u2019erano le insegne; e non esiste pi\u00f9 una vetrata integra, o un rubinetto in uno dei tanti bagni del locale. E\u2019 tutto l\u00ec, abbandonato, ennesimo scheletro della movida come la Capannina di Alassio o lo Sporting di Finale Ligure.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toirano. Nella mappa del divertimento notturno, a met\u00e0 anni novanta, apparve la parola Carpe: la piccola frazione di Toirano, praticamente sconosciuta alla gran parte dei savonesi, divenne meta di un autentico pellegrinaggio da parte del mondo della notte. 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