{"id":272496,"date":"2014-09-09T08:34:34","date_gmt":"2014-09-09T06:34:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=272496"},"modified":"2014-09-10T08:55:15","modified_gmt":"2014-09-10T06:55:15","slug":"la-movida-che-non-ce-piu-a-loano-era-ai-pozzi-tra-star-nazionali-e-mega-disco-area-poi-lillusione-del-bfly","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/la-movida-che-non-ce-piu-a-loano-era-ai-pozzi-tra-star-nazionali-e-mega-disco-area-poi-lillusione-del-bfly\/","title":{"rendered":"La movida che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: a Loano era &#8220;Ai Pozzi&#8221;, tra star nazionali e Mega Disco Area. Poi l&#8217;illusione del Bfly"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano.<\/strong> Prosegue il viaggio di IVG.it sulle tracce di quella che \u00e8 stata la movida nella provincia di Savona. La tappa di oggi accende i riflettori su Loano, citt\u00e0 che pi\u00f9 di tutte \u00e8 in grado di rappresentare come la provincia di Savona sia passata dalla seconda piazza in Italia per locali notturni alla cinquantesima, come spiegato dal presidente del SILB savonese Fabrizio Fasciolo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_300\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_300\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Loano, per il popolo della notte, voleva dire \u201cAi Pozzi\u201d, discoteca ubicata strategicamente lontano dal centro abitato e dotata di spazi e servizi che la rendevano unica nel panorama non solo savonese, ma di tutta Italia. I Pozzi non erano \u201csolo\u201d una discoteca, erano un vero e proprio villaggio del divertimento notturno a 360\u00b0: tre palchi, due piscine, ristorante e pizzeria oltre che un vero e proprio anfiteatro per spettacoli di cabaret, teatro e concerti. Aveva una capienza di oltre 5.000 persone.<\/p>\n<p>Per capire cosa erano I Pozzi basti pensare che a partire dagli anni sessanta a Loano si sono esibiti Gianni Morandi, Aznavour, Antonello Venditti e Barry White; in tempi pi\u00f9 recenti, a met\u00e0 anni novanta una giovanissima Laura Pausini si esib\u00ec davanti a poco pi\u00f9 di 200 spettatori, cos\u00ec come Marco Masini agli esordi della sua carriera. Senza dimenticare Tiziano Ferro, che con il suo Rosso Relativo Tour arriv\u00f2 a Loano nell\u2019estate del 2002, l\u2019ultima della discoteca. Pensare di organizzare un concerto di Tiziano Ferro o di Laura Pausini in Riviera oggi \u00e8 praticamente impossibile, visto che nei loro tour riempiono a ripetizione San Siro e l\u2019Olimpico di Roma.<\/p>\n<p>I giovani ed i meno giovani arrivavano a Loano a migliaia per trascorrere la notte ai Pozzi, che a luglio e agosto erano aperti sette giorni su sette e proponevano ogni tipo di tipologia musicale, dal latino alla disco-music: protagonisti in consolle i principali speaker di Radio Deejay, come Albertino, Linus, Molella e Paoletta, che non frequentavano esclusivamente la riviera adriatica come avviene oggi ma erano autentici \u201cresident\u201d per tutta la stagione a Loano.<\/p>\n<p>A met\u00e0 anni \u201990 iniziarono per\u00f2 i problemi con i residenti delle case che negli anni erano spuntate intorno alla discoteca, disturbati dalla musica. Furono organizzate raccolte di firme e petizioni per mettere il silenziatore alle casse. Nel \u201997, in un disperato tentativo di replica, ci fu anche una serrata da parte di molti altri locali della provincia di Savona, che al grido di \u201cMeglio chiudere una sera che per sempre\u201d e di \u201cChiudere oggi per non dover licenziare domani\u201d nella notte di Ferragosto rimasero chiusi sino a mezzanotte.<\/p>\n<p>A difesa del locale si schier\u00f2 anche l\u2019amministrazione comunale, ma le normative misero sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 i gestori che a met\u00e0 dello scorso decennio alzarono bandiera bianca. Per quasi dieci anni, transitando in zona, si \u00e8 potuto vedere il vecchio cartellone \u201cMega disco Area\u201d dietro al quale i resti della gloriosa discoteca sono rimasti sino al 2012, anno in cui \u00e8 partita l\u2019operazione che ha portato oggi alla presenza del villaggio turistico \u201cAi Pozzi\u201d. Al posto della discoteca infatti ora sorge un hotel a quattro stelle con piscina, campi da tennis e spa: e l\u2019unica musica che risuona \u00e8 quella dell\u2019animazione dell\u2019albergo.<\/p>\n<p>Casse staccate e strobo spente in questi anni anche al Fermento, prima discoteca poi Lap Dance, e all\u2019Arcadia; sopravvivono invece i dancing come gli storici Saitta e Manhattan Inn.<\/p>\n<p>Per un po\u2019, Loano ha sperato di tornare ad essere la regina della movida savonese, grazie al complesso del Bfly all\u2019interno della Marina: ma la discoteca estiva sulla spiaggia, e quella invernale proprio al centro della struttura sono durate meno di tre stagioni. Ora al posto del locale invernale sta sorgendo una grande Spa che andr\u00e0 ad arricchire i servizi del porto e sar\u00e0 aperta anche a turisti e residenti, mentre l\u2019ex BflyBeach, ora Marina Beach, dopo la silent night della scorsa settimana ha allo studio alcune serate per la stagione 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loano. Prosegue il viaggio di IVG.it sulle tracce di quella che \u00e8 stata la movida nella provincia di Savona. 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