{"id":272410,"date":"2014-09-07T16:37:06","date_gmt":"2014-09-07T14:37:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=272410"},"modified":"2014-09-08T11:33:16","modified_gmt":"2014-09-08T09:33:16","slug":"fondoschiena-no-grazie-fotografo-costretto-a-rimuovere-i-suoi-scatti-dalla-strada-a-loano-monta-la-protesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/09\/fondoschiena-no-grazie-fotografo-costretto-a-rimuovere-i-suoi-scatti-dalla-strada-a-loano-monta-la-protesta\/","title":{"rendered":"Fondoschiena no grazie: fotografo costretto a rimuovere i suoi scatti dalla strada, a Loano monta la protesta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano.<\/strong> Forse qualcuno di quei sederi era brutto, non abbastanza magro o sodo, e non \u00e8 piaciuto a qualche visitatore. Forse da quelle parti abita un\u2019anziana, molto religiosa, che proprio non poteva resistere alla vista di cotanta sconcezza. O forse quei cartelli ingombravano il suolo pubblico, e non avevano i necessari permessi. Quale che sia la ragione, a Loano sta per scatenarsi la \u201cprotesta pro-culi\u201d, come l\u2019ha battezzata il suo promotore Alessandro Gimelli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_678\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_678\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Non si tratta di uno scherzo, ma del risultato di quanto accaduto questa mattina, quando alcuni agenti della polizia municipale si sono recati allo spazio Overpass di via Richeri chiedendo al fotografo, Alessandro Gimelli, di rimuovere uno dei pannelli esterni della mostra. Su quel pannello campeggiavano alcuni fondoschiena: il \u201clato B\u201d \u00e8 infatti il protagonista dell\u2019attuale esposizione.<\/p>\n<p>Una serie di scatti artistici, nulla a che vedere con la volgarit\u00e0 o la pornografia, spiega chi quella mostra l\u2019ha vista. Niente da fare: quei sederi vanno rimossi dalla pubblica via. \u201cQualcuno ha pensato bene di lamentarsi e mandare i vigili a farmi rimuovere il pannello \u2013 si sfoga Gimelli \u2013 L\u2019apertura mentale della gente ha colpito ancora\u201d.<\/p>\n<p>Una richiesta i cui motivi non sono chiari (qualcuno teme una protesta di un vicino, altri ipotizzano problemi nell\u2019occupazione del suolo pubblico), ma che ha suscitato le reazioni di chi quella mostra la difende: \u201cVoglio sperare, anzi sono sicuro, che si \u00e8 fatto rimuovere il pannello per problemi burocratici legati a permessi vari e non per il suo contenuto \u2013 tuona Giovanni Battista Cepollina, consigliere comunale \u2013 Se il motivo fosse quello sarebbe gravissimo, la fotografia \u00e8 una forma d\u2019arte e quando non si cade nella pornografia pu\u00f2 piacere o meno ma non va mai censurata. Da liberale e libertario mi sentirei indignato se nel mio paese si verificassero fatti del genere che accadevano forse 50 anni fa in Italia ed oggi si vedono solo a Teheran o Kabul\u201d.<\/p>\n<p>Sul tema \u00e8 intervenuto anche l\u2019assessore Luca Lettieri: \u201cGimelli ha tutta la mia solidariet\u00e0. Gli agenti senz\u2019altro sono intervenuti su segnalazione di qualche \u2018bacchettone\u2019. La prossima volta ci organizziamo per tempo e patrociniamo l\u2019iniziativa: cos\u00ec la polemica la trasferiamo dai carruggetti orbi alle TV e ai giornali nazionali\u201d.<\/p>\n<p>Il fotografo, che peraltro ha al suo attivo anche mostre a tema sacro, ha gi\u00e0 annunciato battaglia dal proprio profilo Facebook: \u201cDomani dalle 10:30 tutti all\u2019Overpass, inizia la protesta pro-culi\u201d. Intanto, per\u00f2, ha dovuto assecondare la richiesta e rimuovere il pannello. Ironia della sorte, sul muro che prima era coperto da quelle immagini campeggia una scritta che forse \u00e8 anche peggio di un fondoschiena nudo: \u201cFuck\u201d. S\u00ec, proprio quella volgarit\u00e0 inglese che significa, letteralmente, consumare un rapporto sessuale. Una parolaccia al posto di un sedere: chiss\u00e0 se l\u2019anonimo \u201csegnalatore\u201d (ammesso che esista) lo sa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loano. Forse qualcuno di quei sederi era brutto, non abbastanza magro o sodo, e non \u00e8 piaciuto a qualche visitatore. Forse da quelle parti abita un\u2019anziana, molto religiosa, che proprio non poteva resistere alla vista di cotanta sconcezza. O forse quei cartelli ingombravano il suolo pubblico, e non avevano i necessari permessi. 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