{"id":271798,"date":"2014-08-29T11:12:53","date_gmt":"2014-08-29T09:12:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=271798"},"modified":"2014-08-29T11:12:53","modified_gmt":"2014-08-29T09:12:53","slug":"savona-non-si-placa-la-moria-di-animali-alla-foce-del-letimbro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/08\/savona-non-si-placa-la-moria-di-animali-alla-foce-del-letimbro\/","title":{"rendered":"Savona, non si placa la moria di animali alla Foce del Letimbro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Continua la moria di animali selvatici alla foce del torrente Letimbro, in pieno centro a Savona. I Volontari della Protezione Animali soccorrono ogni giorno 2-4 volatili intossicati, molti dei quali purtroppo non sopravvivono malgrado le complicate e costose cure alle quali vengono subito sottoposti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_539\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_539\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cE\u2019 quasi certo che la causa si da attribuire alla presenza di botulino nelle acque calde degli stagni costieri, il cui ciclo di formazione di questo veleno \u00e8 complesso \u2013 spiegano dall\u2019Enpa -. Le spore di Clostridium botulinum sono naturalmente presenti nel fango del fondo delle paludi, sono dormienti e hanno la capacit\u00e0 di resistere per anni sia al gelo sia alla siccit\u00e0; tutti gli animali nella palude (non solo gli uccelli, ma anche pesci, rane, invertebrati) ingeriscono queste spore assieme al fango e all\u2019acqua che accompagnano il loro cibo; ma ci\u00f2 non provoca alcun problema agli animali: infatti, i tessuti vivi non offrono alle spore del botulino le condizioni favorevoli per germinare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 solo quando, per un qualsiasi motivo accidentale, uno di questi animali \u2018portatori sani\u2019 morir\u00e0 che il batterio potr\u00e0 trovare un substrato ottimale. I tessuti morti forniscono il terreno di coltura proteico, durante l\u2019estate la temperatura \u00e8 elevata e il processo di putrefazione consuma tutto l\u2019ossigeno: allora le spore germinano e Clostridium botulinum si moltiplica, producendo la letale tossina, che va ad intossicare gli animali che si cibano dei resti della carogna e delle larve che vi pullulano\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe vittime pi\u00f9 frequenti sono quelle raccolte in questi giorni dai volontari dell\u2019Enpa, finora quindici germani e da tre giorni anche cinque gabbiani comuni, con un lavoro notevole che va ad aggiungersi all\u2019autentica emergenza estiva, con una media di altri 10-15 recuperi al giorno di soggetti selvatici feriti, malti o nidiacei in tutta la provincia, senza alcun aiuto da autorit\u00e0 o privati \u2013 spiegano dall\u2019associazione -. E\u2019 essenziale, per fermare la tossinfezione, portare via al pi\u00f9 presto gli animali morti ed alla loro segnalazione provvede Flavio Fiumara, il volontario che gestisce il vicino bar; mentre si attende che il Comune provveda a far svolgere i lavori che consentano di diluire, raffreddare e riossigenare le acque e ricostituire nuovi laghi; un aiuto potrebbe venire invece dalla natura, con le imminenti forti piogge ed il netto abbassamento della temperature previste dai meteorologi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Continua la moria di animali selvatici alla foce del torrente Letimbro, in pieno centro a Savona. 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