{"id":271743,"date":"2014-08-28T15:36:41","date_gmt":"2014-08-28T13:36:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=271743"},"modified":"2014-08-29T10:35:19","modified_gmt":"2014-08-29T08:35:19","slug":"manette-per-spaccio-di-coca-scena-muta-di-mannara-e-ribaj-dal-gip-il-primo-resta-carcere-il-secondo-ai-domiciliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/08\/manette-per-spaccio-di-coca-scena-muta-di-mannara-e-ribaj-dal-gip-il-primo-resta-carcere-il-secondo-ai-domiciliari\/","title":{"rendered":"In manette per spaccio di coca, scena muta di Mannar\u00e0 e Ribaj dal gip: il primo resta in carcere, il secondo ai domiciliari"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Scena muta. Davide Mannar\u00e0, 35 anni, e l\u2019albanese Boro Ribaj, di 31, finiti in manette con l\u2019accusa di spaccio di cocaina, questa mattina si sono presentati davanti al gip Donatella Aschero per la convalida del fermo ed hanno preferito avvalersi della facolt\u00e0 di non rispondere. Il giudice ha convalidato l\u2019arresto di entrambi, ma ha disposto due misure cautelari differenti: l\u2019italiano dovr\u00e0 infatti restare in carcere, mentra all\u2019albanese, che era incensurato, sono stati concessi i domiciliari.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_674\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_674\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I due, assistiti dall\u2019avvocato Carlo Biondi, sono stati arrestati dalla polizia a conclusione di un\u2019operazione antidroga che aveva messo nel mirino il mercato dello spaccio di marijuana e di cocaina in citt\u00e0. Due filoni investigativi che, seppur correlati, erano distinti tra loro. Per il primo infatti \u00e8 finito in manette una terza persona, l\u2019albanese Alia Gentjan, 32 anni, titolare della pizzeria al taglio \u201cSapori d\u2019Italia\u201d, accusato di aver messo in piedi un commercio illegale di droga con la collaborazione di un connazionale. <\/p>\n<p>Per quanto riguarda invece la polvere bianca, gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che a gestire un traffico sull\u2019asse Spagna-Italia fosse Mannar\u00e0 con l\u2019aiuto di Ribaj, titolare del bar (l\u2019ex circolo Vatra) in via Montenotte 115 rosso. E\u2019 proprio all\u2019indirizzo del locale del centro citt\u00e0 infatti che era stato spedito da Valencia il pacco con mezzo chilo di cocaina, occultata tra giochi erotici, intercettato dai finanzieri all\u2019aeroporto Malpensa e poi consegnato proprio per vedere a chi fosse destinato. A ritirarlo, pur essendo intestato ad un nominativo diverso (poi risultato estraneo alla vicenda), era stato proprio Ribaj. Quanto \u00e8 bastato agli agenti della squadra mobile, anche sulla base di alcune intercettazioni ambientali, per collegare l\u2019uomo con l\u2019attivit\u00e0 illecit\u00e0. Mannar\u00e0 (che nel dicembre scorso era stato tra i portavoce a Savona della protesta dei Forconi) invece \u00e8 stato collegato al pacco attraverso un\u2019utenza telefonica che era sotto controllo: il numero era indicato come riferimento per la spedizione e in pi\u00f9, da quel cellulare, il trentacinquenne, non vedendolo arrivare nei tempi previsti, aveva chiesto notizie sui tempi di consegna al corriere.<\/p>\n<p>Tesi investigative che stamattina, vista la scelta di non rispondere alle domande del giudice, non sono state n\u00e9 smentite n\u00e9 confermate. Per quanto riguarda la posizione di Alia Gentjan, interrogato ieri e tuttora in carcere, il suo legale, l\u2019avvocato Antonio Migliardi, ha confermato che il suo assistito ha respinto ogni accusa. <\/p>\n<p>In particolare l\u2019albanese avrebbe negato che il garage di piazza Bernini, dove sono stati ritrovati 4 chili di marijuana lo scorso 9 agosto, fosse nelle sue disponibilit\u00e0. L\u2019uomo al giudice ha ribadito pi\u00f9 volte di non essere in alcun modo collegato con quella propriet\u00e0 ed avrebbe anche fornito delle spiegazioni in merito ad alcune intercettazioni che secondo gli inquirenti sono inequivocabili e piuttosto compromettenti. Nello specifico, sempre secondo i poliziotti della Mobile, Gentjan, che al momento del fermo si preparava a partire per l\u2019Albania, era molto preoccupato dall\u2019arresto del connazionale Meli Avdi, 34 anni. Secondo l\u2019accusa, quest\u2019ultimo altri non era che il \u201ccorriere\u201d in servizio del primo: andava a Genova, recuperava lo stupefacente e poi lo lasciava nel garage dove il titolare della pizzeria al taglio lo recuperava per poi smerciarlo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Scena muta. Davide Mannar\u00e0, 35 anni, e l\u2019albanese Boro Ribaj, di 31, finiti in manette con l\u2019accusa di spaccio di cocaina, questa mattina si sono presentati davanti al gip Donatella Aschero per la convalida del fermo ed hanno preferito avvalersi della facolt\u00e0 di non rispondere. 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