{"id":271612,"date":"2014-08-26T15:56:01","date_gmt":"2014-08-26T13:56:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=271612"},"modified":"2014-08-27T10:49:18","modified_gmt":"2014-08-27T08:49:18","slug":"tomaso-bruno-un-film-sulla-drammatica-storia-del-giovane-albenganese-aperta-la-campagna-di-crowdfunding","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/08\/tomaso-bruno-un-film-sulla-drammatica-storia-del-giovane-albenganese-aperta-la-campagna-di-crowdfunding\/","title":{"rendered":"Tomaso Bruno, un film sulla drammatica storia del giovane albenganese: aperta la campagna di crowdfunding"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Dopo oltre milleseicento giorni di detenzione nel carcere di Varanasi per l\u2019accusa di un omicidio, il prossimo 9 settembre Tomaso Bruno verr\u00e0 processato in terzo grado dalla Corte Suprema di Nuova Delhi. Al suo fianco, come sempre ci saranno Marina ed Euro Bruno, i genitori che dal 2010 lottano per la sua scarcerazione, e Adriano Sforzi, il regista albenganese, suo amico di infanzia, che sta lavorando al documentario sulla storia di questi lunghi anni di detenzione in India.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_300\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_300\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cPi\u00f9 libero di prima\u201d \u00e8 il titolo del film, del quale verr\u00e0 presentato un trailer alla cittadinanza mercoled\u00ec 27 agosto presso l\u2019Auditorium San Carlo ad Albenga, alle ore 18: proprio due giorni prima della partenza della famiglia per la citt\u00e0 di Varanasi, nell\u2019India nord-orientale, dove Tomaso \u00e8 detenuto. La presentazione del film accompagna e sostiene la campagna di crowdfunding che la co-produzione piemontese ed emiliano-romagnola di Ouvert e Articolture ha deciso di lanciare proprio per coprire i costi di questa ennesima, auspicabilmente ultima, trasferta in India.<\/p>\n<p>\u201cIl budget del film ha gi\u00e0 trovato buona parte della copertura finanziaria grazie al contributo ottenuto dal Piemonte Doc Film Fund e dagli investimenti di privati e dei produttori \u2013 racconta Ivan Olgiati di Articolture, casa di produzione bolognese -. Siamo gi\u00e0 stati in India a riprendere il viaggio e il processo alla Suprema Corte nel Settembre 2013, abbiamo reperito i materiali d\u2019archivio, grazie alle nostre ricerche e alla disponibilit\u00e0 della famiglia e degli amici. Ma riteniamo fondamentale questa trasferta per chiudere il film. Per filmare, come tutti ci auguriamo, l\u2019assoluzione di Tomaso e il suo rientro a casa, dopo quattro anni di prigionia indebita\u201d.<\/p>\n<p>La trasferta, inoltre, pu\u00f2 essere anche l\u2019unico modo, per la stampa italiana, di ricevere immagini video dei giorni cruciali della sentenza della Corte Suprema Indiana, che si deve pronunciare in modo definitivo sulle sorti di Tomaso e di Elisabetta Boncompagni.<\/p>\n<p>La drammatica storia dei due ragazzi inizia a Varanasi il 4 febbraio 2010, quando si trovavano in India per un viaggio che avevano sognato da tempo. Quella sera, Tomaso ed Elisabetta trovano Francesco Montis, fidanzato di Elisabetta, agonizzante. Morir\u00e0 poco dopo il trasferimento in ospedale e due giorni dopo i due saranno arrestati con l\u2019accusa di omicidio intenzionale di stampo passionale. Le sentenze di primo e secondo grado, che li condannano all\u2019ergastolo, riportano come il movente degli accusati non sia dimostrabile per insufficienza di prove, ma come si possa tuttavia ipotizzare una relazione intima illecita tra Tomaso ed Elisabetta.<\/p>\n<p>L\u2019esame dell\u2019accusa si \u00e8 basato su un\u2019autopsia condotta da un medico oculista; il corpo di Francesco \u00e8 stato subito cremato perch\u00e9 nell\u2019ospedale dove era conservato era alla merc\u00e9 dei topi e questo non ha reso possibile una seconda perizia; le testimonianze dell\u2019accusa non risultano attendibili o significative. Tuttavia i due ragazzi da allora sono detenuti in condizioni difficili, senza l\u2019uso del telefono o di internet, senza aver mai ottenuto alcun rimpatrio o la libert\u00e0 su cauzione: il loro unico contatto con l\u2019esterno \u00e8 la possibilit\u00e0 di scrivere e ricevere lettere (e pacchi, tra cui le \u201cGazzette dello Sport\u201d che Tomaso ama leggere per seguire la sua squadra del cuore, l\u2019Inter).<\/p>\n<p>\u201cPi\u00f9 libero di prima\u201d non \u00e8 un film di inchiesta o di denuncia, ma il racconto della crescita forzata di un giovane ragazzo occidentale rinchiuso in un carcere indiano: un romanzo di formazione scritto dal protagonista, in cui tutti possono rivedersi. Ed \u00e8 proprio dalle migliaia di lettere che Tomaso ha scritto dal carcere che parte il lavoro registico di Adriano Sforzi, gi\u00e0 vincitore del David di Donatello per il suo cortometraggio \u201cJody delle Giostre\u201d, ora alle prese con un nuovo film che lo coinvolge molto da vicino.<\/p>\n<p>I due sono amici dall\u2019infanzia, quando Adriano faceva da allenatore a Tomaso nei campetti da calcio dell\u2019oratorio San Filippo Neri di Albenga. Si sono ritrovati anni dopo a Bologna, a sognare modi per uscire dagli schemi preconfezionati dell\u2019esistenza. Ed ora di nuovo uniti, da un legame particolare, dove la macchina da presa pu\u00f2 raccontare quello che Tomaso, negli ultimi anni e in tutta questa storia, ha vissuto, sub\u00ecto e immaginato dietro le sbarre. Ma che merita di essere raccontato al mondo.<\/p>\n<p>Ripercorrendo quelle lettere scritte durante gli anni di detenzione, il film racconter\u00e0 la storia dal punto di vista umano ed emotivo del protagonista, della famiglia e dell\u2019intera comunit\u00e0 che si \u00e8 stretta attorno a lui. Una comunit\u00e0 composta innanzitutto dagli amici di sempre e dagli abitanti di Albenga (che hanno costituito l\u2019Associazione \u201cAlziamo la voce\u201d per sensibilizzare la causa della liberazione di Tomaso ed Elisabetta), ma anche altre associazioni, come \u201cPrigionieri del Silenzio\u201d, che sostiene pi\u00f9 di tremila connazionali detenuti all\u2019estero, e tutte le altre persone che si sono interessate a questa incredibile storia. \u00c8 a questa comunit\u00e0 che la produzione si rivolge in primis per la raccolta fondi, nella speranza di ampliare il passaparola su una storia che dal 2012 \u00e8 ulteriormente condizionata dall\u2019altrettanto drammatica vicenda dei Mar\u00f2, i fucilieri della Marina Italiana accusati dell\u2019omicidio di due pescatori indiani.<\/p>\n<p>\u201cLa Comunit\u00e0 di Albenga e tutte le persone che in Italia e all\u2019estero si sono sentite vicine alla storia di Tomaso \u2013 prosegue Stefano Perlo, della casa di produzione torinese Ouvert \u2013 hanno avuto un ruolo essenziale per Tomaso e la sua famiglia. Speriamo che questa campagna, oltre a sostenere la parte forse pi\u00f9 importante di questo film, sia utile per rinforzare il legame tra tutte queste persone. Il nostro film vuole essere il simbolo di una battaglia che moltissime persone hanno combattuto tutte assieme, e che speriamo di vincere. Un atto dovuto verso Tomaso, Elisabetta e Francesco\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 la raccolta di 10.680 euro, per coprire i costi vivi di un operatore professionista, di telecamere e obiettivi, viaggi, pernottamenti e assicurazioni: la campagna esprime tutti i dettagli nella massima trasparenza e propone come ricompensa per le donazioni gadget e benefit inerenti al film: dal manifesto autografato ai dvd, dalle stampe originali dei disegni dell\u2019illustratrice che nel film daranno \u201cvoce\u201d alle immagini della mente di Tomaso, fino alla cena con il regista commentando il film.<\/p>\n<p>Le donazioni sono aperte sulla piattaforma Indiegogo.com al link http:\/\/igg.me\/at\/piuliberodiprima<br>\nTutte le informazione e gli aggiornamenti sulla missione in India su www.piuliberodiprima.it e sul gruppo Facebook \u201cTomaso Libero!\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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