{"id":271237,"date":"2014-08-20T10:27:24","date_gmt":"2014-08-20T08:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=271237"},"modified":"2014-08-20T19:30:02","modified_gmt":"2014-08-20T17:30:02","slug":"scarpe-piedi-fiori-smalti-e-legni-per-investigare-la-natura-tre-mostre-finale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/08\/scarpe-piedi-fiori-smalti-e-legni-per-investigare-la-natura-tre-mostre-finale\/","title":{"rendered":"Scarpe, piedi, fiori, smalti e legni per &#8220;investigare&#8221; la natura: tre mostre a Finale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L.<\/strong> Tre mostre, che inaugurano tutte sabato 23 agosto, alle 17, nelle altrettante sale dell\u2019Oratorio de\u2019 Disciplinati a Finalborgo e che si propongono di \u201cinvestigare la natura (anche umana) attraverso scarpe, piedi, fiori, smalti e legni. Organizzate dall\u2019amministrazione del Comune di Finale Ligure, in collaborazione con le Associazioni S.P.I.A. e Ifeelgood Finale, le tre mostre si chiamano: \u201cScarpe in piedi. Omaggio alla vita segreta delle scarpe (e dei piedi)\u201d, \u201cFleurs. Poesia e Magia\u201d e \u201cSmalti\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_78\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_78\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_78').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_78\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Disposte sui piani che compongono l\u2019Oratorio, una per piano, le esposizioni, due personali e una collettiva, illustrano tre percorsi legati alla Natura e alla capacit\u00e0 umana di osservare, vedere e trasformare. La prima, \u201cScarpe in piedi\u201d, situata nella Sala delle Capriate, \u00e8 forse la pi\u00f9 insolita sia per la tematica affrontata, la vita \u201csegreta\u201d di scarpe e piedi sia per il suo essere in divenire. Alberto Savinio sosteneva che \u201cla scarpa \u00e8 lo specchio dell\u2019anima\u201d: da qui e dalla considerazione che si avrebbe da essere sempre grati da un lato ai piedi che ci sopportano e ci supportano; una parte del corpo che invece viene spesso trascurata, abbandonata l\u00e0 in fondo, lontana dalla testa e dai nostri pensieri, dall\u2019altra alle scarpe, che svolgono prima di tutto una funzione essenziale: devono infatti garantire stabilit\u00e0 al piede e sostenere il corpo durante i movimenti. La mostra dunque vuole omaggiare estremit\u00e0 e calzature e allo stesso tempo offrire una panoramica su quanto questi oggetti abbiano permeato e attraversato artigianato, arte e cultura.<\/p>\n<p>Fra le opere esposte alcune stampe di opere di Andy Warhol, all\u2019inizio della sua carriera disegnatore di scarpe. Nel corso della sua luminosa parabola artistica, icona del pop, creatore della Factory, ecc. Warhol non dimentic\u00f2 mai l\u2019oggetto scarpa da cui fu attratto fisicamente ed eroticamente e verso cui sent\u00ec sempre un\u2019inclinazione speciale. Le scarpe diventarono per Warhol oggetto di personali rielaborazioni creative, fino a giungere a decorarne a mano modelli di legno che si trasformarono in vere e proprie sculture ispirate a Elvis Presley e a Judy Garland. Vengono poi proposte le opere su tela e su carta della torinese Mirella Ribaudo: piedi danzanti, scarpe da tango, passi felpati in una pittura materica dal segno deciso e marcato, animato da forti macchie di colore, acrilico, pizzi, rossetto, smalto per unghie, tutti elementi fortemente legati alla femminilit\u00e0 e alla seduzione, aspetti fortemente correlati alla scarpa.<\/p>\n<p>Del grandissimo Ji\u0159\u00ed Kol\u00e1\u0159, artista e scrittore, viene esposto un esemplare unico \u2018Les chaussures\u2019 collage frutto della frammentazione di libri fra cui testi musicali e testi sacri delle diverse religioni. Corredano poi la mostra curata da Sergio Martin (gi\u00e0 ideatore tra l\u2019altro delle mostre dedicate a Dario Fo e a Eduardo de Filippo) opere e fotografie di artisti diversi che affrontano il tema delle scarpe attraverso la loro valenza simbolica (fetish), culturale e politica.<\/p>\n<p>La seconda esposizione Fleurs, situata presso la Sala delle Colonne, presenta le \u2019FotoPitture\u2019 di un artista affermato, Giulio Vittorio Rasini di Mortigliengo, le cui immagini sono, tra l\u2019altro, presso la Fondation de l\u2019Elys\u00e9e pour la Photographie di Losanna per volont\u00e0 del suo fondatore Charles-Henri Favrod. Il lavoro svolto da Giulio Rasini, che si autodefinisce NonFotografo, Cantore della Natura, ha come punto di partenza il \u2018rispetto\u2019. Rispetto verso la Natura, il Fiore come oggetto unico, Metafora anche dell\u2019umana Bellezza, magico e poetico; Fiore verso cui Rasini non apporta nessun tipo di costrizione per le sue \u2018FotoPitture\u2019: nessuna \u2018steccatura\u2019 per fermarne l\u2019ondeggiare al vento, nessuna illuminazione artificiale.<\/p>\n<p>La terza mostra, situata nella Sala degli Archi, Smalti, presenta opere di Marco Cammilli, artista finalese al suo debutto, -con alle spalle una lunga attivit\u00e0 come progettista dei negozi Naj Oleari-, che, utilizzando le tavole di scarto di segheria (vive a Calizzano, in provincia di Savona, un tempo e ancor ora sede di aziende che riforniscono di legni pregiati il Paese) d\u00e0 vita a opere scintillanti di colori a smalto; partendo dall\u2019eco delle pitture rupestri le sue tavole si inoltrano verso ricche forme calligrafiche che citano artisti come Escher e Haring apportando per\u00f2 elementi di innovazione nella ricerca di nuove forme di intersezione grafica delle immagini e un uso non convenzionale dei colori.<\/p>\n<p>Cammilli ama pensare che queste tavole possano continuare a vivere nel tempo unendo la \u2018pesantezza grezza e bellissima di una materia basilare e primordiale, destinata al fuoco essendo uno scarto, a cui viene offerta una seconda funzione, una seconda vita, una possibilit\u00e0 di divenire altro nell\u2019occhio di chi guarda\u2019. L\u2019ingresso alle mostre \u00e8 libero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. Tre mostre, che inaugurano tutte sabato 23 agosto, alle 17, nelle altrettante sale dell\u2019Oratorio de\u2019 Disciplinati a Finalborgo e che si propongono di \u201cinvestigare la natura (anche umana) attraverso scarpe, piedi, fiori, smalti e legni. 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