{"id":270598,"date":"2014-08-08T18:17:21","date_gmt":"2014-08-08T16:17:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=270598"},"modified":"2014-08-08T18:40:00","modified_gmt":"2014-08-08T16:40:00","slug":"inchiesta-carige-larmadio-segreto-del-centro-fiduciario-le-rivelazioni-di-due-dipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/08\/inchiesta-carige-larmadio-segreto-del-centro-fiduciario-le-rivelazioni-di-due-dipendenti\/","title":{"rendered":"Inchiesta Carige, l&#8217;armadio segreto del Centro Fiduciario: le rivelazioni di due dipendenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Al Centro fiduciario di Banca Carige in via XX Settembre, all\u2019interno degli uffici, c\u2019era una cassettiera metallica con la dicitura \u2018operazioni da regolarizzare\u2019 che conteneva cartelline e faldoni con i nomi dei \u2018fiducianti\u2019 per i quali erano state ostacolate le attivit\u00e0 di vigilanza da parte degli ispettori della Banca d\u2019Italia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_660\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_660\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_660').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_660\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza ha scoperto l\u2019esistenza di questo armadio segreto solo il 29 luglio, cio\u00e8 nove giorni dopo aver arrestato per riciclaggio e ostacolo all\u2019attivit\u00e0 di vigilanza il direttore del centro Antonio Cipollina, il suo vice Gianmarco Grosso e il procuratore Marcello Senarega. <\/p>\n<p>Dopo la prima perquisizione contestuale agli arresti, sono infatti due funzionari del centro, che lavoravano a stretto contatto con Cipollina e Grosso a segnalarne l\u2019esistenza ai finanzieri. Lo scrive il Tribunale del Riesame di Genova che ha rigettato per Grosso la richiesta di attenuazione della misura cautelare. Grosso resta quindi ai domiciliari, come il suo ex capo Antonio Cipollina, per un \u201crilevante pericolo di recidiva specifica\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI due dipendenti \u2013 spiegano i giudici del riesame \u2013 hanno dichiarato che la targhetta metallica \u2018operazioni da regolarizzare\u2019, che non era sull\u2019armadio quando lo stesso conteneva le pratiche, era stata scritta da Gianmarco Grosso\u201d. Secondo gli investigatori, che hanno raccolto anche decine di intercettazioni telefoniche e ambientali, Grosso avrebbero occultato i documenti per nasconderli agli ispettori dell\u2019unit\u00e0 di informazione finanziaria di Bankitalia anche nel caveau dell\u2019agenzia 6 di Banca Carige.<\/p>\n<p>Tra le pratiche nascoste agli ispettori, quella pi\u00f9 rilevante riguarda i 13 milioni di euro che Giovanni Berneschi fece rientrare dalla Svizzera attraverso lo scudo fiscale facendoli intestare attraverso il centro fiduciario della \u2018sua\u2019 banca alla moglie Umberta Rotondo e alla nuora Francesca Amisano. Per i giudici \u201cGrosso non pu\u00f2 certo giustificarsi con il fatto che Rotondo e ammirano erano legate a Berneschi, come se ci\u00f2 potesse esimere da qualsiasi accertamento circa un deposito di 13 milioni da parte di due persone la cui capacit\u00e0 contributiva era evidentemente sconosciuta da Grosso che non si preoccup\u00f2 di accertarla\u201d.<\/p>\n<p>A comprova della partecipazione dddl vicedirettore all\u2019attivit\u00e0 illecita i giudici del riesame citano diverse intercettazioni. Tra queste la telefonata di Cipollina a Berneschi del 2 ottobre 2013 in cui il direttore rassicura Berneschi sul fatto che i documenti relativi ai 13 milioni siano stati messi dal sicuro fuori dal Centro fiduciario \u201cS\u00ec li metto l\u00ec\u2026 nel nostro cavea all\u2019agenzia 6. C\u00e8 un ripostiglio dove al limite\u2026 se mi viene un coccoloni a me e a Grosso, sanno dove andargli a prendere. Mando Grosso. Grazie signor Berneschi, grazie molte\u201d.<\/p>\n<p>Qualche giorno prima, il 25 settembre, in un\u2019intercettazione gi\u00e0 nota, Cipollina aveva rassicurato Berneschi sul fatto di non aver fatto parola con gli ispettori, che in quei giorni stavano esaminando le pratiche del centro fiduciario, sui milioni intestati a moglie e nuora: \u201cNo assolutamente hanno provato a chiedere pi\u00f9 volte se [\u2026] S\u00ec e noi non abbiamo ovviamente detto nulla. [\u2026] Sulle due signore siamo stati molto chiari, non abbiamo detto nulla, abbiamo semplicemente detto che queste somme provenivano da un intermediario nazionale. Punto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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