{"id":269996,"date":"2014-07-31T15:52:09","date_gmt":"2014-07-31T13:52:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=269996"},"modified":"2014-08-01T08:22:31","modified_gmt":"2014-08-01T06:22:31","slug":"operazione-ninfea-gialla-il-riesame-concede-domiciliari-alle-estetiste-coinvolte-nellinchiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/07\/operazione-ninfea-gialla-il-riesame-concede-domiciliari-alle-estetiste-coinvolte-nellinchiesta\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Ninfea Gialla&#8221;, il Riesame concede i domiciliari alle estetiste coinvolte nell&#8217;inchiesta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio<\/strong>. Il tribunale del Riesame di Genova ha concesso gli arresti domiciliari per le due estetiste italiane arrestate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Ninfea Gialla&#8221;, che ha indagato sui centri massaggi cinesi di Albenga, Alassio e Imperia dove, secondo i carabinieri, venivano fornite anche prestazioni a luci rosse.<\/p>\n<p>Le due donne, Teresa Adinolfi, 25 anni, di Cava dei Tirreni (Salerno), che si occupava del centro di Imperia, e Barbara Carolina Gotti, 55 anni, di Bergamo, che faceva capo ad Albenga, erano state arrestate in esecuzione di un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere insieme ai titolari dei centri, il cinese Jinhua Zhong di 45 anni, e la compagna Jin Yuping di 40 anni, il primo residente a Imperia la seconda ad Alassio. Durante l&#8217;interrogatorio di garanzia, davanti al gip Fiorenza Giorgi, tutti e quattro si erano avvalsi della facolt\u00e0 di non rispondere.<\/p>\n<p>I difensori della coppia di estetiste, gli avvocati Diana Berardi e Domenico Esposito, si erano poi rivolti al tribunale del Riesame per ottenere un&#8217;attenuazione della misura cautelare. I giudici genovesi, dopo la discussione di venerd\u00ec scorso, oggi hanno sciolto la riserva concedendo i domiciliari ad entrambe.<\/p>\n<p>Per tutti gli arrestati le accuse erano di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: anche le estetiste, secondo gli inquirenti, avrebbero avuto un ruolo primario nell&#8217;attivit\u00e0 illecita. Non sarebbero state insomma delle &#8220;prestanome&#8221;, ma avrebbero anche partecipato ai proventi dei tre centri. Il blitz dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile diretto dal tenente Sabina Ferraris, oltre alle manette, aveva portato anche al sequestro dei centri: Le Ninfee di via Dalmazia 63-65 ad Albenga, della sede di Alassio in via Paolo Ferreri 31 e del centro &#8220;Incanto&#8221; di via XXV Aprile 68 a Imperia.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa in queste sedi non sarebbero stati forniti solo servizi di massaggi rilassanti, ma, dietro il pagamento di una tariffa maggiorata, anche degli &#8220;extra&#8221; a luci rosse. Insomma con 30 euro in pi\u00f9, pagati non alla massaggiatrice, ma alla cassa del centro, il cliente poteva beneficiare di una prestazione sessuale. Una consuetudine che i militari avevano documentato attraverso intercettazioni telefoniche, ma anche telecamere nascoste. Gli investigatori, nell&#8217;arco di due settimane, avevano registrato 59 prestazioni nel centro massaggi di Alassio e 77 in quello di Albenga. Quanto era bastato per far scattare un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere.<\/p>\n<p>Infine le indagini avevano anche permesso di scoprire le condizioni nelle quali vivevano le ragazze impiegate nei centri (durante il blitz ne erano state trovate quattro in attivit\u00e0), costrette a vivere in dei locali-dormitorio ricavati dentro le loro sedi di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Il tribunale del Riesame di Genova ha concesso gli arresti domiciliari per le due estetiste italiane arrestate nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8220;Ninfea Gialla&#8221;, che ha indagato sui centri massaggi cinesi di Albenga, Alassio e Imperia dove, secondo i carabinieri, venivano fornite anche prestazioni a luci rosse. 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