{"id":269197,"date":"2014-07-21T17:13:24","date_gmt":"2014-07-21T15:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=269197"},"modified":"2014-07-22T13:04:07","modified_gmt":"2014-07-22T11:04:07","slug":"maltrattamenti-vada-sabatia-patteggiano-sei-condanne-dai-14-ai-20-mesi-di-reclusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/07\/maltrattamenti-vada-sabatia-patteggiano-sei-condanne-dai-14-ai-20-mesi-di-reclusione\/","title":{"rendered":"Maltrattamenti Vada Sabatia, patteggiano in sei: condanne dai 14 ai 20 mesi di reclusione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado L.<\/strong> Maltrattamenti sui pazienti nella Rsa Vada Sabatia di Vado Ligure: patteggiano in sei. Questa mattina davanti il giudice Donatella Aschero met\u00e0 degli operatori che erano stati colpiti dall\u2019ordinanza di custodia cautelare nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta della guardia di Finanza di Savona hanno definito la loro posizione con un patteggiamento. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_650\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_650\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La condanna pi\u00f9 severa, un anno e otto mesi, \u00e8 stata inflitta ad Eugenio Lucente, mentre per Daniel Negrea la pena patteggiata \u00e8 di un anno e due mesi. Un anno e quattro mesi \u00e8 invece la pena patteggiata da Fernando Luis Arevalo Orellana, Gaetano Mauro, Stellina Cirillo ed Elisabetta Cerisola. Tutti hanno beneficiato della sospensione condizionale della pena e, per chi l\u2019aveva ancora, \u00e8 stata revocata la misura cautelare.<\/p>\n<p>Restano invece da definire le posizioni degli altri operatori impiegati nel Nucleo 3D della struttura, che devono ancora decidere se patteggiare, scegliere un altro rito alternativo oppure seguire la via del rito ordinario. Per tutti le accuse erano in concorso e, con ruoli e responsabilit\u00e0 diversi, di maltrattamenti e lesioni. Ad Arevalo Orellana erano contestati dieci episodi, a Mauro otto, a Cerisola cinque, tre a Lucente, mentre due ciascuno agli altri.<\/p>\n<p>Episodi che, in sede di interrogatorio, davanti alle immagini delle telecamere, gli operatori non avevano potuto che ammettere. Arevalo per esempio era accusato di aver colpito un paziente con uno schiaffo sulla schiena dicendogli \u201cVuoi far forza con me? Vuoi provare?\u201d. In altre occasioni aveva invece preso i suoi assistiti per l\u2019orecchio, per i vestiti o per i capelli. Il 24 febbraio, sempre come documentato dalle immagini raccolte dalle Fiamme Gialle, aveva trascinato un\u2019ospite del reparto lungo il corridoio tirandola per un braccio, mentre il 30 marzo ne colpiva un altro con uno schiaffo facendolo piangere. Era invece Mauro l\u2019operatore ripreso mentre eseguiva la \u201cspazzata\u201d, una tecnica derivante dalle arti marziali, contro un paziente facendolo cadere in terra. Negli altri filmati gli operatori venivano ripresi mentre colpivano con pugni, schiaffi, calci, i pazienti che subivano anche umiliazioni fisiche come far spogliare un paziente oppure costringerlo a picchiarne un altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado L. 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