{"id":268961,"date":"2014-07-18T11:07:47","date_gmt":"2014-07-18T09:07:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=268961"},"modified":"2014-07-18T11:07:47","modified_gmt":"2014-07-18T09:07:47","slug":"bruciare-residui-di-potature-e-sfalci-non-e-piu-reato-soddisfazione-di-coldiretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/07\/bruciare-residui-di-potature-e-sfalci-non-e-piu-reato-soddisfazione-di-coldiretti\/","title":{"rendered":"Bruciare residui di potature e sfalci non \u00e8 pi\u00f9 reato, soddisfazione di Coldiretti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Bruciare rami e paglia non sar\u00e0 pi\u00f9 reato: Coldiretti ha vinto la battaglia della bruciatura, considerata, fino al 24 giugno 2014, un reato penale. La legge prevedeva l\u2019arresto da tre mesi a un anno o l\u2019ammenda da 2.600 a 26mila euro in caso di \u201crifiuti non pericolosi\u201d, come appunto quelli derivanti dalle attivit\u00e0 agricole di pulizia e potatura.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_827\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_827\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cIn pratica i contadini venivano equiparati ai camorristi della \u2018terra dei fuochi\u2019 \u2013 dicono da Coldiretti \u2013 Ci sono voluti mesi per far capire l\u2019assurdit\u00e0 di quella norma. Finalmente, l\u2019articolo 14 del nuovo decreto legge n. 91 del giugno scorso ha introdotto nel decreto del 2006 il comma 6 bis, che esclude dalle sanzioni riguardanti la gestione e la combustione illecita di rifiuti tutte quelle attivit\u00e0 di combustione in loco di materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture di terreni, orti e giardini\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa manutenzione di terreni privati sar\u00e0 finalmente disciplinata in modo sensato \u2013 spiega Germano Gadina, presidente di Coldiretti Liguria \u2013 \u00c8 giusto distinguere la combustione controllata dei rifiuti organici, pratica consuetudinaria sul nostro territorio e assolutamente legale, dai gravi fatti di gestione illecita di questi e altri materiali ben pi\u00f9 pericolosi dal punto di vista dei danni che provocano, che va invece sanzionata per assicurare il rispetto dell\u2019ambiente\u201d. <\/p>\n<p>Le aree, i periodi e gli orari in cui \u00e8 possibile bruciare questi residui saranno individuati dalle ordinanze dei sindaci dei Comuni: per questo Coldiretti Liguria ha inviato a tutti i primi cittadini dei Comuni della regione una lettera e una bozza di ordinanza sul tema. \u201cStiamo cercando di sensibilizzare le amministrazioni comunali liguri in modo che le attivit\u00e0 consentite oggi dal decreto 91 possano essere correttamente disciplinate nei singoli territori \u2013 dice Gadina \u2013 La combustione controllata \u00e8 una pratica indispensabile in una regione come la Liguria, in cui \u00e8 spesso impossibile o logisticamente molto difficile raggiungere i centri di gestione dei residui agricoli, perch\u00e9 molte coltivazioni si trovano in luoghi isolati o impervi. Per non parlare poi dei danni che subirebbe il terreno a causa di un uso spropositato di sostanze chimiche alternative, dell\u2019aumento di fitopatie o dell\u2019accumulo eccessivo di residui organici per la trasformazione in compost, che potrebbe causare intasamenti alle reti di scorrimento superficiali e contribuire ai fenomeni di dissesto idrogeologico\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa gestione controllata dei materiali vegetali di scarto con la combustione sul luogo di produzione \u00e8 una tradizionale pratica agricola che, se eseguita con raziocinio, vanta alcune conseguenze positive sulla salute dei terreni e delle piante \u2013 continuano \u2013 prima fra tutte, la mineralizzazione degli elementi contenuti nelle ceneri dei residui organici che, ridistribuiti, aumentano la dotazione di potassio del terreno e contribuiscono alla distruzione dei parassiti che, di solito, si annidano nei cumuli di materiale di risulta, aiutando a ridurre la propagazione delle malattie e contribuendo alla diminuzione dei trattamenti chimici\u201d. <\/p>\n<p>Per bruciare il materiale organico in sicurezza e nel rispetto della norma, Coldiretti chiede lo svolgimento delle attivit\u00e0 sul luogo di produzione e il controllo del fuoco fino al suo spegnimento; i cumuli, di dimensione limitata, devono essere bruciati ad almeno 20 metri dagli edifici e a 50 metri da autostrade e ferrovie; infine, la combustione del materiale (non pi\u00f9 di tre metri steri per ettaro, cio\u00e8 circa tre metri cubi di legno) \u00e8 vietata nelle giornate di forte vento o a rischio incendio e nei periodi in cui \u00e8 proclamata la massima allerta incendi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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