{"id":268655,"date":"2014-07-14T17:11:19","date_gmt":"2014-07-14T15:11:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=268655"},"modified":"2014-07-16T10:20:12","modified_gmt":"2014-07-16T08:20:12","slug":"tirreno-power-dati-aggiornati-la-centrale-non-incide-sulla-qualita-dellaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/07\/tirreno-power-dati-aggiornati-la-centrale-non-incide-sulla-qualita-dellaria\/","title":{"rendered":"Tirreno Power, la centrale non incide sulla qualit\u00e0 dell&#8217;aria: ecco i nuovi dati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado L. <\/strong>Ecco i nuovi dati sull\u2019inquinamento a Vado Ligure che arrivano in vista del convegno organizzato domani al Priamar di Savona sull\u2019impatto del carbone per la salute e la funzione sociale del medico, organizzato da WWF Italia, Ordine dei Medici della Provincia di Savona e Associazione Medici per l\u2019Ambiente ISDE Italia. Al centro il confronto sull\u2019inquinamento prodotto dalla centrale a carbone di Vado Ligure.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_419\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_419\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_419').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_419\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tuttavia il confronto fra i dati a centrale attiva e a centrale spenta parlano chiaro ed indicano che non c\u2019\u00e8 una variazione oggettiva, anzi si rivelano alcuni valori pi\u00f9 alti proprio nel periodo in cui l\u2019impianto vadese \u00e8 stato inattivo. La dimostrazione arriva dal quadro scientifico dei dati Arpal disponibili e aggiornati, per l\u2019inquinamento prodotto dalla centrale di Vado relativa alle emissioni di polveri e SO2.<\/p>\n<p>Invece, sia il report di Greenpeace realizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Stoccarda, sia il pneumologo Paolo Franceschi all\u2019epoca consulente scientifico dell\u2019Ordine dei Medici, sostengono che il principale danno alla salute deriva dalle polveri sottili PM10 e PM2,5. \u201cLa quota di polveri sottili primarie emesse da una centrale a carbone \u00e8 assai cospicua. Per una centrale di medie dimensioni, come quella di Vado \u2013 Quiliano (Sv) di 660 MW, nel distretto di Vado, Quiliano e Savona, pari a 75 mila abitanti nel 2001, il contributo della centrale a carbone \u00e8 pari al 35% del totale, mentre quello attribuibile al traffico veicolare \u00e8 del 22%, del 15% quello delle altre industrie e del 12% quello del riscaldamento domestico\u201d aveva gi\u00e0 riferito nella sua relazione tecnica risalente al 2007.<\/p>\n<p>Secondo questa tesi, con il fermo della centrale era logico attendersi un calo delle polveri del 35%, invece i dati reali indicano che le polveri sono aumentate, come dimostra la situazione delle due centraline pi\u00f9 vicine alle emissioni della centrale, cio\u00e8 Quiliano e Vado Ligure.<\/p>\n<p>I dati indicati coprono il periodo 11 marzo \u2013 10 luglio del 2013 e 2014 (l\u201911 marzo 2014 \u00e8 stata fermata la centrale), quindi quattro mesi esatti, un lasso temporale non influenzabile da condizioni meteorologiche od altri fattori esterni.<\/p>\n<p>Il valore soglia per la tutela della salute e dell\u2019ambiente delle polveri, media (M=media giornaliera) su base annua \u00e8 di 40 \u00b5g\/m3 e giornaliero di 50\u00b5g. Per i valori di PM10 a Quiliano nel 2013 la media \u00e8 stata di 17,64, a Quiliano nel 2014 di 19,06. A Vado nel 2013 la media \u00e8 stata di 20,46, mentre nel 2014  di 22,99.<\/p>\n<p>Per i valori di PM2,5 a Quiliano nel 2013 la media \u00e8 stata di 10,97, nel 2014  si attesta ad 11,21. A Vado Ligure nel 2013 la media \u00e8 stata di 11,88, nel 2014 di 12,61.<\/p>\n<p>Per il biossido di zolfo, il cui valore medio giornaliero per la difesa della salute e dell\u2019ambiente deve essere di 125 \u00b5g\/m3, vede a Quiliano nel 2013 un dato medio di 5,16, mentre nel 2014  il valore \u00e8 di 3,98. A Vado nel 2013 la media \u00e8 di 5,52, nel 2014 di 4,63. In questo caso si \u00e8 avuta una riduzione di una media circa di 1\u00b5g\/m3, su un valore massimo di 125 \u00b5g che \u00e8 il limite stabilito dalla legge.<\/p>\n<p>Le stesse rilevazioni sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria, come quella dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 con i dati sulle polveri inquinanti nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012 vedono nel savonese una concentrazione media pari a 21, contro una media mondiale di 71 \u03bcg\/m3, con oscillazioni regionali tra 26 e 208. Anche secondo il rapporto di Legambiente sul \u201cMal d\u2019Aria\u201d Savona \u00e8 al 67\u00b0 posto, con soli cinque giorni di sforamento dei livelli inquinanti. Anche i valori di monossido di carbonio sarebbero sempre stati rispettati e non subiscono sostanziali variazioni con la centrale non operativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado L. 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