{"id":268458,"date":"2014-07-11T15:38:07","date_gmt":"2014-07-11T13:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=268458"},"modified":"2014-07-12T10:33:48","modified_gmt":"2014-07-12T08:33:48","slug":"centri-massaggi-luci-rosse-ad-alassio-e-albenga-gli-arrestati-fanno-scena-muta-dal-gip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/07\/centri-massaggi-luci-rosse-ad-alassio-e-albenga-gli-arrestati-fanno-scena-muta-dal-gip\/","title":{"rendered":"Centri massaggi a luci rosse ad Alassio e Albenga: gli arrestati fanno scena muta dal gip"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio<\/strong>. Nessuna dichiarazione. Hanno preferito fare scena muta davanti al gip Fiorenza Giorgi le quattro persone arrestate nell&#8217;operazione &#8220;Ninfea Gialla&#8221; che ha indagato sui centri massaggi cinesi di Albenga, Alassio e Imperia dove, secondo i carabinieri, venivano fornite anche prestazioni a luci rosse.<\/p>\n<p>In manette sono finiti i due titolari dei centri, il cinese Jinhua Zhong di 45 anni, e la compagna Jin Yuping di 40 anni, il primo residente a Imperia la seconda ad Alassio, e le due estetiste italiane responsabili tecniche e socie delle attivit\u00e0: Teresa Adinolfi, 25 anni, di Cava dei Tirreni (Salerno), che si occupava del centro di Imperia, e Barbara Carolina Gotti, 55 anni, di Bergamo, che faceva capo ad Albenga. I quattro stamattina sono arrivati in tribunale per l&#8217;interrogatorio di garanzia, ma si sono avvalsi della facolt\u00e0 di non rispondere.<\/p>\n<p>Una scelta che i difensori dei due cittadini cinesi, gli avvocati Roberta Gabei e Azzurra Ciccarese, hanno sinteticamente motivato: &#8220;Le carte contenute nel fascicolo sono davvero numerose, abbiamo ritenuto doveroso, prima di rilasciare qualunque dichiarazione, analizzarle in maniera approfondita&#8221;.<\/p>\n<p>Per tutti gli arrestati le accuse sono di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: anche le estetiste, secondo gli inquirenti, avrebbero avuto un ruolo primario nell&#8217;attivit\u00e0 illecita. Non sarebbero state insomma delle &#8220;prestanome&#8221;, ma avrebbero anche partecipato ai proventi dei tre centri. Il blitz dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile diretto dal tenente Sabina Ferraris, oltre alle manette, ha portato anche al sequestro dei centri: Le Ninfee di via Dalmazia 63-65 ad Albenga, della sede di Alassio in via Paolo Ferreri 31 e del centro &#8220;Incanto&#8221; di via XXV Aprile 68 a Imperia.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa in queste sedi non sarebbero stati forniti solo servizi di massaggi rilassanti, ma, dietro il pagamento di una tariffa maggiorata, anche degli &#8220;extra&#8221; a luci rosse. Insomma con 30 euro in pi\u00f9, pagati non alla massaggiatrice, ma alla cassa del centro, il cliente poteva beneficiare di una prestazione sessuale. Una consuetudine che i militari hanno documentato attraverso intercettazioni telefoniche, ma anche telecamere nascoste. Gli investigatori, nell&#8217;arco di due settimane, hanno registrato 59 prestazioni nel centro massaggi di Alassio e 77 in quello di Albenga. Quanto basta per far scattare un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere.<\/p>\n<p>Infine le indagini hanno anche permesso di scoprire le condizioni nelle quali vivevano le ragazze impiegate nei centri (durante il blitz ne sono state trovate quattro in attivit\u00e0), costrette a vivere in dei locali-dormitorio ricavati dentro le loro sedi di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Nessuna dichiarazione. Hanno preferito fare scena muta davanti al gip Fiorenza Giorgi le quattro persone arrestate nell&#8217;operazione &#8220;Ninfea Gialla&#8221; che ha indagato sui centri massaggi cinesi di Albenga, Alassio e Imperia dove, secondo i carabinieri, venivano fornite anche prestazioni a luci rosse. 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