{"id":266454,"date":"2014-06-17T15:39:53","date_gmt":"2014-06-17T13:39:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=266454"},"modified":"2014-06-17T15:39:53","modified_gmt":"2014-06-17T13:39:53","slug":"la-vittoria-di-coldiretti-la-percentuale-di-succo-di-frutta-nelle-bevande-analcoliche-passa-dal-12-al-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/06\/la-vittoria-di-coldiretti-la-percentuale-di-succo-di-frutta-nelle-bevande-analcoliche-passa-dal-12-al-20\/","title":{"rendered":"La vittoria di Coldiretti: la percentuale di succo di frutta nelle bevande analcoliche passa dal 12% al 20%"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. L\u2019aranciata non sar\u00e0 pi\u00f9 \u201csenza\u201d arance: Coldiretti vince la battaglia del succo di frutta che, grazie all\u2019emendamento del Pd alla legge comunitaria sull\u2019etichettatura, la presentazione e la pubblicit\u00e0 dei prodotti alimentari, passa dal 12% al 20% nelle bevande analcoliche, in particolare quelle gassate, con conseguenze positive sulla salute del consumatore e sul settore frutticolo italiano. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_503\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_503\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Percentuale che si traduce in duecento milioni di chili di arance e in milioni di chili di altra frutta in pi\u00f9 che ogni anno saranno \u201cbevute\u201d dai 23 milioni di italiani consumatori di questo tipo di prodotto. \u201cColdiretti Liguria \u2013 spiega Germano Gadina, presidente dell\u2019associazione regionale di categoria \u2013 ha sostenuto questa battaglia nazionale, portata avanti solo dalla nostra associazione di categoria: abbiamo presentato alla Regione Liguria una proposta di condivisione della richiesta di innalzare al 20% la percentuale di succo di frutta nelle bevande. La proposta \u00e8 stata accolta e sostenuta dall\u2019amministrazione regionale, che ha cos\u00ec condiviso il nostro intento di tutelare il prodotto agroalimentare italiano e, in particolare, quello ligure, anche se con un peso non particolarmente incisivo nel settore frutticolo nazionale\u201d.<\/p>\n<p>Sono circa 4,7 mila i quintali di agrumi made in Liguria (di cui 1,7 mila quintali di limoni e 1,6 mila di arance), a cui si aggiungono anche i 14,6 mila quintali di pesche e i 7,6 mila quintali di albicocche (particolarmente apprezzata quella di Valleggia) tra i principali prodotti della nostra regione. Provengono quasi tutti dal Ponente, dove sono attive circa 300 imprese frutticole.<\/p>\n<p>La decisione di portare al 20% il quantitativo di frutta nelle bevande non solo migliorer\u00e0 concretamente la qualit\u00e0 dell\u2019alimentazione e contribuir\u00e0 a ridurre, nel lungo periodo, le spese sanitarie dovute alle malattie connesse all\u2019obesit\u00e0. Ma avr\u00e0 anche un notevole impatto economico sulle circa 60 mila imprese italiane impegnate nella produzione di agrumi, i principali interessati: l\u2019aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria, con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio. \u201cSi tratta di un\u2019importante vittoria che pone il territorio e la produzione made in Italy davanti ai benefici della grande produzione industriale\u201d, conclude Gadina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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