{"id":266442,"date":"2014-06-17T13:12:08","date_gmt":"2014-06-17T11:12:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=266442"},"modified":"2014-06-17T13:23:36","modified_gmt":"2014-06-17T11:23:36","slug":"legambiente-cresce-poco-la-raccolta-differenziata-subito-confronto-su-gestione-rifiuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/06\/legambiente-cresce-poco-la-raccolta-differenziata-subito-confronto-su-gestione-rifiuti\/","title":{"rendered":"Legambiente, cresce poco la raccolta differenziata: &#8220;Subito confronto su gestione rifiuti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria. <\/strong>\u201cIl dibattito sulla raccolta dei rifiuti \u00e8 da tempo in atto nella nostra regione. I dati sono sconfortanti guardando i numeri relativi ai comuni in regola con le attuali leggi che prevedevano il raggiungimento del 65% di quota differenziata a partire dal 31 gennaio 2012. Alla fine del 2012 infatti su 235 liguri comuni ben 126 sono ancora al di sotto del 25% e solo 5 hanno raggiunto gli obiettivi di legge\u201d. Lo afferma Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_380\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_380\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cAnalizzando i dati per le diverse province si evidenzia l\u2019arretratezza e la lentezza con la quale il processo virtuoso della differenziazione dei materiali sta avvenendo\u201d aggiunge.<\/p>\n<p>Il fanalino di coda \u00e8 rappresentato dalla provincia di Imperia che ha visto crescere la percentuale di raccolta differenziata in quattro anni, dal 2008 al 2012, dal 20,48% al 26,85%, con un salto di soli 6,37 punti percentuali. Segue la provincia della Spezia che nello stesso periodo \u00e8 cresciuta appena di 5,98 punti percentuali passando dal 24,40% al 30,38% del 2012.<\/p>\n<p>In questo lasso di tempo la performance migliore, seppur largamente insufficiente per gli obiettivi di legge, per quanto riguarda l\u2019aumento delle frazioni differenziate, lo registra il territorio della provincia di Genova che in quattro anni aumenta di 11,61 punti passando dal 21,73% del 2008 al 33,34% del 2012.<\/p>\n<p>Infine Savona che ha, tra le province, la percentuale pi\u00f9 elevata, il 33,44%, ma che \u00e8 cresciuta dal 2008 di soli 7, 84 punti.<\/p>\n<p>\u201cQuesti numeri \u2013 commenta Santo Grammatico \u2013 sono tanto pi\u00f9 allarmanti quanto pi\u00f9 si pensa alla quantit\u00e0 di rifiuti pro capite prodotti dai cittadini liguri. Infatti se ogni abitante italiano ha prodotto, nel 2012, 504 kg, i liguri ne hanno prodotti 586\u201d.<\/p>\n<p>Su questo dato si inserisce quello relativo alla raccolta della cosi detta frazione umida, responsabile dello sviluppo del percolato nelle discariche che produce danni all\u2019ambiente e alla salute dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cNella nostra regione affidarsi allo smaltimento in discarica della frazione umida (e non solo) \u00e8 ancora troppo ampio. Infatti il conferimento di rifiuti urbani  biodegradabili (dei quali l\u2019umido \u00e8 la parte preponderante) in discarica ammonta a 269 Kg\/ab mentre si sarebbe gi\u00e0 dovuto raggiungere il  limite di 115 kg\/anno per abitante dal  2011 e questa quantit\u00e0 dovr\u00e0 ancora ridursi ad 80 kg\/anno \/ab entro il 27\/03\/2018. Con l\u2019aggravante che la frazione umida \u00e8 conferita senza stabilizzazione. Per stabilizzazione si intende il trattamento aerobico che interrompe i processi di fermentazione che sono la causa dei fenomeni di putrescibilit\u00e0 e delle conseguenti emissioni maleodoranti e riduce il peso di tale frazione di circa il 40%\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cIl dibattito sulla raccolta dei rifiuti \u00e8 da tempo in atto nella nostra regione. I dati sono sconfortanti guardando i numeri relativi ai comuni in regola con le attuali leggi che prevedevano il raggiungimento del 65% di quota differenziata a partire dal 31 gennaio 2012. 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