{"id":266159,"date":"2014-06-12T17:53:51","date_gmt":"2014-06-12T15:53:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=266159"},"modified":"2014-06-12T18:11:05","modified_gmt":"2014-06-12T16:11:05","slug":"sub-disabile-mori-per-un-malore-durante-immersione-rinviati-giudizio-3-responsabili-di-un-diving-center-torinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/06\/sub-disabile-mori-per-un-malore-durante-immersione-rinviati-giudizio-3-responsabili-di-un-diving-center-torinese\/","title":{"rendered":"Sub disabile mor\u00ec per un malore durante immersione: rinviati a giudizio 3 responsabili di un diving center torinese"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Tre rinvii a giudizio per la morte, avvenuta il 14 ottobre del 2006, nello specchio acqueo tra Bergeggi e Vado, di un sub disabile, Salvatore Merenda, 33enne torinese. A deciderlo \u00e8 stato il gup Donatella Aschero che ha emesso il decreto nei confronti dei responsabili del diving center che aveva organizzato l\u2019immersione: Gino Lapucci, classe \u201968, Giuseppe Martino, del \u201961, e Giuseppe Posadino, del \u201960, tutti torinesi. Il processo, che inizier\u00e0 a dicembre prossimo, non \u00e8 il primo per questa vicenda: a giudizio inizialmente era finito solo il sessantenne, Biagio Curatolo, che scese in acqua con la vittima quel giorno che \u00e8 stato per\u00f2 assolto da ogni accusa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_479\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_479\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Proprio nell\u2019ambito di quel processo il pm aveva chiesto la trasmissione degli atti per valutare la posizione dei responsabili del diving center: Lapucci come responsabile del centro sub Asci di Torino, Martino e Posadino come dirigenti del Torino Diving Center. Secondo quanto accertato dalle indagini, quel giorno, il disabile perse la \u201czavorra\u201d e fu portato da Curatolo, che nel processo era assistito dall\u2019avvocato Claudia Arduino, ad una profondit\u00e0 di 30 metri per recuperare la cintura di pesi. Poi risal\u00ec in superficie troppo velocemente. Una manovra che gli provoc\u00f2 tutti i danni possibili che una risalita troppo veloce poteva causare. Il giovane venne ricoverato in Rianimazione al San Paolo e poi mor\u00ec, senza pi\u00f9 riprendersi, dopo sette mesi di coma, il 10 luglio dell\u2019anno successivo a Crotone, luogo d\u2019origine della famiglia.<\/p>\n<p>Nel processo a Curatolo era emerso che lui non aveva scelto di accompagnare la vittima nell\u2019immersione, ma sarebbe stato indotto, una volta sul gommone, ad immergersi con il disabile. Secondo il pubblico ministero la morte del disabile \u00e8 stata provocata da una \u201cfacinoleria subacquea\u201d causata per\u00f2 dal fatto che l\u2019immersione andava gestita in maniera diversa: la vittima si sarebbe immersa con una zavorra messa male e non adeguata ed \u00e8 stato accompagnato da un sub che non aveva la preparazione richiesta. Una serie di circostanze delle quali, secondo il pm, per\u00f2 non era responsabile Curatolo bens\u00ec coloro i quali hanno organizzato l\u2019immersione. Di qui la richiesta di rinvio a giudizio che \u00e8 stata accolta questa mattina in udienza preliminare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Tre rinvii a giudizio per la morte, avvenuta il 14 ottobre del 2006, nello specchio acqueo tra Bergeggi e Vado, di un sub disabile, Salvatore Merenda, 33enne torinese. 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