{"id":266158,"date":"2014-06-12T17:37:59","date_gmt":"2014-06-12T15:37:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=266158"},"modified":"2014-06-13T15:35:33","modified_gmt":"2014-06-13T13:35:33","slug":"morte-sul-lavoro-allagriturismo-oddone-sentiti-colleghi-e-sorella-della-vittima-dicevano-di-dire-che-era-caduto-dal-tetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/06\/morte-sul-lavoro-allagriturismo-oddone-sentiti-colleghi-e-sorella-della-vittima-dicevano-di-dire-che-era-caduto-dal-tetto\/","title":{"rendered":"Morte sul lavoro all&#8217;Agriturismo Oddone, sentiti colleghi e sorella della vittima: &#8220;Dicevano di dire che era caduto dal tetto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bardineto. <\/strong> E\u2019 entrato nel vivo il processo per l\u2019infortunio sul lavoro che il 27 agosto del 2009, a Bardineto, era costato la vita ad un ventottenne, Gheorge Wladut Asavei. Questa mattina in Corte d\u2019Assise sono infatti stati sentiti i colleghi che quel giorno erano con lui, la sorella della vittima, ma anche il direttore del 118 Salvatore Esposito. Il processo per omicidio volontario infatti ruota intorno ai soccorsi prestati agli operai che, secondo l\u2019accusa, non furono prestati in maniera corretta dai loro datori di lavoro: non fu allertato il 118, ma i feriti furono accompagnati in ospedale con mezzi privati. A giudizio, anche con le accuse di violenza privata, lesioni e falso (oltre che di omicidio), ci sono i titolari dell\u2019agriturismo dove si era verificato il tragico avvenimento, i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone, e la ex compagna di uno dei fratelli, Giuseppina Ferrari.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_334\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_334\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In aula questa mattina sono proseguite le audizioni dei testimoni chiamati dal pubblico ministero Giovanni Battista Ferro. Il primo ad essere sentito \u00e8 stato il bosniaco Dragan Novakovic, collega della vittima che quel giorno era con lui nel bosco e rimase ferito nell\u2019incidente. In quasi tre ore di deposizione l\u2019uomo ha rivissuto quanto accadde a Bardineto quel giorno: dal ribaltamento del trattore alla richiesta di soccorsi ed il trasporto in ospedale sulle auto dei datori di lavoro.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 toccato al secondo operaio presente nel bosco dove si verific\u00f2 l\u2019incidente che ha ricostruito quanto successo: \u201cHo sentito un rumore e poi gridare e sono corso a vedere cosa era successo. Ho trovato Wlad e Dragan che stavano male. Wlad parlava a fatica e chiedeva dell\u2019acqua da bere allora ho provato a chiamare aiuto, ma il cellulare non prendeva quindi sono dovuto scendere pi\u00f9 in basso. Ho chiamato gli Oddone e ho gli ho detto che Wlad stava male e di chiamare l\u2019ambulanza. Sono sceso per due volte a chiamarli e dopo un po\u2019 sono arrivati Emilio e Nadia: prima hanno caricato uno e poi l\u2019altro e li hanno portati gi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019operaio ha anche accusato Nadia Oddone di essersi preoccupata, non appena raggiunto il ferito, di dirgli di raccontare di essere caduto dal tetto di casa: \u201cGli diceva di dire di essersi fatto male scivolando dal tetto di casa e gli aveva chiesto di fare un segno con la testa se aveva capito\u201d. Il testimone ha anche precisato che ogni giornata di lavoro gli veniva pagata 50 euro.<\/p>\n<p>A deporre \u00e8 stata poi chiamata la sorella di Asavei, il giovane romeno morto dopo l\u2019incidente con il mezzo cingolato: \u201cIo ero al lavoro in albergo quando \u00e8 arrivato Angelo Oddone a dirmi che mio fratello aveva avuto un incidente. Mi disse subito di riferire ai carabinieri che era caduto dal tetto, ma io sapevo che non era cos\u00ec perch\u00e9 la mattina lo avevo visto andare nei boschi. Poi mi aveva telefonato anche una ragazza che lavorava nell\u2019agriturismo Oddone, nelle cucine, riferendomi di aver sentito dire che mio fratello aveva avuto un incidente\u201d.<\/p>\n<p>Sulle abitudini lavorative del fratello la ragazza, che in quel periodo viveva insiema lui, ha raccontato: \u201cAndava a lavorare alle 7 del mattino, prima si occupava delle stalle, poi andava nel bosco fino a quando non faceva buio e poi ancora nelle stalle. Prendeva 50 euro al giorno e non quello che c\u2019era scritto nella busta paga. Se pioveva e lui non andava a lavorare non veniva pagato. Gli Oddone non hanno mai versato la liquidazione e non hanno partecipato nemmeno alle spese funerarie: abbiamo pagato noi grazie anche all\u2019aiuto della gente di Bardineto\u201d. A proposito dell\u2019abilit\u00e0 di guida del fratello la giovane ha precisato: \u201cLui non aveva la patente ma so che gli Oddone gli facevano guidare auto e trattori. Inoltre gi\u00e0 una settimana prima di morire \u2013 ha aggiunto trattenendo a fatica le lacrime \u2013 aveva avuto un incidente, si era tagliato un piede con la motosega, e i suoi datori di lavoro gli avevano detto di dire che si era fatto male in casa\u201d.<\/p>\n<p>Tra le altre testimianze, oltre a quella della convivente della vittima (per la quale il pm ha chiesto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza), anche quella del dottor Esposito del 118 che ha spiegato come funziona la procedura di soccorso. Parlando del caso al centro del processo il medico ha detto che \u201cse fosse stato allertato il 118 sarebbe stata inviata l\u2019automedica, ma anche l\u2019elicottero che nel giro di una ventina di minuti avrebbe raggiunto il luogo dell\u2019incidente\u201d.<\/p>\n<p>Una scelta che non fu seguita dagli imputati (assistiti dagli avvocati Alessandro Cibien e Giorgio Zunino) che, senza allertare il 118, seguirono i soccorsi in prima persona. La loro posizione si era aggravata nel corso dell\u2019iter giudiziario, con l\u2019accusa passata da omicidio colposo a volontario. Fin dalle ore immediatamente successive all\u2019incidente per gli inquirenti non era stato facile ricostruire l\u2019esatta dinamica dell\u2019episodio: i punti oscuri erano molti tanto che la Procura aveva disposto il sequestro anche del ristorante e dell\u2019intera struttura ricettiva dell\u2019agriturismo della famiglia Oddone, compreso il trattore che, secondo quanto ricostruito, \u00e8 il mezzo che si ribalt\u00f2 con i due braccianti sopra.<\/p>\n<p>Asavei, ferito in modo grave nel ribaltamento (aveva riportato la frattura dello sterno, della clavicola e di varie costole, una lesione che aveva provocato emotorace e pneumotorace, con un\u2019ampia emorragia interna), era stato trasportato con mezzi privati, per la precisione un fuoristrada da Angelo Oddone e Ferrari, in ospedale ad Albenga dove era arrivato circa tre ore dopo l\u2019incidente, alle 13,44. Secondo la perizia medica chiesta dalla Procura, un soccorso tempestivo avrebbe potuto dargli oltre il 90 per cento di probabilit\u00e0 di salvarsi.<\/p>\n<p>Da parte loro gli imputati si erano sempre difesi fornendo delle spiegazioni delle loro scelte: il 118 non era stato allertato per accelerare i soccorsi visto che la zona dove \u00e8 accaduto il fatto \u00e8 a sette chilometri di distanza dall\u2019agriturismo e vi si accede solamente con dei mezzi fuoristrada e non ci sarebbe stato lo spazio per l\u2019atterraggio di elicotteri. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni che avevano reso gli Oddone i due operai, seppur feriti, erano coscienti e parlavano e si erano detti d\u2019accordo per venire trasportati in ospedale con le auto. Nel procedimento si sono costituiti come parte civile, con l\u2019assistenza degli avvocati Francesca Rosso e Francesco e Fabio Ruffino, anche i famigliari dell\u2019operaio morto e il suo collega rimasto ferito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bardineto. E\u2019 entrato nel vivo il processo per l\u2019infortunio sul lavoro che il 27 agosto del 2009, a Bardineto, era costato la vita ad un ventottenne, Gheorge Wladut Asavei. Questa mattina in Corte d\u2019Assise sono infatti stati sentiti i colleghi che quel giorno erano con lui, la sorella della vittima, ma anche il direttore del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[85878,22192,49714,45352],"class_list":["post-266158","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","tag-bardineto","tag-corte-dassise","tag-oddone","tag-omicidio-volontario","post_cat_citta-bardineto"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/266158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=266158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/266158\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=266158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=266158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=266158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}