{"id":264744,"date":"2014-05-24T07:55:10","date_gmt":"2014-05-24T05:55:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=264744"},"modified":"2014-05-24T15:42:39","modified_gmt":"2014-05-24T13:42:39","slug":"italia-vs-europa-lanalisi-di-confartigianato-ripresa-lenta-male-consumi-e-occupazione-tiene-lexport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/05\/italia-vs-europa-lanalisi-di-confartigianato-ripresa-lenta-male-consumi-e-occupazione-tiene-lexport\/","title":{"rendered":"Italia vs Europa, l&#8217;analisi di Confartigianato: &#8220;Ripresa lenta. Male consumi e occupazione, tiene l&#8217;export&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Sistema economico, finanza pubblica e sanit\u00e0: su queste macroaree l\u2019Osservatorio Regionale dell\u2019artigianato ha raccolto un confronto tra Italia ed Europa, su dati Commissione europea. Una sorta di \u201ccassetta degli attrezzi\u201d che l\u2019associazione \u201cconsegna\u201d simbolicamente nelle mani dei prossimi europarlamentari per rilanciare il ruolo del Paese all\u2019interno dell\u2019Unione europea, soprattutto dal punto di vista economico e sociale, con un occhio di riguardo al mondo della micro e piccola impresa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A partire dal Pil: dopo un 2013 in decrescita del -1,9%, si prevede che l\u2019Italia nel 2014 riesca a risalire fino al +0,6%. Il Paese chiuder\u00e0 per\u00f2 dietro a Regno Unito (+2,7%), Germania (+1,8%), Spagna (+1,1%) e Francia (+1%), fanalino di coda rispetto ai principali Paesi europei e al di sotto della crescita media europea (+1,6%).<\/p>\n<p>\u201cUna ripresa con il freno a mano tirato \u2013 spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria \u2013 Lo testimoniano anche i consumi delle famiglie: nel 2013 sono calati del 2,6%, e nei prossimi due anni si metteranno in moto solo dello 0,4% e dello 0,8%. Valori al di sotto della media europea, prevista nel 2014 dell\u20191,2%, e inferiori a Regno Unito (+2,1%), Germania (+1,5%), Spagna (+1,3%), Francia (0,6%). I dati sulla disoccupazione ci dicono che tra i principali Paesi Ue solo la Spagna ha fatto peggio di noi negli ultimi anni, in particolare nel 2013: 26,4% contro il nostro 12,2%. Quest\u2019anno in Europa i disoccupati dovrebbero diminuire, fermando la percentuale al 10,5%: l\u2019Italia dovrebbe invece chiudere l\u2019anno segnando ancora un aumento, toccando il 12,8%\u201d.<\/p>\n<p>In Paesi come la Germania, il tasso di disoccupazione \u00e8 molto basso: nel 2013 si parla del 5,3%. Nonostante la crisi, ha tenuto l\u2019export (+0,2% nel 2013) che vedr\u00e0 una crescita del+3,5% nel 2014 e del +4,5% nel 2015. Ma non basta ancora per superare Germania (+5,2% e +5,6%), Spagna (+6,1% e +7,3%) e, pi\u00f9 in generale, allinearsi con l\u2019Unione europea (+4,1% nel 2014 e +5,2% nel 2015). Dopo la netta flessione dello scorso anno (-4,7%), per il 2015 \u00e8 attesa una spinta degli investimenti (+4%), quasi in linea alla media europea (+4,7%). Osservando i dati sul credito, nel 2013 il costo del denaro per le imprese italiane \u00e8 risultato il maggiore, toccando il 5,36%, contro il 3,85% dell\u2019area Euro. In Germania (3,6%), Francia (3,5%) e Spagna (5,2%), \u00e8 nettamente inferiore: \u201cstiamo parlando di una forbice che negli anni si \u00e8 allargata a sfavore delle nostre imprese, che pagavano \u00e8 vero il 6,37% nel 2007 ma con un tasso di riferimento della Bce oltre il 4% mentre ora \u00e8 prossimo allo zero\u201d precisa Grasso.<\/p>\n<p>Osservando il macrosettore della finanza pubblica, il deficit italiano nel 2013 si conferma al -3% del Pil, in linea con la media europea del -3,3%, e per il 2014 si attende un miglioramento al -2,6%. Tre Paesi manifestano un quadro peggiore di quello italiano: sono Spagna (-7,1%), Regno Unito (-5,8%) e Francia (-4,3%). Un dato che invece pone l\u2019Italia tra gli ultimi posti \u00e8 la pressione fiscale, aumentata di 1,3 punti negli ultimi tre anni: nel 2013 si attesta al 43,8% e la diminuzione attesa per il 2015 sar\u00e0 solo dello 0,2%. La Francia, con il 45,8%, ha registrato un dato peggiore del nostro mentre la media europea ha chiuso il 2013 al 40% e rimarr\u00e0 quasi invariata nei prossimi due anni. Al di sopra della media Ue (48,3% sul Pil) anche la spesa pubblica italiana che, nel 2014, toccher\u00e0 il 50,3%, a differenza di Paesi come la Germania dove sar\u00e0 molto contenuta (44,6% sul Pil). Nel 2015 \u00e8 per\u00f2 previsto un calo fino al 49,8% del Pil, anche grazie agli effetti della spending review.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Sistema economico, finanza pubblica e sanit\u00e0: su queste macroaree l\u2019Osservatorio Regionale dell\u2019artigianato ha raccolto un confronto tra Italia ed Europa, su dati Commissione europea. 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