{"id":264288,"date":"2014-05-18T17:07:09","date_gmt":"2014-05-18T15:07:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=264288"},"modified":"2014-05-19T11:59:06","modified_gmt":"2014-05-19T09:59:06","slug":"ramin-bahrami-e-linquieto-dellanno-la-ricchezza-sta-nella-differenza-nellaccogliere-il-fratello-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/05\/ramin-bahrami-e-linquieto-dellanno-la-ricchezza-sta-nella-differenza-nellaccogliere-il-fratello-fuga\/","title":{"rendered":"Il pianista Ramin Bahrami \u00e8 l&#8217;Inquieto dell&#8217;Anno: &#8220;La ricchezza sta nella differenza, nell&#8217;accogliere il fratello in fuga&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L.<\/strong> \u201cLa fuga generalmente ha sempre portato a dei risultati meravigliosi. Il popolo italiano del primo \u2018900 \u00e8 stato un popolo in eterno movimento verso gli Stati Uniti, portando cos\u00ec il bello nel mondo. Bisogna imparare ad accettare chi fugge, e ad aiutarlo come hanno fatto gli americani con gli italiani, oppure come i tedeschi con i profughi turchi. La ricchezza sta nella differenza, nell\u2019accogliere il fratello in fuga\u201d. Ramin Bahrami ha ricevuto il premio 2014 di \u201cInquieto dell\u2019anno\u201d ed \u00e8 questo il messaggio che vuole trasmettere, nell\u2019edizione imperniata dal profondo binomio tra fuga ed inquietudine. Laddove l\u2019una \u00e8, talvolta, causa ed effetto dell\u2019altra. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_7\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_7\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Bahrami, rimane folgorato dalla musica di Bach fin da piccolo, il compositore delle \u201cfughe\u201d. E proprio, la fuga, nella vita del pianista iraniano, giocher\u00e0 un ruolo fondamentale. A soli 11 anni, a seguito dell\u2019avvento degli Ayatollah e della Rivoluzione iraniana, \u00e8 costretto ad emigrare in Europa. <\/p>\n<p>L\u2019inquietudine, la fuga, le differenze, il \u201clontano\u201d, la patria, la bellezza, la decadenza. L\u2019edizione 2014 della \u201cFesta dell\u2019Inquietudine\u201d, la settima, racchiude innumerevoli temi e significati e \u2013 come accadde con il Vaso di Pandora \u2013 toglie il coperchio e li libera, sprigionando tutte le innumerevoli riflessioni che queste tematiche suscitano. <\/p>\n<p>Oggigiorno, pensando alla \u2018fuga\u2019, la mente ci porta immediatamente alle dolorose immagini di Lampedusa, porto di speranze e disillusioni, dove i profughi sbarcano dopo essere \u201cfuggiti\u201d dalla propria terra nat\u00eca. E\u2019, appunto, l\u2019isola di Lampedusa ad essere stata simbolicamente premiata unitamante al pianista inquieto Bahrami. <\/p>\n<p>\u201cQuanto mi sento inquieto? Moltissimo \u2013 dichiara il pianista iraniano Ramin Bahrami -. Infatti, quando mi hanno proposto di ritirare un premio cos\u00ec bello e importante come quello del \u2018Circolo degli Inquieti\u2019, ho accettato immediatamente. Perch\u00e9 il mestiere del musicista itinerante che porta il messaggio pi\u00f9 alto dell\u2019uomo, la musica, nel mondo, \u00e8 un mestiere inquieto\u201d. <\/p>\n<p>\u201cMa non ci sono solo aspetti positivi nell\u2019inquietudine \u2013 riflette il pianista premiato -. Sappiamo della fame, delle guerre, dei profughi di Lampedusa, dei morti al World Trade Center, che rendono altrettanto inquieti ma in modo malsano. In questo mondo dovremmo apprendere dalla musica il culto del bello e il dialogo\u201d. <\/p>\n<p>\u201cNella mia vita spesso ho avuto a che fare con le \u2018fughe\u2019, perlopi\u00f9 di Bach, che poco c\u2019entrano con la fuga \u2018fisica\u2019. Penso che con la nostra mente potremmo fuggire, sempre di pi\u00f9, dalle brutture e dalla mediocrit\u00e0 che ci circonda. Dovremmo imparare a fuggire da questo pedestre uso della politica, bisognerebbe fuggire dai politici e avvicinarsi agli artisti. Meno politica e pi\u00f9 bellezza. Perch\u00e9 la nostra salvezza passa necessariamente dalla bellezza\u201d, conclude l\u2019Inquieto dell\u2019Anno, il pianista iraniano Ramin Bahrami.<\/p>\n<p>Prima della consegna del premio a Bahrami, l\u2019Auditorium si \u00e8 collegato via Skipe con il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini.<\/p>\n<p>Spiega il presidente del Circolo degli Inquieti, Dario Caruso: \u201cAbbiamo voluto affiancare nella premiazione a Ramin Bahrami l\u2019isola di Lampedusa per sottolinearne ancora una volta il carattere emblematico di accoglienza dimostrato dai suoi abitanti verso un mondo di uomini, donne e bambini in fuga dai loro Paesi. Il Circolo degli Inquieti \u00e8 lieto di poter contribuire anche a richiamare l\u2019attenzione delle istituzioni sul tema dell\u2019accoglienza e a trasformare Lampedusa da frontiera a porta d\u2019Europa\u201d. <\/p>\n<p>A Giusi Nicolini \u00e8 stata consegnata \u201cvirtualmente\u201d la Medaglia che la Presidenza della Repubblica ha assegnato alla Festa e che il Circolo degli Inquieti ha voluto conferire all\u2019isola siciliana. Il primo cittadino di Finale Ligure Flaminio Richeri si recher\u00e0 a Lampedusa per consegnarla personalmente a Giusi Nicolini.<\/p>\n<p>A Ramin Bahrami \u00e8 stata inoltre consegnata la tessera di Socio Onorario dell\u2019Associazione di cultura musicale Palma d\u2019Oro di Finale Ligure. <\/p>\n<p>Il premio \u201cInquieto dell\u2019Anno\u201d non ha un valore venale e consiste in una pentola di terracotta sghimbescia, schiacciata da un lato e contenente un piccolo drappo di lino con il titolo di Inquieto ricamato. Arrivato alla diciassettesima edizione, \u00e8 stato conferito, tra gli altri, negli anni scorsi a Don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carr\u00e0, Oliviero Toscani, Gad Lerner, Gino Paoli, Antonio Ricci e Guido Ceronetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. \u201cLa fuga generalmente ha sempre portato a dei risultati meravigliosi. Il popolo italiano del primo \u2018900 \u00e8 stato un popolo in eterno movimento verso gli Stati Uniti, portando cos\u00ec il bello nel mondo. 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