{"id":263625,"date":"2014-05-08T15:00:17","date_gmt":"2014-05-08T13:00:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=263625"},"modified":"2014-05-09T11:20:23","modified_gmt":"2014-05-09T09:20:23","slug":"arresto-claudio-scajola-sequestrati-pc-e-smartphone-nella-villa-e-nellufficio-dellex-ministro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/05\/arresto-claudio-scajola-sequestrati-pc-e-smartphone-nella-villa-e-nellufficio-dellex-ministro\/","title":{"rendered":"Arresto Claudio Scajola, sequestrati dalla Dia pc e smartphone nella villa e nell&#8217;ufficio dell&#8217;ex ministro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Si \u00e8 conclusa la perquisizione dell\u2019ufficio di Claudio Scajola e della sua villa in via Diano Calderina ad Imperia, da parte degli uomini della Dia, dopo l\u2019arresto di questa mattina in un noto albergo di Roma con l\u2019accusa di aver tentato di agevolare la fuga del latitante Amedeo Matacena.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il blitz \u00e8 scattato intorno alle 9,30 nell\u2019ufficio dell\u2019ex ministro in via Matteotti a Imperia. Roberta Sacco, segretaria di Scajola, ha accompagnato alcuni uomini dell\u2019Antimafia nei locali del primo piano. L\u2019ufficio era gi\u00e0 presidiato da alcune ore da agenti in borghese. Contemporaneamente \u00e8 iniziata la perquisizione anche di Villa Ninina.<\/p>\n<p>All\u2019interno della villa gli agenti dell\u2019antimafia hanno sequestrato computer fissi e portatili, tablet, alcuni smartphone e documentazione cartacea relativa a alcune societ\u00e0 riconducibili all\u2019inchiesta su Amedeo Matacena. Ad assistere alla perquisizione della villa di via Diano Calderina dell\u2019ex ministro \u00e8 stata la moglie Maria Tersa Verda, in lacrime, e l\u2019avvocato di Scajola, Mangia. Anche nell\u2019ufficio di Scajola sono stati sequestrati computer e documenti. <\/p>\n<p>Claudio Scajola intanto, dopo le formalit\u00e0 di rito per l\u2019arresto, che si sono svolte nella sede operativa della Direzione investigativa antimafia a Roma, \u00e8 stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. \u201cL\u2019onorevole Scajola \u00e8 sereno, fiducioso nell\u2019operato della magistratura e certo che la sua estraneit\u00e0 ai fatti contestati verr\u00e0 pienamente accertata anche<br>\nquesta volta\u201d, hanno dichiarato i legali dell\u2019ex ministro, gli avvocati Giorgio Perroni ed Elisabetta Busuito, che hanno poi chiesto alla stampa \u201cdi affrontare questa vicenda con professionalit\u00e0 e cautela, evitando sommari processi mediatici\u201d.<\/p>\n<p>Claudio Scajola \u00e8 accusato di aver aiutato Amedeo Matacena, imprenditore reggino ed ex parlamentare, condannato a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, a sottrarsi alla cattura. Nello specifico lo avrebbe assistito nel suo tentativo di lasciare Dubai, dove Matacena \u00e8 arrivato da latitante dopo essere fuggito dall\u2019Italia e aver girato alcuni altri Paesi.<\/p>\n<p>Negli Emirati Arabi Uniti l\u2019imprenditore era stato arrestato dalla polizia locale al suo arrivo all\u2019aeroporto di Dubai, su segnalazione delle autorit\u00e0 italiane. Pochi giorni dopo, per\u00f2, Matacena \u00e8 tornato in libert\u00e0 in quanto non \u00e8 stata completata la procedura di estradizione in Italia: la giurisdizione degli Emirati Arabi, dove non esiste il reato di criminalit\u00e0 organizzata e con i quali l\u2019Italia non ha accordi bilaterali, prevede che i cittadini stranieri in attesa di estradizione non possano essere privati della libert\u00e0 oltre un certo limite di tempo.<\/p>\n<p>Matacena non poteva per\u00f2 lasciare il Paese arabo in quanto privato del passaporto: ed \u00e8 in questa fase, secondo l\u2019accusa, che sarebbe intervenuto Scajola, il quale avrebbe cercato di aiutare Matacena a trasferirsi in Libano, dove sarebbe stato al sicuro. L\u2019ex ministro, secondo quanto scrive il giudice per le indagini preliminari di Reggio Calabria, Olga Tarzia, nell\u2019ordinanza che lo ha portato in carcere insieme ad altre sette persone, era completamente \u201casservito\u201d alle necessita\u2019 di Chiara Rizzo, moglie di Amedeo Matacena: si cita in particolare una telefonata tra i due il 12 dicembre del 2013, in cui Scajola chiama la Rizzo e la \u201cconversazione riguarda lo spostamento \u2013 sostiene il gip \u2013 di denaro da un conto corrente all\u2019altro. Si denota l\u2019asservimento totale dello Scajola alle necessit\u00e0 della Rizzo\u201d. Nel corso del tempo ci sono stati \u201cspostamenti di somme di denaro \u2013 aggiunge il giudice \u2013 per garantire la latitanza del Matacena, attivita\u2019 dirette a rendere attuabile il pianificato spostamento del Matacena dall\u2019Emirato di Dubai alla Repubblica del Libano, luogo individuato da Scajola sfruttando le proprie relazioni personali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019aspetto che colpisce tutti \u00e8 che una persona che ha ricoperto posizioni di vertice e di responsabilit\u00e0 nello Stato possa occuparsi di un condannato per mafia fuggito all\u2019estero per non espiare pena\u201d, \u00e8 il commento del procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. \u201cQuasi che una condanna per mafia \u2013 ha aggiunto \u2013 non significhi nulla per chi gli \u00e8 a fianco e lo sostiene. Ma la legge \u00e8 uguale per tutti e la Procura ha un precetto cui non verr\u00e0 mai meno, l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale. Non ci sono intoccabili\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019operazione che ha portato all\u2019arresto dell\u2019ex ministro Claudio Scajola rientra nell\u2019indagine \u201cBreakfast\u201d, che da pi\u00f9 di due anni vede impegnata la Dia di Reggio Calabria nella ricerca dei reinvestimenti di capitali illeciti, movimentati dalla \u2018ndrangheta in Italia ed all\u2019estero. I provvedimenti complessivamente eseguiti stamattina sono otto: tra gli arrestati, figurano persone ritenute legate al noto imprenditore reggino. Oltre a Scajola, la madre dell\u2019imprenditore reggino, Raffaella De Carolis, e la moglie Chiara Rizzo, sono coinvolti Martino Politi, Antonio Chillemi e la segretaria di Scajola, Roberta Sacco. Gli indagati sono accusati a vario titolo di aver, con la loro interposizione, agevolato Matacena ad occultare la reale titolarit\u00e0 e disponibilit\u00e0 dei suoi beni, nonch\u00e9 di aver favorito la latitanza all\u2019estero di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p>La Dia nel frattempo sta eseguendo numerose perquisizioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia, oltre a sequestri di societ\u00e0 commerciali italiane, collegate a societ\u00e0 estere, per un valore di circa 50 milioni di euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Si \u00e8 conclusa la perquisizione dell\u2019ufficio di Claudio Scajola e della sua villa in via Diano Calderina ad Imperia, da parte degli uomini della Dia, dopo l\u2019arresto di questa mattina in un noto albergo di Roma con l\u2019accusa di aver tentato di agevolare la fuga del latitante Amedeo Matacena. 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