{"id":263411,"date":"2014-05-06T07:54:25","date_gmt":"2014-05-06T05:54:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=263411"},"modified":"2014-05-07T08:11:20","modified_gmt":"2014-05-07T06:11:20","slug":"savonese-arrestata-peru-per-traffico-di-coca-parla-la-sorella-simona-non-era-un-corriere-chi-sbaglia-deve-pagare-ma-serve-rispetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/05\/savonese-arrestata-peru-per-traffico-di-coca-parla-la-sorella-simona-non-era-un-corriere-chi-sbaglia-deve-pagare-ma-serve-rispetto\/","title":{"rendered":"Savonese arrestata in Per\u00f9 con 6 kg di coca, parla la sorella: &#8220;Simona non era un corriere. Chi sbaglia deve pagare, ma serve rispetto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u201cNon voglio difendere mia sorella, ha sbagliato ed \u00e8 giusto che paghi. Ma credo che anche nell\u2019errore si debba avere rispetto\u201d. A parlare \u00e8 Dalia Tatti, la sorella di Simona, la trentanovenne savonese arrestata la vigilia di Pasqua insieme all\u2019amica Nicole Loi, di 32, all\u2019aeroporto di Lima con l\u2019accusa di traffico internazionale di droga. Le due donne sono state fermate dalle autorit\u00e0 peruviane che le hanno trovate in possesso di cinque chili e ottocento grammi di cocaina purissima. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_916\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_916\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Una notizia che \u00e8 piovuta come un fulmine a ciel sereno per la famiglia di Simona Tatti: \u201cL\u2019abbiamo scoperto tramite l\u2019ambasciata italiana in Per\u00f9 \u2013 racconta la sorella \u2013 Noi non sapevamo nemmeno che Simona fosse l\u00e0, credevamo si trovasse a Milano. Poi quella telefonata ci ha sconvolto: per una settimana non siamo riusciti ad avere sue notizie e dall\u2019ambasciata non abbiamo avuto molto aiuto. Ci ripetevano che non potevano fare nulla, ma solo attendere che le autorit\u00e0 locali dicessero qualcosa\u201d. <\/p>\n<p>Poi finalmente, dopo sette giorni di silenzio, sono arrivate notizie da Lima: \u201cSiamo stati trattati male: dall\u2019ambasciata ci ribadivano che per colpa degli italiani che spacciano in Per\u00f9 non siamo ben visti \u2013 si sfoga Dalia Tatti \u2013 Io capisco che sia un comportamento sbagliato, ma le autorit\u00e0 devono tutelare, non giudicare. Non siamo bestie e credo sia giusto pagare, ma nella misura corretta. Per questo abbiamo insistito e poi siamo riusciti a parlare con Simona che ci ha ribadito di aver avuto poco sostegno dall\u2019ambasciatore. Lei e l\u2019altra ragazza sono state lasciate da sole e invitate ad arrangiarsi\u201d.<\/p>\n<p>Dalia Tatti non nega di essere consapevole dell\u2019errore commesso dalla sorella, non tenta di difenderla, ma non ci sta a vederla dipinta come un corriere della droga n\u00e9 tantomeno come un pezzo grosso dello spaccio di polvere bianca tra Italia e Sudamerica: \u201cSe avesse viaggiato spesso all\u2019estero l\u2019avremmo saputo, ma non era cos\u00ec. Era la prima volta che si allontanava da Savona. Se fosse stata un corriere avrebbe avuto anche molti soldi, invece non ne aveva, anzi eravamo io e un\u2019altra sorella ad aiutarla a mantenersi. E\u2019 senza fissa dimora e ha perfino il tesserino per mangiare alla mensa della Caritas\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIo non so come sia finita in questo giro, ma sono sicura che sia stata tradita dal fatto di dare fiducia a chi non la meriterebbe. Simona ha un buon cuore e finisce per mettersi nei guai. Abbiamo tentato pi\u00f9 volte di farla uscire dal tunnel della tossicodipendenza, ma senza successo. Ripeto che deve pagare per gli errori, ma credo anche che serva maggiore rispetto. E\u2019 stata dipinta come una trafficante, ma si deve anche capire che le notizie vengono lette da tutti e che dietro ci sono anche delle famiglie \u2013 spiega Dalia Tatti -. Voglio tutelare la mia famiglia, i nostri genitori sono anziani e se mio padre leggesse certe cose, a 80 anni, avrebbe un infarto. Ho anche altre due sorelle e tre fratelli e siamo tutti incensurati\u201d.<\/p>\n<p>A proposito dei precedenti di Simona Tatti, che nel 2008 era rimasta coinvolta nell\u2019operazione della Questura savonese ribattezzata \u201cScacco Matto\u201d, dal nome del bar di via Mistrangelo diventato secondo gli investigatori il punto di ritrovo di un\u2019organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti (in quell\u2019occasione era finita in manette insieme ad altre nove persone e aveva poi patteggiato a un anno e due mesi) la sorella ha precisato: \u201cE\u2019 stata in carcere per un mese a Pontedecimo solo per quella vicenda e per l\u2019accusa di estorsione, non di spaccio\u201d. Dopo essere stata arrestata dalla polizia la trentanovenne aveva anche respinto ogni accusa: quella di aver spacciato cocaina (\u201cera per uso personale\u201d) e quella di tentata estorsione ai danni di un tossicomane e di suo padre che non pagavano un debito di droga (\u201cIo \u2013 aveva spiegato al giudice \u2013 mi sono intromessa solo per fare da paciere\u201d).<\/p>\n<p>Difficile, per ora, capire di pi\u00f9 su come Simona Tatti e l\u2019amica siano arrivate ad essere fermate con un \u201cbagaglio\u201d di quasi sei chili di droga all\u2019aeroporto. Le indagini delle autorit\u00e0 peruviane sono ancora in corso e probabilmente serviranno a ricostruire come era organizzato il traffico di stupefacente sull\u2019asse Italia-Sudamerica. Risposte che sono attese anche da Dalia Tatti e dagli altri familiari di Simona, \u201cvittime\u201d a loro volta, visto l\u2019eco avuto dalla notizia in citt\u00e0, di quanto successo a Lima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. \u201cNon voglio difendere mia sorella, ha sbagliato ed \u00e8 giusto che paghi. Ma credo che anche nell\u2019errore si debba avere rispetto\u201d. A parlare \u00e8 Dalia Tatti, la sorella di Simona, la trentanovenne savonese arrestata la vigilia di Pasqua insieme all\u2019amica Nicole Loi, di 32, all\u2019aeroporto di Lima con l\u2019accusa di traffico internazionale di droga. 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