{"id":262905,"date":"2014-04-27T14:57:26","date_gmt":"2014-04-27T12:57:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=262905"},"modified":"2014-04-27T17:49:42","modified_gmt":"2014-04-27T15:49:42","slug":"le-tante-notizie-che-oggi-non-potremo-sapere-quanto-e-difficile-fare-giornalismo-giorni-come-questo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/04\/le-tante-notizie-che-oggi-non-potremo-sapere-quanto-e-difficile-fare-giornalismo-giorni-come-questo\/","title":{"rendered":"Le tante notizie che oggi non potremo sapere (quanto \u00e8 difficile fare giornalismo in giorni come questo)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Due grandi sociologi dei media, Daniel Dayan e Elihu Katz, le chiamavano \u201cle grandi cerimonie dei media\u201d. Insomma i grandi avvenimenti che i media riprendono in diretta e seguono ininterrottamente. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_75\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_75\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I due autori hanno scritto il libro nel 1992, dunque molto prima della diffusione di internet, che moltiplica ulteriormente questa attenzione.<\/p>\n<p>Tutti i riflettori puntati su un unico avvenimento. Daniel Hallin (altro grande studioso dei media), qualche anno prima, aveva suggerito che questi tipi di eventi avevano la funzione di cementare all\u2019interno di una comunit\u00e0 (locale, nazionale, globale) i valori condivisi.<\/p>\n<p>Il telespettatore, il navigatore della rete, il lettore, si riconoscono in queste cerimonie e l\u00ec dentro riconoscono e celebrano valori comuni. Dalla vittoria di un mondiale alla approdo del primo uomo sulla luna, fino alla beatificazione di due papi.<br>\nPer chi, per\u00f2, non si riconosce fino in fondo in quei valori (immaginate un tedesco che per sbaglio passava di qui nel luglio 2006 quando l\u2019Italia vinse i mondiali) rimane un dubbio non da poco: ma cosa sta succedendo nel resto del mondo? E nella mia citt\u00e0? E nel mio quartiere?<\/p>\n<p>Qualcosa succede, eccome. Ma il problema \u00e8 triplice: 1) l\u2019attenzione \u00e8 concentrata proprio l\u00ec sulla grande cerimonia; 2) i media che producono informazione hanno risorse limitate, e dunque se le devono riversare l\u00ec non possono guardare altrove; 3) anche le fonti (quelli che forniscono notizie, che contattano a loro volta i giornalisti) sono attratti e sovrastati dall\u2019evento e non creano altre traiettorie informative.<\/p>\n<p>Risultato? Il risultato \u00e8 che qualcosa accade, ma \u00e8 difficile arrivare a conoscerlo. Per dire. sono stati fermati i sette egiziani ritenuti gli scafisti che hanno portato 281 migranti ieri a Pozzallo (tra gli scafisti un intero nucleo familiare, compreso un minorenne). E ancora, l\u2019Ocse ha inviato una squadra di negoziatori a Sloviansk, nell\u2019est dell\u2019Ucraina, per ottenere la liberazione dei suoi osservatori che erano l\u00ec solo per monitorare il conflitto tra russi e ucraini. I russi hanno risposto che invece devono essere ritenuti dei detenuti di guerra. Una roba gravissima, insomma. E poi, nel genovese un medico obiettore \u00e8 stato denunciato perch\u00e9 non ha voluto effettuare un\u2019ecografia a una piaziente che aveva abortito con la pillola del giorno dopo.<\/p>\n<p>Ecco, oggi Ivg, pur essendo un giornale locale e dunque teoricamente non interessato a quanto sta succedendo nella Citt\u00e0 del Vaticano, con grande fatica prover\u00e0 a raccogliere notizie su quello che accade attorno, con la consapevolezza che nonostante tutti gli sforzi, oggi ci saranno tante notizie che non verremo a sapere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Due grandi sociologi dei media, Daniel Dayan e Elihu Katz, le chiamavano \u201cle grandi cerimonie dei media\u201d. Insomma i grandi avvenimenti che i media riprendono in diretta e seguono ininterrottamente. 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