{"id":262265,"date":"2014-04-16T11:16:23","date_gmt":"2014-04-16T09:16:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=262265"},"modified":"2015-09-07T16:11:40","modified_gmt":"2015-09-07T14:11:40","slug":"giudizio-per-minacce-ed-estorsione-assolto-dopo-5-anni-di-udienze-si-sfoga-e-stato-un-incubo-io-cella-senza-riscontri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/04\/giudizio-per-minacce-ed-estorsione-assolto-dopo-5-anni-di-udienze-si-sfoga-e-stato-un-incubo-io-cella-senza-riscontri\/","title":{"rendered":"A giudizio per minacce ed estorsione, assolto dopo 5 anni di udienze si sfoga: &#8220;E&#8217; stato un incubo, io in cella senza riscontri&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un processo che ruotava intorno ad una storia di estorsione e minacce chiuso con una condanna e quattro assoluzioni. Una sentenza, arrivata dopo cinque anni di udienze in tribunale, che per uno degli imputati assolti, Giuseppe Notarstefano, cinquantenne torinese, ha rappresentato la fine di un incubo. L\u2019uomo si era infatti sempre dichiarato estraneo ad ogni accusa, ma per riuscire a dimostrarlo sono passati pi\u00f9 di sette anni, un tempo sembrato quasi infinito.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_30\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A giudizio insieme a lui erano finiti anche altri quattro torinesi, tra cui Dario Perini. I cinque, secondo l\u2019accusa, avevano convinto madre e figlio, 72 anni lei e 50 lui, a cedere il patrimonio ereditato dal capofamiglia: un alloggio a Torino (in corso Peschiera), tre a Loano e uno a Sanremo, oltre ai garage e anche una Bmw \u201cSerie 5\u201d station wagon. Un patrimonio di vari milioni di euro che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, sarebbe in gran parte andato in fumo per investimenti \u201csuggeriti\u201d da un promotore finanziario, poi radiato dall\u2019albo.<\/p>\n<p>Un giro di denaro dal quale erano usciti anche alcuni assegni per la cui riscossione sarebbero entrati in gioco proprio Perini e gli altri coimputati che, pur di riavere indietro i soldi, sarebbero arrivati a minacciare l\u2019uomo. Secondo lo schema ipotizzato dagli inquirenti Perini sarebbe stato il \u201cdominus\u201d, mentre gli altri avrebbero agito come \u201clonga manus\u201d per lui. Di qui la denuncia della parte offesa sulla base della quale, nel 2007, era scattato l\u2019arresto dei cinque da parte dei finanzieri del Gico di Torino.<\/p>\n<p>Lo scorso 9 aprile il collegio del tribunale ha condannato Dario Perini (limitatamente ad alcuni degli episodi contestati, quelli relativi agli assegni e alla vendita degli immobili a Loano) a sette anni di reclusione (di cui tre condonati) e 2000 euro di multa, interamente condonata, oltre alle pene accessorie ed al pagamento di una provvisionale da 30 mila euro verso la parte civile. Per tutti gli altri imputati \u00e8 stata invece pronunciata una sentenza di assoluzione \u201cper non aver commesso il fatto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOra \u00e8 tutto finito, ma io devo ancora metabolizzare. Sono stato tirato in ballo in questa vicenda perch\u00e9 ho acquistato una macchina dalla parte offesa con regolare voltura. La moglie di questa persona, cointestataria dell\u2019auto, quando si \u00e8 accorta che era stata venduta mi ha denunciato raccontando che io li avevo minacciati, anche con un\u2019arma. Grazie a dio io non avevo n\u00e9 l\u2019arma n\u00e9 il porto d\u2019armi se no non so come sarebbe andata\u201d si sfoga Notarstefano a qualche giorno dalla sentenza.<\/p>\n<p>\u201cSono stati anni da incubo: mi hanno preso come un delinquente a casa, ho fatto pi\u00f9 di venti giorni carcere e poi 8 mesi di domiciliari. Una sofferenza sapendo di non aver fatto nulla. Poi \u00e8 arrivato il processo spostato da Torino a Savona per un\u2019incompatibilit\u00e0 territoriale. Qui sono serviti cinque anni, dal 2009 ad oggi, per arrivare ad una sentenza. Sono senza parole per quello che \u00e8 successo non c\u2019erano i presupposti per arrestarmi, mancavano i riscontri eppure sono finito in carcere..\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questi anni ho perso tanti parenti e amici che dopo quanto successo mi hanno voltato le spalle. Per fortuna mia moglie e mio figlio non hanno mai perso la fiducia in me e mi sono rimasti sempre vicini. Anche mio fratello Mauro mi ha sempre dato il suo sostegno nonostante avesse anche dei suoi problemi, cos\u00ec come una cara amica, Giuditta, che mi \u00e8 sempre stata vicina. Non finir\u00f2 mai di ringraziarli. Infine non posso che ringraziare l\u2019avvocato Anna Ronfani che ha creduto in me dalla prima volta ed \u00e8 una persona che mette prima di tutto la sua professionalit\u00e0\u201d conclude Giuseppe Notarstefano che, guardando al futuro, pur ammettendo che non sar\u00e0 facile si augura di poter ritrovare un po\u2019 di serenit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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