{"id":261823,"date":"2014-04-09T18:50:08","date_gmt":"2014-04-09T16:50:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=261823"},"modified":"2014-04-09T18:55:24","modified_gmt":"2014-04-09T16:55:24","slug":"albenga-nuovo-appuntamento-con-viaggio-nei-suoni-della-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/04\/albenga-nuovo-appuntamento-con-viaggio-nei-suoni-della-tradizione\/","title":{"rendered":"Albenga, nuovo appuntamento con &#8220;Viaggio nei suoni della tradizione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Nuovo appuntamento, sabato 12 aprile alle ore 21 presso l\u2019auditorium \u201cSan Carlo\u201d, con la rassegna di musica popolare, \u201cViaggio nei suoni della tradizione\u201d, iniziativa organizzata dalla Fondazione \u201cG. M. Oddi\u201d in collaborazione con l\u2019associazione \u201cMaia\u201d e con il contributo della Provincia di Savona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_344\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_344\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E prosegue, il viaggio, con i suoni e le voci di due giovani e prestigiosi protagonisti della tradizione musicale delle quattro Province: Stefano Faravelli (piffero, voce) e Matteo Burrone (fisarmonica, voce). Questa, la proposta che l\u2019associazione \u201cMusa\u201d ha affidato a un racconto di viaggi; viaggi brevi e lunghissimi, di paese in paese, fin verso le lontane \u201cMeriche\u201d, in cerca di lavoro, o su fronti di guerra. <\/p>\n<p>Destini diversi, saldati tra loro da codici antropologici che, ancor oggi, conferiscono unit\u00e0, al di l\u00e0 di frontiere amministrative dettate dall\u2019arbitrio della storia; delle barriere naturali trasformate dal bisogno in passaggi e percorsi. Destini diversi d\u2019un territorio che sempre pi\u00f9 s\u2019interroga sul proprio passato, a tracciare le possibili trame d\u2019un futuro ancora incerto. E lo spettacolo, ch\u2019emerge dall\u2019intarsio d\u2019umanit\u00e0 e destini, vedr\u00e0 cantori e testimoni di quella lontana tradizione, con letture di brani storico-letterari legati al tema del viaggio, dei viaggi; dei confini, come delle  frontiere.<\/p>\n<p>Le vie del grano e del sale, dunque\u2026 Del resto \u00e8 noto come i  lunghi crinali, distesi tra \u201cGenovesato\u201d e Valle del Po, siano stati da tempo immemorabile importanti vie di transito e commercio. Cos\u00ec, le carovane dei mulattieri, partite dal porto di Genova, lungo vie di sasso, fasce terrazzate e praterie, raggiungevano l\u2019entroterra montano ed oltre, verso le citt\u00e0 padane, ove le grandi fiere riunivano uomini, merci e animali, nella grande festa dello scambio e del commercio. Feste vive di grida e suoni; di versi e odori dei quali s\u2019\u00e8 persa memoria. Esperienze lontane nel tempo, travolte da una modernit\u00e0 che omologa e disperde.<\/p>\n<p>E fu cos\u00ec che le grandi arterie autostradali, come le ferrovie, condannarono a un riposo perenne le forze antiche di muli e mulattieri, al pari di quelle dei contadini, come dei pastori che roncavano, seminavano e pascolavano le terre d\u2019altura, nodo orografico tra Trebbia e Scrivia, porzione orientale di quell\u2019Oltregiogo che dagli anni Settanta \u00e8 nota col nome di \u201cQuattro Province\u201d. <\/p>\n<p>Quattro Province: assai pi\u00f9 di un\u2019idea; idea in cui s\u2019incontrano i confini amministrativi di Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova; perch\u00e9 qui risuonano le note antiche d\u2019uno strumento tradizionale (il \u201cpiffero delle Quattro Province\u201d, appunto) che ancora raccoglie intorno a s\u00e9, nelle feste di paese, i valligiani, dalla modernit\u00e0 costretti all\u2019esodo, che il cuore richiama su questi greppi, oggi inselvatichiti, ove ondeggiavano segale e grano, nel respiro d\u2019una cultura agro-pastorale di montagna che seppe portarsi fino alle soglie della contemporaneit\u00e0. <\/p>\n<p>Scrivia e Trebbia: due fiumi che stringono in nodo il regno dell\u2019antico oboe popolare, detto \u201cpinfio\u201d, altrimenti \u201cpinfer\u201d o \u201cpinfiu\u201d, a seconda delle localit\u00e0. Ma i suonatori, loro, al pari dello strumento, non conobbero confini amministrativi, andando a piedi, di paese in paese, di valle in valle. E fino ai primi decenni del Novecento, li accompagn\u00f2 l\u2019arcaica musa (cornamusa con chanter in do e bordone intonabile); quindi, la moderna fisarmonica che seppe conservare quegli elementi stilistici riconosciuti quale lascito dell\u2019antico aerofono a sacca.<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, in relazione al territorio appenninico tra il Tirreno e la collina oltrepadana, \u00e8 difficile non ragionare della tradizione musicale che ancora lo anima. Ci\u00f2, nonostante il drammatico spopolamento che ha interessato i suoi paesi a partire dal secondo dopoguerra.  Ed \u00e8 un vasto repertorio di musiche, canti e danze tradizionali; repertorio sopravvissuto all\u2019estinzione della cultura contadina montanara, che sar\u00e0 possibile godere, sabato 12 aprile, per un viaggio che sia della memoria. Memoria delle cose buone che, silenziose, respirano tra montagne e valli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Nuovo appuntamento, sabato 12 aprile alle ore 21 presso l\u2019auditorium \u201cSan Carlo\u201d, con la rassegna di musica popolare, \u201cViaggio nei suoni della tradizione\u201d, iniziativa organizzata dalla Fondazione \u201cG. M. Oddi\u201d in collaborazione con l\u2019associazione \u201cMaia\u201d e con il contributo della Provincia di Savona. 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