{"id":261357,"date":"2014-04-02T19:12:34","date_gmt":"2014-04-02T17:12:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=261357"},"modified":"2014-04-02T19:54:02","modified_gmt":"2014-04-02T17:54:02","slug":"regione-melgrati-sul-superamento-degli-indici-delle-zone-agricole-indici-assurdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/04\/regione-melgrati-sul-superamento-degli-indici-delle-zone-agricole-indici-assurdi\/","title":{"rendered":"Regione, Melgrati sul superamento degli indici delle zone agricole &#8220;Indici assurdi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Marco Melgrati (FI) ha presentato un\u2019interrogazione in Consiglio regionale sulla disciplina urbanistica edilizia delle zone agricole\u201d. Il consigliere ha rilevato che l\u20198 agosto 2013 il Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Liguria aveva trasmesso una lettera che richiama la \u201clegittimit\u00e0 dei titoli da rilasciare in attuazione della vigente disciplina urbanistica edilizia delle zone agricole\u201d. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_110\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_110\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nella circolare il Direttore Generale del Dipartimento invitava tutti i Comuni a verificare la corrispondenza o meno degli attuali indici di edificabilit\u00e0 fondiaria previsti dallo strumento urbanistico per le zone omogenee di tipo E, rispetto al limite di densit\u00e0 edilizia massima per le abitazioni. Qualora il Comune accertasse il superamento del limite inderogabile si segnalava la necessit\u00e0 di provvedere all\u2019adozione di una variante di adeguamento del proprio strumento urbanistico per ricondurre gli indici di edificabilit\u00e0 al rispetto del limite di densit\u00e0 edilizia massima o, in alternativa, per ridisciplinare tali zone procedendo anche alla loro riclassificazione sulla base dell\u2019attuale vocazione ed assetto nel rispetto, oltrech\u00e9, dei limiti inderogabili previsti nel decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, comunque delle indicazioni del vigente P.T.C.P., che hanno un\u2019efficacia vincolante. <\/p>\n<p>\u201cViene da chiedersi \u2013 ha aggiunto Melgrati \u2013 come la Regione Liguria abbia esercitato, in relazione agli indici in zona agricola, in tutti questi anni, la potest\u00e0 di controllo sugli Strumenti Urbanistici Comunali dall\u2019emanazione del decreto del 1968 fino ad oggi. Infatti, nella migliore delle situazioni, l\u2019indice dei nuovi PUC o degli ultimi PRG approvati dalla Regione porta un indice agricolo di 0,02 metro quadrato su metro quadrato, il doppio rispetto allo 0,03 metri cubi su metro quadro che, tradotto in metro quadro su metro quadro, corrisponde a 0,01. Per esempio il Comune di Albenga, nel PRG adottato nel 1978 (dieci anni dopo il decreto del 1968) aveva indice agricolo 0,10 mc\/mq, pi\u00f9 del triplo rispetto a quello del decreto ministeriale e, nella variante del PRG del 2002, scendeva a 0,2 mq\/mq, comunque doppio rispetto all\u2019indice di densit\u00e0 massima previsto dal d.m. del 1968\u201d. <\/p>\n<p>E continua: \u201cVista inoltre la procedibilit\u00e0 di varianti per i Comuni in difetto (presumibilmente tutti) in assenza della verifica di Adeguatezza dei Piani Urbanistici Comunali gi\u00e0 scaduti, e il rapporto con la necessit\u00e0 di assoggettamento alla VAS, chiedo alla giunta se sia legittimo l\u2019indice dello 0,02 mq\/mq previsto in alcuni Piani Urbanistici che introducono il limite massimo di edificabilit\u00e0 di zona, negli Ambiti  Agricoli di PUC, che porta la densit\u00e0 comunque a limiti inferiori, nel computo generale, di quelli previsti dal decreto del 1968; come si debbano comportare i Comuni che hanno una lottizzazione semi agricola (aree di presidio ambientale CE) che hanno indice 0,02 e possibilit\u00e0 di riportare altrettanto indice dalle zone E circostanti nel raggio di 500 mt e se sia legittima la richiesta della Regione di aggiornare i Piani Urbanistici per, eventualmente, diminuire gli indici in zona agricola superiori al 0,03 previsto dal d.m. del 1968\u201d.<\/p>\n<p>Per la giunta ha risposto l\u2019assessore all\u2019urbanistica Gabriele Cascino: \u201cNell\u2019interrogazione si fa confusione fa Prg e Puc. La lettera della Regione non aveva nulla di minaccioso, era una semplice lettera, non una delibera, che invitava i Comuni a fare il necessario ordine nelle previsioni urbanistiche. In particolare nella missiva si parla di zone omogenee dove nelle aree agricole sono previsti indici di edificabilit\u00e0 superiori a quelli ammessi. La questione \u00e8 emersa non tanto sui Puc approvati di recente, ma analizzando i piani regolatori approvati nel passato che si rifacevano ai vecchi piani di fabbricazione aumentando gli indici\u201d. <\/p>\n<p>E prosegue: \u201cIn particolare nella lettera invitiamo i Comuni a fare chiarezza e a decidere se mantenere per certe zone la destinazione agricola o se provvedere alla loro diversa qualificazione. Quella che abbiamo avviato \u00e8 solo una operazione chiarezza a favore dei cittadini e dei  proprietari di terreni che hanno a che fare con i vecchi piani di fabbricazione. Si dovr\u00e0 fare uno screening complessivo. Quello della Regione \u00e8 stato un invito rivolto ai Comuni a rendere pi\u00f9 coerente e pi\u00f9 adeguata dal punto di vista ambientale ed edificatorio la pianificazione comunale a quella regionale\u201d.<\/p>\n<p>Melgrati ha ribattuto: \u201cDa certo punto di vista l\u2019assessore mi ha conformato che la lettera travalica la sua competenza. Inoltre non ha risposto come \u00e8 possibile che, se un piano di fabbricazione prima del 1968 prevedeva determinati indici, il Prg varato dopo il 1968 ne prevede indici doppi. Come \u00e8 stato possibile che avvenisse una cosa del genere? Cosa hanno fatto gli uffici in tutti questi anni. La Regione ha scritto una semplice lettera, ma se ci sono state delle intemperanze l\u2019azione doveva essere durissima. Se nei piani regolatori sono previsti degli indici assurdi, come mai la Regione che li hanno accettati?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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