{"id":261288,"date":"2014-04-02T12:00:55","date_gmt":"2014-04-02T10:00:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=261288"},"modified":"2014-04-03T08:03:24","modified_gmt":"2014-04-03T06:03:24","slug":"dalla-torretta-dubai-la-nazionale-paralimpica-di-pesistica-ritiro-pre-mondiale-savona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/04\/dalla-torretta-dubai-la-nazionale-paralimpica-di-pesistica-ritiro-pre-mondiale-savona\/","title":{"rendered":"Dalla Torretta a Dubai: la Nazionale paralimpica di pesistica in ritiro pre-Mondiale a Savona"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Difficilmente, si sa, gli sport definiti \u201cminori\u201d riescono ad avere tutto lo spazio che meriterebbero. A Savona, in mezzo a tante altre storie di sport, ce n\u2019\u00e8 una che merita di essere raccontata: \u00e8 quella che ruota intorno al direttore tecnico della nazionale paralimpica di pesistica, il savonese Sandro Boraschi, che proprio nella sua citt\u00e0, con il suppoorto della Federazione, ha allestito un \u201cCentro di Preparazione Paralimpica\u201d nella \u201cPalextra\u201d di via Monteverdi, nel quartiere di san Michele. Proprio all\u2019ombra della Torretta, fino a domani, gli atleti della Nazionale italiana sono in ritiro in vista del campionato mondiale che si disputer\u00e0 presso il \u201cDubai Club for the disabled\u201d, negli Emirati Arabi, dal 5 all\u201911 aprile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_753\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_753\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nella palestra savonese, da sabato scorso, si stanno allenando i due azzurri convocati per la rassegna iridata: Martina Barbierato, ventenne di Rivoli (To), e Matteo Cattini, 29 anni da Suzzara (Mn). \u201cOspitiamo la nazionale azzurra in ritiro pre-Mondiale, la palestra \u00e8 ovviamente attrezzata per loro, priva di barriere architettoniche e pu\u00f2 contare su un discreto numero di tecnici federali specializzati proprio nell\u2019attivit\u00e0 della pesistica paralimpica \u2013 spiega il dt Sandro Boraschi -. Mi occupo di attivit\u00e0 sportiva paralimpica da circa otto anni e da due anni a questa parte collaboro con la Federpesistica proprio per questo particolare settore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome Federpesistica abbiamo iniziato l\u2019attivit\u00e0 internazionale nel 2012 e abbiamo una sessantina di atleti tesserati a livello nazionale di cui quattro entrano a far parte ciclicamente del giro azzurro. Questo \u00e8 il ritiro specifico per la trasferta negli Emirati Arabi: partiremo domani da Genova alla volta di Dubai per i Campionati Mondiali. Qui con me ci sono due atleti ai quali si aggiunger\u00e0 il tecnico fiorentino Filippo Piegari. A Dubai troveremo circa 400 atleti provenienti da tutto il mondo in rappresentanza di 64 nazioni\u201d precisa il \u201ccoach\u201d azzurro.<\/p>\n<p>Il team italiano voler\u00e0 a Dubai con buone aspettative: \u201cSperiamo di confermare i risultati ottenuti a gennaio agli Hungarian Open dove Matteo Cattini, atleta nella categoria 72 kg, ha centrato i minimi paralimpici. Un risultato, gi\u00e0 superato pi\u00f9 volte in allenamento, che va riconfermato in gara. Mentre per Martina Barbierato, atleta juniores, abbiamo qualche aspettativa in pi\u00f9: l\u2019atleta piemontese detiene infatti il record mondiale di categoria e, di conseguenza, a lei si chiede qualcosa di pi\u00f9..\u201d conclude Boraschi.<\/p>\n<p>I due atleti, che a Savona ormai si sentono quasi \u201cdi casa\u201d visto che spesso si allenano qui, oggi ultimeranno la preparazione in vista della competizione. Martina, che nonostante la giovane et\u00e0 parla con la maturit\u00e0 di una \u201cveterana\u201d, non si nasconde: \u201cE\u2019 una gara molto importante perch\u00e9 vale anche come qualificazione per paralimpiadi del 2016 a Rio De Janeiro. Mi sento in forma, sto imparando nuove tecniche che stanno funzionando e sono molto carica e positiva per la gara\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQui a Savona ci troviamo bene, la palestra dove ci alleniamo \u00e8 attrrezzata con le panche e i materiali ideati per la nostra disciplina quindi \u00e8 una sede ottimale\u201d racconta Martina che, senza farsi frenare da una malformazione congenita ad un piede, pratica questo sport ormai da quasi sei anni: \u201cQuando ho iniziato, per quattro anni, non ho partecipato a nessuna gara di rilevanza e poi dal primo italiano, due anni fa, \u00e8 partito tutta l\u2019avventura dell\u2019attivit\u00e0 paralimpica e della nazionale\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019altro azzurro che sar\u00e0 in pedana a Dubai, Matteo Cattini, ha in testa un solo obiettivo: \u201cSperiamo di fare bene e di riuscire a confermare i minimi paralimpici. Siamo molto emozionati, ma ci stiamo allenando il pi\u00f9 possibile per fare il meglio. L\u2019obiettivo \u00e8 certamente centrare i minimi per Rio: ho lavorato duramente per questo e ora stiamo cercando di sistemare le ultime cose proprio per farcela\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOrmai sono cinque anni che pratico questo sport. Dopo l\u2019incidente \u2013 a causa del quale ha perso la gamba sinistra \u2013 ho ricominciato ad andare in palestra e poi il mio allenatore ha iniziato a farmi fare delle gare fino a quando ho conosciuto Boraschi e uno degli atleti che allenava, Simone Capelli. Proprio loro mi hanno stimolato a fare di pi\u00f9. Da quel momento sono stato coinvolto ancora di pi\u00f9 e spinto a fare sempre meglio\u201d spiega Cattini.<\/p>\n<p>Qualla di Dubai per gli atleti della FIPE (federazione italiana pesistica) sar\u00e0 la prima partecipazione ad una manifestazione cos\u00ec importante, ma, come spiega il direttore tecnico della Nazionale Boraschi, il lavoro dell\u2019ultimo anno non pu\u00f2 che dare la carica alla spedizione azzurra: \u201cI risultati conseguiti ai Campionati europei di Aleksin (in Russia nel maggio 2013), ai campionati asiatici di Kuala Lumpur (in Malesia nel novembre 2013) e all\u2019Hungarian Open di Eger (Ungheria a gennaio 2014) lasciano ben sperare\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Difficilmente, si sa, gli sport definiti \u201cminori\u201d riescono ad avere tutto lo spazio che meriterebbero. 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