{"id":261142,"date":"2014-03-31T16:01:45","date_gmt":"2014-03-31T14:01:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=261142"},"modified":"2014-04-01T11:21:05","modified_gmt":"2014-04-01T09:21:05","slug":"segregata-casa-per-due-anni-dal-marito-e-dal-cognato-26enne-conferma-accuse-durante-incidente-probatorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/03\/segregata-casa-per-due-anni-dal-marito-e-dal-cognato-26enne-conferma-accuse-durante-incidente-probatorio\/","title":{"rendered":"Segregata in casa per due anni dal marito e dal cognato: 26enne conferma accuse durante incidente probatorio"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora.<\/strong> Nel febbraio scorso due fratelli marocchini, Rahal e Abdelkader El Karroui, rispettivamente di 40 e 30 anni, erano stati arrestati con l\u2019accusa di aver tenuto segregata in casa per due anni, picchiandola e maltrattandola, la moglie del secondo. Questa mattina la ragazza, T.B. di 26 anni, \u00e8 stata ascoltata nel corso di un incidente probatorio che \u00e8 stato celebrato davanti al giudice Fiorenza Giorgi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel corso dell\u2019audizione protetta la ragazza ha ribadito le accuse contro i due uomini confermando la versione dei fatti che aveva gi\u00e0 esposto ai carabinieri. Secondo l\u2019accusa i due uomini avrebbero costretto la donna a rimanere sempre chiusa in casa, ad Andora, trattandola come una vera e propria schiava. Inoltre, praticamente con frequenza quotidiana, il marito (ma in un\u2019occasione anche il fratello) avrebbe picchiato la ventiseienne colpendola con calci e pugni. Violenze che T.B., ora ospite di una casa famiglia, ha documentato fotografando i segni che giorno dopo giorno le botte lasciavano sul suo corpo. Immagini che sono state consegnate ai carabinieri dopo l\u2019arresto di Rahal e Abdelkader El Karroui.<\/p>\n<p>I due nordafricani, che sono difesi dall\u2019avvocato Andrea Alpicrovi, devono rispondere di maltrattamenti, lesioni, atti persecutori continuati e sequestro di persona. Era stata proprio la ventiseienne, ormai esasperata, a chiedere aiuto ai carabinieri che avevano posto fine alla sua prigionia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. 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