{"id":261018,"date":"2014-03-28T17:52:26","date_gmt":"2014-03-28T16:52:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=261018"},"modified":"2014-03-28T17:52:26","modified_gmt":"2014-03-28T16:52:26","slug":"savona-spariti-soldi-per-il-restauro-della-chiesetta-di-nostra-signora-degli-angeli-parrocchiani-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/03\/savona-spariti-soldi-per-il-restauro-della-chiesetta-di-nostra-signora-degli-angeli-parrocchiani-rivolta\/","title":{"rendered":"Savona, spariti i soldi per il restauro della chiesetta di Nostra Signora degli Angeli: parrocchiani in rivolta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Il restauro della chiesetta di Nostra Signora degli Angeli, i soldi raccolti per realizzarlo spariti, una fotografia di Papa Giovanni Paolo II rimossa da una parete della chiesa di San Giuseppe e un gruppo di parrocchiani. Non \u00e8 la trama di un romanzo dall\u2019ambientazione in stile \u201cCodice Da Vinci\u201d, ma sono, in sintesi, i tasselli di quello che realmente sta succedendo in una parrocchia di Savona, quella di San Giuseppe, appunto, dove alcuni parrocchiani hanno voluto rendere pubblica una situazione che sembra avere dell\u2019incredibile.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_998\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_998\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il gruppo di fedeli denuncia infatti che i soldi raccolti negli ultimi anni per restaurare la chiesetta sulle alture savonesi siano spariti, ma anche che l\u2019attuale parroco non stia favorendo il progetto di recupero a proseguire. Sacerdote e parrocchiani, tra accuse e secche smentite, sarebbero orami ai ferri corti.<\/p>\n<p>Ecco la situazione cos\u00ec come la descrive il gruppo di fedeli (che dicono di credere \u201cancora in valori troppo spesso dimenticati\u201d) attraverso una lunga lettera: \u201cUna storia lunga pi\u00f9 di quattro secoli fatta di pensieri, ricordi, emozioni ormai lontane, lacrime, sorrisi, albe e infiniti tramonti che hanno portato fino a noi il ricordo di quel frate che sul finire del XVI secolo edific\u00f2 la chiesa di Nostra Signora degli Angeli sul Monte Ornato di Savona. Una lunga storia racchiusa nel cuore di tante persone che una generazione dopo l\u2019altra l\u2019hanno tramandata fino a noi. Una storia che non deve finire, ma che finir\u00e0 se non interverremo, perch\u00e9 ormai le condizioni precarie dell\u2019edificio non lasciano scampo! La copertura del tetto in ardesia \u00e8 ormai gravemente compromessa e l\u2019acqua entrando all\u2019interno della chiesa ha procurato un inarrestabile processo di deterioramento della muratura mettendo a dura prova la stabilit\u00e0 dell\u2019intero edificio. Nel giro di poco tempo di quella piccola chiesa non resteranno che ruderi coperti da rovi; Esattamente come accadde nei primi anni del novecento quando \u201cnon rimasero che muri, come braccia imploranti verso il cielo. Proprio allora si lev\u00f2 la voce di Filippo Noberasco e da Roma quella di Paolo Boselli affinch\u00e9 i savonesi contribuissero \u2018con un obolo o una parte di superfluo\u2019 alla ricostruzione della chiesa dedicata alla Beate Marie Angelorum. La piccola chiesa era allora sotto la giurisdizione della parrocchia di San Francesco da Paola e grazie soprattutto alla determinazione del parroco Mons. Tomaso Fonticelli, che si fece carico di sostenere l\u2019onere dei lavori, nel 1930 la chiesa fu riedificata. Il passivo derivato dalla ricostruzione fu colmato dalla parrocchia solo diciannove anni dopo, grazie alle offerte raccolte. Un episodio che dovrebbe \u201cfar pensare\u201d se confrontato con quanto sta succedendo adesso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel 2007, cos\u00ec come allora, la voce di tanti savonesi si \u00e8 levata affinch\u00e9 qualcuno si prendesse a cuore la sorte della chiesa intitolata alla Madonna degli Angeli. E\u2019 stato dato il via a una raccolta di offerte destinate al restauro e nel 2012 l\u2019edificio \u00e8 stato candidato al 6\u00b0 Censimento FAI. Sono stati raccolti fondi grazie alla sottoscrizione e raggiunto un traguardo inaspettato, infatti, con 13.664 preferenze, la Madonna degli Angeli ha conquistato il 1\u00b0 posto assoluto in Liguria fra migliaia di Luoghi del Cuore candidati. Dopo quasi nove lustri dal suo predecessore, \u00e8 stato don Giuseppe Militello a farsi promotore del restauro della Madonna degli Angeli, essendo questa dal 1959 sotto la giurisdizione della parrocchia di San Giuseppe. A conferma dell\u2019impegno del parroco una comunicazione dell\u2019Ufficio Stampa della Curia Diocesana di Savona-Noli pubblicato sul bollettino n\u00b0 19 dell\u201911.05.2009. E\u2019 stato elaborato un progetto grazie alla cortese disponibilit\u00e0 di un architetto e di un ingegnere, da sottoporre alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria al fine di ottenere l\u2019autorizzazione al restauro e contestualmente si sono susseguiti incontri per chiedere i permessi necessari per una manutenzione ordinaria, ormai indispensabile, alla strada bianca che salendo da via Fontanassa conduce al sagrato della chiesa. E\u2019 stato tutto vano\u201d scrivono i parrocchiani.<\/p>\n<p>\u201cIl parroco \u2013 si legge ancora nella lettera \u2013 \u00e8 stato trasferito, i soldi raccolti non ci sono pi\u00f9, persi chiss\u00e0 dove tra i meandri della contabilit\u00e0 della parrocchia di San Giuseppe e questo nonostante fosse ben chiara la destinazione d\u2019uso di quelle offerte! Le 13.664 firme raccolte non sono servite a nulla perch\u00e9 il nuovo parroco, don Riccardo di Gennaro ha negato, a suo dire per una valida ragione, l\u2019autorizzazione a partecipare all\u2019ultima fase del Censimento Fai, quella che avrebbe dovuto assegnare al nostro Luogo del Cuore un contributo finanziario per coprire almeno una piccola parte dell\u2019intervento di restauro. Ha inoltre \u2018consigliato\u2019 di non proseguire l\u2019elaborazione del progetto e quindi di abbandonare ogni speranza di poter restaurare quel piccolo edificio. A questo punto la domanda di noi parrocchiani \u00e8 una sola perch\u00e9?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer quale ragione chiederci di dimenticare un luogo tanto caro ai savonesi, lasciando che il tempo e l\u2019incuria portino via per sempre un frammento della nostra storia? Tantissimi savonesi sono saliti, nel corso dei secoli lungo le pendici del Monte Ornato fino a raggiungere la chiesa, ma tanto, troppo tempo \u00e8 trascorso da quando erano allestite bancarelle per la festa annuale e intorno all\u2019edificio echeggiavano le voci di tanti bambini accorsi fin lass\u00f9 per arrampicarsi sull\u2019albero della cuccagna. I ricordi sono piccoli frammenti della nostra esistenza, fatti di parole, gesti, emozioni e profumi. Sono istanti \u2018persi\u2019 nel corso della nostra vita ma ritrovati tra le pieghe della memoria. E l\u00ec, sul sagrato di questa piccola chiesa, i ricordi di tanti savonesi \u2018si specchiano\u2019 nella memoria restituendoci la loro malinconica immagine. Come possiamo dimenticare le 13.664 persone, savonesi e non, che con la loro firma speravano di dare \u2018voce e luce\u2019 al \u2018nostro\u2019 Luogo del Cuore, o coloro che nati e cresciuti nell\u2019amorevole abbraccio della Beate Marie Angelorum sperano di rivedere quella chiesa un\u2019altra volta risorta? Chiediamo a gran voce e con il cuore che tutto questo non sia dimenticato, nascondendo un categorico no dietro alla giustificazione che tanto non ci sono fondi disponibili e problemi pi\u00f9 \u2018importanti\u2019 da risolvere! Chiediamo rispetto e chiarezza soprattutto sulla destinazione dei 24.614,68 euro raccolti per il restauro. Una cifra forse modesta ma che aveva un valore simbolico ben pi\u00f9 grande di quello venale, perch\u00e9 era testimonianza di voti, preghiere, ringraziamenti rivolti alla Beate Marie Angelorum!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa comunit\u00e0 parrocchiale, almeno in buona parte \u00e8 delusa, amareggiata per quanto successo. Quando poi accadono fatti come l\u2019aver tolto dalla parete della chiesa di San Giuseppe l\u2019immagine di papa Giovanni Paolo II, riducendolo a un gesto che \u2018non merita di certo discussioni tanto sentite\u2019, \u2018senza pensare\u2019 a chi davanti a quell\u2019immagine aveva pregato, sperato o solo sorriso per essere stato \u2018ascoltato\u2019, allora cercare un dialogo diventa davvero difficile. Da un parroco ci si aspetterebbe, forse retaggio di antiche tradizioni popolari, comprensione, umilt\u00e0, disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto e invece don Riccardo Di Gennaro \u00e8 irremovibile, fermo nella convinzione di essere perseguitato ingiustamente, anche se nessuno l\u2019ha mai accusato per le offerte \u2018sparite\u2019. Ognuno di noi ha compreso che la difficile situazione economica \u2018ereditata\u2019 dal suo predecessore \u00e8 assolutamente indipendente dalla sua volont\u00e0, ma sicuramente in tanti si sono sentiti \u2018feriti\u2019 quando ha definito l\u2019immagine di Wojtyla, rimossa dalla parete della chiesa solo un \u2018brutto quadro\u2019! Decisioni prese senza coinvolgere la Comunit\u00e0, forse perseguendo buone intenzioni, ma senza fare la cosa pi\u00f9 semplice\u2026rispettare la sensibilit\u00e0 di chi condivide con lui il cammino della vita\u201d concludono i parrocchiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Il restauro della chiesetta di Nostra Signora degli Angeli, i soldi raccolti per realizzarlo spariti, una fotografia di Papa Giovanni Paolo II rimossa da una parete della chiesa di San Giuseppe e un gruppo di parrocchiani. 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