{"id":259467,"date":"2014-03-08T11:26:44","date_gmt":"2014-03-08T10:26:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=259467"},"modified":"2014-03-08T16:39:16","modified_gmt":"2014-03-08T15:39:16","slug":"allarme-di-confartigianato-export-ligure-boicottato-da-fisco-e-burocrazia-nel-savonese-crescono-manifatturiero-e-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/03\/allarme-di-confartigianato-export-ligure-boicottato-da-fisco-e-burocrazia-nel-savonese-crescono-manifatturiero-e-alimentare\/","title":{"rendered":"Allarme di Confartigianato: &#8220;Export ligure boicottato da fisco e burocrazia&#8221;. Crescono manifatturiero e alimentare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Anche le imprese della Liguria devono fare i conti con il gap fiscale che colpisce l\u2019export del made in Italy, in calo del 6,5% tra 2012 e 2013, e che ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro. Secondo l\u2019Ufficio studi di Confartigianato Liguria, sulla base di dati Istat e Banca Mondiale, le imprese che producono in Italia ed esportano oltre i confini nazionali, pagano, in media, il 15,5% in pi\u00f9 di tasse rispetto alle aziende concorrenti degli altri Paesi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_292\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_292\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un export, quello italiano, e in particolare quello artigiano, \u201cboicottato\u201d dalla fiscalit\u00e0 interna, che lo costringe a pagare uno scotto di oltre 13 miliardi sui quasi 390 ricavati dal made in Italy venduto nei 15 principali mercati europei (e che rappresentano i due terzi dell\u2019export totale italiano). Non a caso l\u2019Italia, sui 139 Paesi presi in considerazione dalla Banca Mondiale, \u00e8 tra i primi posti nella classifica della tassazione pi\u00f9 elevata, con un Total tax rate (cio\u00e8 l\u2019indice che rapporta tutte le tasse pagate ai profitti totali di un\u2019impresa media) addirittura del 65,8%. Questo significa che le imprese italiane pagano un gap fiscale in quasi tutti i Paesi di destinazione del nostro manifatturiero: in primis la Svizzera, con cui lo svantaggio competitivo fiscale \u00e8 del 27,5%, seguito da quello inglese (25,5%) e polacco (21%).<\/p>\n<p>\u201cSembra che l\u2019obiettivo del fisco in Italia sia quello di costringere le nostre imprese a operare totalmente all\u2019estero, portando oltre i confini nazionali non solo i prodotti, ma anche la produzione stessa \u2013 spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria \u2013 Occorre un ridimensionamento della pressione fiscale, per porre un freno a una situazione che va anche a incidere sulla competitivit\u00e0 delle nostre realt\u00e0 manifatturiere, in particolare di quelle situate nei territori di confine, in cui opera l\u201911% dell\u2019imprenditoria italiana e dove la vocazione artigiana conta 198 mila realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ma si calcola che l\u2019imprenditoria italiana debba fare i conti anche con un altro tipo di gap, non meno dannoso: quello burocratico. I tempi di pagamento delle imposte, molto pi\u00f9 lunghi di quelli europei, arrivano a 269 ore all\u2019anno: 137 ore in pi\u00f9 rispetto a quanto si impiega in Francia, ben 206 in pi\u00f9 nei confronti della Svizzera. Va un po\u2019 meglio alle province di confine del Nord Est, dove il gap burocratico con la Slovenia \u00e8 di sole 9 ore.<\/p>\n<p>Ostacoli, fiscali e burocratici, che vanno a intralciare un export del manifatturiero che, nella sola piccola imprenditoria ligure, ha valso oltre 707 milioni nel 2013, con un +19,6% rispetto al 2012. Si tratta non solo della crescita maggiore del Nord Italia, ma anche di un valore quasi cinque volte superiore alla media italiana (4,1%). A tirare sono i settori dell\u2019alimentare (226 milioni, +5,5%), i prodotti in metallo (286 milioni, +49,7%) e la fabbricazione di mobili (21 milioni, +26%). Segno meno invece per abbigliamento (36,5 milioni, -1,6%), e prodotti in pelle (22 milioni, -1,8%). <\/p>\n<p>Osservando la dinamica provinciale, crescono nel savonese soprattutto l\u2019export del manifatturiero (+14,3% per quasi 35 milioni di merce venduta) e quelli del settore alimentare (+16%, 15,5 milioni di euro di prodotti esportati).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Anche le imprese della Liguria devono fare i conti con il gap fiscale che colpisce l\u2019export del made in Italy, in calo del 6,5% tra 2012 e 2013, e che ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro. 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