{"id":259183,"date":"2014-03-04T16:49:58","date_gmt":"2014-03-04T15:49:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=259183"},"modified":"2014-03-05T10:33:49","modified_gmt":"2014-03-05T09:33:49","slug":"accusa-lamante-di-aver-rubato-fucili-del-marito-ma-poi-ritratta-con-una-lettera-43enne-giudizio-per-furto-assolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/03\/accusa-lamante-di-aver-rubato-fucili-del-marito-ma-poi-ritratta-con-una-lettera-43enne-giudizio-per-furto-assolto\/","title":{"rendered":"Accusa l&#8217;amante di aver rubato i fucili del marito, poi ritratta con una lettera: 43enne a giudizio per furto assolto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Lui, lei, l\u2019altro e un furto di fucili. Sono gli ingredienti di una storia che, se non fosse finita in un aula di tribunale, sembrerebbe pi\u00f9 che altro la trama di una soap opera televisiva. Invece non c\u2019\u00e8 nessuna finzione, ma solo il racconto di quello che \u00e8 realmente successo in un paese dell\u2019entroterra albenganese: dalla cantina di un sessantaquattrenne vengono rubati cinque fucili ed una pistola, la moglie della vittima del furto accusa il suo amante, un quarantatreenne, di averli rubati, salvo poi ritrattare tutto spiegando di aver detto una bugia perch\u00e9 arrabbiata con lui.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_782\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_782\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per l\u2019amante della signora, finito a giudizio con l\u2019accusa di furto aggravato, ma anche di danneggiamento (nella notte del furto all\u2019auto della donna erano state tagliate le gomme e rigata la carrozzeria), questa mattina in tribunale \u00e8 arrivata una sentenza di assoluzione. Per lei invece, una cinquantaduenne, il pm ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per il reato di calunnia. E\u2019 stata la stessa moglie della vittima del furto ad ammettere nero su bianco, attraverso una lettere spedita per raccomandata all\u2019amante, di aver raccontato una bugia \u201cperch\u00e9 avevamo litigato per gelosia ed ero arrabbiata con te\u201d.<\/p>\n<p>Nel messaggio prodotto oggi in aula dal legale dell\u2019imputato, l\u2019avvocato Paolo Gianatti, la donna scagiona il suo amante da ogni accusa: \u201cTi scrivo questa lettera per scusarmi di una bugia detta ai carabinieri sul furto dei fucili di mio marito. Mi sono resa conto che, andando a finire in tribunale, prima o poi la mia bugia sarebbe venuta fuori. Ho detto di aver visto te entrare in cantina quando non era vero. Ho visto veramente una persona fuori dalla cantina trafficare sulla porta, ma non posso dire che fossi tu\u201d. <\/p>\n<p>Un dietrofront che, di fatto, ha scagionato il quarantenne. L\u2019uomo infatti era finito nei guai solo a causa delle dichiarazioni rese davanti ai carabinieri dalla moglie della vittima del furto. Il giorno seguente alla denuncia, presentata nell\u2019agosto del 2010, i militari avevano anche fatto un sopralluogo nell\u2019abitazione del presunto ladro senza per\u00f2 trovare alcuna traccia delle armi (che non sono mai state ritrovate). La colonna portante dell\u2019accusa erano quindi le dichiarazioni della donna che, venute a mancare, hanno aperto la strada dell\u2019assoluzione per l\u2019imputato. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Lui, lei, l\u2019altro e un furto di fucili. Sono gli ingredienti di una storia che, se non fosse finita in un aula di tribunale, sembrerebbe pi\u00f9 che altro la trama di una soap opera televisiva. 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