{"id":259004,"date":"2014-03-01T08:25:33","date_gmt":"2014-03-01T07:25:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=259004"},"modified":"2014-03-01T15:54:54","modified_gmt":"2014-03-01T14:54:54","slug":"il-2013-anno-nero-per-le-imprese-artigiane-liguria-penultima-italia-4600-attivita-hanno-chiuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/03\/il-2013-anno-nero-per-le-imprese-artigiane-liguria-penultima-italia-4600-attivita-hanno-chiuso\/","title":{"rendered":"Il 2013 anno nero per le imprese artigiane, Liguria penultima in Italia: 4600 attivit\u00e0 hanno chiuso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Quello appena passato \u00e8 un altro anno da dimenticare per la Liguria. Nel 2013 la demografia delle imprese artigiane \u00e8 negativa in tutto il territorio nazionale (-1,94% con oltre 120 mila chiusure), ma \u00e8 proprio la nostra regione, insieme alla Sardegna, a registrare i dati peggiori. Secondo l\u2019Ufficio Studi di Confartigianato Liguria su dati Infocamere-Movimprese, nel 2013 lo stock delle imprese liguri artigiane \u00e8 calato del 3,08%, a fronte di un -2% del Nord-Ovest.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_235\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_235\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ci\u00f2 significa che quasi 4.600 realt\u00e0 hanno chiuso i battenti, mentre ad avviare una nuova attivit\u00e0 sono state poco pi\u00f9 di 3.100. Peggio di noi solo la Sardegna, all\u2019ultimo posto in Italia, con un calo del 3,22% (e 3.093 cessazioni). Sostanzialmente invariata la situazione in Campania (-0%), Trentino Alto Adige (-0,5%), Lazio (-0,97%) e Valle d\u2019Aosta (-1,04%).<\/p>\n<p>Osservando il 2013 a livello provinciale, la Liguria registra un primato negativo con Imperia, fanalino di coda italiano con ben 1.358 cessazioni in un anno, a fronte di 507 aperture, per un saldo negativo di oltre il 10%. Nell\u2019ultimo anno anche Savona e La Spezia registrano un andamento negativo, ma meno deciso rispetto a quello dell\u2019estremo Ponente ligure: le chiusure sono state, rispettivamente, 853 e 595, con un tasso di decrescita di poco superiore al 2% in entrambi i casi. Tiene invece Genova, con un tasso negativo dell\u20191%: 1.525 aperture contro 1.775 chiusure per il capoluogo ligure. Nel resto del Paese, troviamo gli unici dati positivi nelle province di Isernia (+3,69%), Napoli (+2,73%) e Trieste e Gorizia, entrambe con una dinamica sostanzialmente invariata.<\/p>\n<p>\u201cNonostante un\u2019apparente tenuta delle costruzioni nel corso del 2012 \u2013 spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria \u2013 il settore, insieme al manifatturiero, ha fatto registrare i cali pi\u00f9 pesanti nel 2013. In Italia il saldo negativo \u00e8 stato del 3% nel primo caso e del 2,2% nel secondo. Ma in Liguria \u00e8 andata ancora peggio: costruzioni in calo del 4,55% e manifatturiero sotto di quasi 4 punti percentuali. Si tratta di 2.752 chiusure nel primo comparto, riconducibili principalmente a cessazioni di partite Iva individuali, e di 719 artigiani del manifatturiero, settori vitali per la nostra economia: auspichiamo che il nuovo governo mantenga le promesse ed intervenga urgentemente con misure concrete per rimettere in moto l\u2019economia interna, a partire dal tessuto delle microimprese, principale motore proprio della nostra regione\u201d.<\/p>\n<p>Anche in questo caso la decrescita peggiore \u00e8 a Imperia, segue Savona, seconda provincia in Liguria per numero di imprese all\u2019attivo nei due settori (circa 5.900 realt\u00e0 artigiane). Infine, Genova, che conta quasi 11 mila imprese di costruzioni e oltre 4 mila di manifatturiero, regge nel primo caso (lieve calo di mezzo punto percentuale, con 900 chiusure e 838 nuove aperture), mentre registra un -3,25% nel secondo comparto (336 cessazioni e 205 nuove realt\u00e0 attive).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Quello appena passato \u00e8 un altro anno da dimenticare per la Liguria. Nel 2013 la demografia delle imprese artigiane \u00e8 negativa in tutto il territorio nazionale (-1,94% con oltre 120 mila chiusure), ma \u00e8 proprio la nostra regione, insieme alla Sardegna, a registrare i dati peggiori. 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