{"id":258928,"date":"2014-02-27T20:18:43","date_gmt":"2014-02-27T19:18:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=258928"},"modified":"2014-02-28T12:42:26","modified_gmt":"2014-02-28T11:42:26","slug":"arresto-saroldi-retroscena-dellinchiesta-il-comandante-dei-vigili-assicurava-il-sindaco-fa-quello-che-dico-io","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/02\/arresto-saroldi-retroscena-dellinchiesta-il-comandante-dei-vigili-assicurava-il-sindaco-fa-quello-che-dico-io\/","title":{"rendered":"Arresto Saroldi, i retroscena: il comandante dei vigili assicurava &#8220;il sindaco fa quello che dico io&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Spotorno<\/strong>. \u201cHot Velox\u201d: luglio 2013. L\u2019inchiesta che ha portato all\u2019arresto del comandante dei vigili di Spotorno Andrea Saroldi inizia infatti nell\u2019estate di un anno fa, ovvero nel momento in cui Germano Damonte, il titolare della cooperativa sociale \u201cArcadia\u201d (che ha in appalto la gestione delle spiagge libere attrezzate e la manutenzione della segnaletica stradale per il Comune), decide di denunciare in Procura quello che stava accadendo intorno al numero uno del comando della polizia municipale spotornese.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_552\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_552\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_552').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_552\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 l\u2019inizio della fine per Saroldi che ieri \u00e8 finito ai domiciliari con le accuse di concussione e corruzione per un atto contrario ai pubblici uffici e per il suo collega Claudio Ghizzoni, in servizio a Podenzana, anch\u2019esso finito in manette (ma non in carcere) con l\u2019accusa di corruzione. La storia raccontata da Damonte \u00e8 circostanziata e puntuale tanto da convincere gli inquirenti a muoversi subito per indagare pi\u00f9 a fondo. E allora di l\u00ec a poco partono le intercettazioni ambientali, telefoniche e le immagini riprese con le microspie che \u201cdocumentano \u2013 come precisa il gip Emilio Fois nell\u2019ordinanza di custodia cautelare \u2013 autonomamente i pagamenti e le pressioni poste in essere mediante linguaggio verbale e non verbale\u201d.<\/p>\n<p>Telefonata dopo telefonata, incontro dopo incontro, ecco delinearsi quindi con precisione il quadro accusatorio nei confronti di Saroldi che, secondo gli investigatori, ha ricevuto mazzette dall\u2019Arcadia, a partire dal 2011, per 24 mila euro in cambio degli appalti per i lavori di manutenzione della segnaletica stradale. La richiesta di denaro a Damonte, in realt\u00e0, sarebbe partita in maniera diversa: il comandante aveva chiesto all\u2019imprenditore nell\u2019estate del 2011 un prestito \u201cper motivazioni personali\u201d. Denaro che Saroldi si sarebbe poi rifiutato di restituire con il monito che \u201c\u00e8 lui a scegliere le cooperative da invitare alle gare\u201d.<\/p>\n<p>Da quel momento in poi le richieste di soldi si sarebbero succedute una dopo l\u2019altra: settemila euro nel 2012 in vista della nuova gara di appalto; poi nell\u2019aprile del 2013, dopo che l\u2019Arcadia aveva vinto l\u2019ultima gara di appalto, la richiesta di altri novemila euro, seguita dalla minaccia di non invitare la cooperativa alla gara del 2014. Somme che in parte (7500 euro in due tranche \u201ccon contante prelevato dalla gestione delle spiagge libere\u201d) era stato pagato.<\/p>\n<p>Poi si arriva ai fatti della scorsa estate, quelli documentati con le intercettazioni ambientali, quando il comandante della Municipale parla di un aumento dell\u2019appalto fino a 40 mila euro, ma in cambio di una dazione del dieci per cento (quattromila euro). E arrivano altri scambi di mazzette tutti documentati dalle riprese della polizia (le immagini in cui si vede anche Saroldi \u201cscostare la giacca ed appoggiare la mano sul calco della pistola d\u2019ordinanza\u201d mentre riceve il contante). Incontri durante i quali il comandante sottolineava il suo potere decisionale: \u201cGli uomini da tenere buoni siamo io e Riccobene..il resto non conta. Sono solo chiacchiere di gente che non conta niente\u201d, \u201cil sindaco non fa niente che io non voglio\u201d.<\/p>\n<p>Proprio \u201cl\u2019attivit\u00e0 di indagine \u2013 si legge ancora nell\u2019ordinanza \u2013 ha offerto immediato conforto alle dichiarazioni di Damonte. ed anzi ha consentito di registrare le continue richieste del Saroldi ed alcune consegne di denaro contante da parte della persona offesa\u201d. E fin qui il caso riguardante l\u2019accusa di concussione. Proprio grazie alle intercettazioni infatti gli investigatori si imbattono nel secondo filone di indagine, quello relativo alla corruzione e che coinvolge Ghizzoni.<\/p>\n<p>Gli inquirenti, ascoltando le conversazioni tra Saroldi e il collega di Podenzana, nonch\u00e9 titolare della Igea Srl, iniziano ad indagare sugli autovelox installati nel Comune di Spotorno e forniti proprio dalla societ\u00e0 di Ghizzoni. Sotto esame finiscono l\u2019acquisto di tre dissuasori di tipo Blindobox per 10 mila e 800 euro, il noleggio mensile di un\u2019apparecchiatura fissa per il controllo della velocit\u00e0 (impegno di spesa 18 mila e 240 euro), l\u2019aggiudicazione definitiva in favore della Igea srl della gara finalizzata al noleggio per 24 mesi di una postazione fissa per l\u2019accertamento automatico delle infrazioni. Spese che non sarebbero state giustificate per un comune piccolo come quello di Spotorno, anche alla luce della dotazione di autovelox \u201cpi\u00f9 che adeguata\u201d dell\u2019amministrazione.<\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 2013 invece si concretizza l\u2019accordo per un altro noleggio di un autovelox mobile diurno e notturno. Dietro l\u2019operazione ancora una volta c\u2019\u00e8 il pagamento di \u201calcune somme di denaro contante ancora non quantificate, per diverse centinaia di euro\u201d. E poi ci sono le promesse al collega di dargli una mano a ottenere appalti in altre localit\u00e0 rivierasche. Un giro di \u201caffari\u201d illeciti che, da quanto emerge dalle intercettazioni, Saroldi sembrava voler espandere, dopo il Comune di Spotorno, a tutta la Riviera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spotorno. \u201cHot Velox\u201d: luglio 2013. 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