{"id":258644,"date":"2014-02-24T09:02:29","date_gmt":"2014-02-24T08:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=258644"},"modified":"2014-02-25T11:07:15","modified_gmt":"2014-02-25T10:07:15","slug":"rinchiusa-da-due-anni-schiava-di-marito-e-cognato-26enne-liberata-dai-carabinieri-ad-andora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/02\/rinchiusa-da-due-anni-schiava-di-marito-e-cognato-26enne-liberata-dai-carabinieri-ad-andora\/","title":{"rendered":"Rinchiusa da due anni, schiava di marito e cognato: 26enne liberata dai Carabinieri ad Andora"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora.<\/strong> Potrebbe sembrare impossibile che nel terzo millennio si debbano raccontare ancora episodi del genere, ma purtroppo \u00e8 realt\u00e0 la storia di T.B., 26enne marocchina giunta in Italia con il marito ed il cognato, con prospettive di una vita migliore, che si \u00e8 trovata invece a dover vivere un\u2019esistenza tragica e violenta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_474\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_474\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La ragazza da due anni era rinchiusa in una casa di Andora con il divieto di uscire: ogni sua richiesta veniva rifiutata con schiaffi e pugni, il suo unico dovere era quello di servire il marito ed il fratello alla stregua di una schiava.<\/p>\n<p>La giovane per\u00f2 non si \u00e8 mai data per vinta, ed all\u2019insaputa dei due uomini ha fotografato quotidianamente i segni e le lesioni sul suo corpo, segni indelebili di una storia che giorno dopo giorno diventava sempre pi\u00f9 violenta ed insopportabile. Un drammatico book fotografico mai pubblicato per la paura che quotidianamente accompagnava la sua vita e che avrebbe sicuramente portato ad una drammatica conclusione.<\/p>\n<p>Ma ieri pomeriggio, con coraggio ha deciso di chiamare i carabinieri e raccontare la sua storia. L\u2019operatore del 112, pur con difficolt\u00e0, per via di un linguaggio appena comprensibile, si \u00e8 reso conto della situazione e ha inviato immediatamente un\u2019autoradio dell\u2019aliquota radiomobile. Questa, giunta sul posto, ha dapprima soccorso la donna facendola accompagnare al Pronto Soccorso, e immediatamente dopo ha intercettato i due uomini, che cercavano di sottrarsi al controllo dei militari.<\/p>\n<p>Marito e cognato sono stati quindi accompagnati negli Uffici della Compagnia Carabinieri di Alassio, per l\u2019identificazione e i dovuti accertamenti del caso: si tratta di Rahal El Karroui, 40enne, e Abdelkader El Karroui, 30enne marito della donna.<\/p>\n<p>Provvidenziale \u00e8 stato il fatto che il capo equipaggio dell\u2019autoradio conoscesse numerose parole di arabo, condizione che immediatamente gli ha fatto comprendere la gravit\u00e0 della situazione raccontata dalla donna. Ulteriore sviluppo negli accertamenti si \u00e8 avuto grazie all\u2019intervento di un interprete che chiaramente ha potuto descrivere e raccontare la triste vicenda.<\/p>\n<p>Per la donna, ora in una struttura protetta, la fine di un incubo e la speranza di una vita migliore. Ai militari ha consegnato anche una scheda di memoria con tutte le fotografie delle violenze subite: per il Pubblico Ministero non ci sono stati dubbi, arresto immediato per maltrattamenti, lesioni, atti persecutori continuati e sequestro di persona. Saranno interrogati domani mattina dal gip Fiorenza Giorgi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. Potrebbe sembrare impossibile che nel terzo millennio si debbano raccontare ancora episodi del genere, ma purtroppo \u00e8 realt\u00e0 la storia di T.B., 26enne marocchina giunta in Italia con il marito ed il cognato, con prospettive di una vita migliore, che si \u00e8 trovata invece a dover vivere un\u2019esistenza tragica e violenta. 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