{"id":258160,"date":"2014-02-15T08:37:42","date_gmt":"2014-02-15T07:37:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=258160"},"modified":"2014-02-15T19:00:19","modified_gmt":"2014-02-15T18:00:19","slug":"confartigianato-simula-limpatto-di-una-liguria-senza-artigiani-sarebbe-un-disastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/02\/confartigianato-simula-limpatto-di-una-liguria-senza-artigiani-sarebbe-un-disastro\/","title":{"rendered":"Confartigianato simula l&#8217;impatto di una Liguria senza artigiani: &#8220;Sarebbe un disastro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Cosa accadrebbe se la Liguria dovesse improvvisamente fare a meno dei suoi 46 mila artigiani? L\u2019Ufficio studi di Confartigianato ha realizzato una simulazione che mostra un impatto tutto sommato contenuto sulla popolazione (diminuirebbe del 2,9%), ma un vero e proprio tsunami sull\u2019economia della regione e sulla qualit\u00e0 della vita degli abitanti. A partire dagli oltre 4,5 miliardi di euro in meno di valore aggiunto (-11,6%).<\/p>\n<p>A Genova l\u2019impatto pi\u00f9 pesante: il capoluogo perderebbe oltre 23 mila artigiani, con un calo del valore aggiunto di oltre 2 miliardi (-9,7%). Gli imprenditori savonesi sarebbero quasi 9.580 in meno, mentre a Imperia l\u2019impatto porterebbe via oltre 7.280 unit\u00e0 (in questi casi il valore aggiunto diminuirebbe, rispettivamente, di 1 miliardo e di 780 milioni). La Spezia perderebbe oltre 5.600 unit\u00e0 artigiane, con 590 milioni di euro in meno sul valore aggiunto.<\/p>\n<p>Un vero disastro a 360 gradi per la nostra regione: &#8220;Un\u2019ipotesi \u2013 commenta Giancarlo Grasso (<em>nella foto<\/em>), presidente di Confartigianato Liguria \u2013 che ci aiuta a capire quanto sia importante per la Liguria il lavoro degli artigiani. Se di colpo il nostro settore sparisse, il made in Liguria perderebbe un apporto dell\u20198,3%, equivalente a 482 milioni di euro. Ci sarebbero inevitabili conseguenze anche sulla disoccupazione, che passerebbe dall\u20198,6% al 15,2%. Si tratta di uno scenario, disastroso, che non abbiamo sviluppato a caso: marted\u00ec 18 febbraio saremo a Roma, in occasione della mobilitazione nazionale di Rete Imprese Italia, per chiedere proprio maggiori garanzie e sostegno per l\u2019artigianato e per tutto il tessuto produttivo delle Pmi italiane, da cui dipende il futuro del Paese&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019impatto di una Liguria senza artigiani sarebbe davvero catastrofico per il benessere dei cittadini. Rimarrebbero oltre 740 mila abitazioni senza manutenzione da parte di edili e installatori di impianti (la situazione peggiore a Genova, con oltre 405 mila case, a cui seguono Savona con 135 mila e Imperia e La Spezia con circa 100 mila abitazioni). Nei trasporti una situazione non meno grave, che vedrebbe un parco di oltre 844 mila veicoli senza alcuna manutenzione da parte dei carrozzieri liguri: di questi, 430 mila sarebbero a Genova, oltre 127 mila mezzi a Savona, circa 124 mila nell\u2019imperiese e 122 mila alla Spezia.<\/p>\n<p>Nei magazzini delle imprese di produzione e alle porte di negozi e uffici liguri rimarrebbero ben 32 milioni di tonnellate di merci non pi\u00f9 gestite dagli autotrasportatori artigiani: un impatto di 21 milioni di tonnellate nel genovesato, 4,7 milioni nello spezzino, 4,6 milioni a Savona e \u201csolo\u201d 1,7 milioni di tonnellate a Imperia. Inoltre, senza un\u2019adeguata manutenzione degli artigiani della filiera delle rinnovabili, rimarrebbero inanimati i 4.387 impianti fotovoltaici della Liguria (1.265 a Savona, 1.199 a Genova, 1.095 alla Spezia e 828 a Imperia) e i 30 impianti eolici regionali.<\/p>\n<p>Che dire poi del \u201cfood and fashion\u201d ligure: 795 mila cittadini dovrebbero fare a meno delle golosit\u00e0 prodotte dagli artigiani pasticceri e cioccolatieri, 492 mila non potrebbero pi\u00f9 recarsi nei panifici o nelle rosticcerie. Sarebbero oltre 10.600 i matrimoni celebrati senza un abito nuziale di sartoria artigiana o senza un fotografo professionista. Oltre 736 mila donne dovrebbero rinunciare al parrucchiere o all\u2019estetista. Circa 1,5 milioni di persone potrebbero ancora vestirsi, arredare la casa e fare un regalo, ma non potranno contare sulla qualit\u00e0 artigianale della lavorazione della pelle, del legno, dei metalli, del vetro e della ceramica.<\/p>\n<p>Un terremoto economico da cui la Liguria oggi si\u201criassesta\u201d grazie alla formazione \u201csul campo\u201d svolta quotidianamente nelle aziende artigiane verso i neo assunti. Una formazione che vale 47 milioni di euro in Liguria, pari all\u20191,04% del valore aggiunto prodotto dall\u2019intero settore sul territorio regionale. &#8220;Dagli oltre 37 mila dipendenti dell\u2019artigianato ligure \u2013 conclude Grasso \u2013 potrebbe ipoteticamente \u201crisorgere\u201d il settore, sempre che la pressione fiscale, la burocrazia, la stretta creditizia e i lunghi tempi della pubblica amministrazione non ne impediscano la rinascita: ricordo che nella classifica del miglior contesto favorevole a fare impresa, realizzata dalla Banca Mondiale, l\u2019Italia \u00e8 solo al 65esimo posto su 139 Paesi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Cosa accadrebbe se la Liguria dovesse improvvisamente fare a meno dei suoi 46 mila artigiani? 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