{"id":257744,"date":"2014-02-07T18:11:43","date_gmt":"2014-02-07T17:11:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=257744"},"modified":"2014-02-07T19:11:33","modified_gmt":"2014-02-07T18:11:33","slug":"cia-il-savonese-aldo-alberto-nuovo-presidente-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/02\/cia-il-savonese-aldo-alberto-nuovo-presidente-regionale\/","title":{"rendered":"Cia, il savonese Aldo Alberto nuovo presidente regionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ceriale.<\/strong> L&#8217;agricoltura come bene comune. \u00c8 il messaggio lanciato da Cia Liguria, che oggi ha eletto il savonese Aldo Alberto nuovo presidente regionale: &#8220;Coniugare sviluppo economico e presidio del territorio \u00e8 una missione possibile \u2013 spiega Alberto \u2013 Un esempio concreto? Dalla difesa del suolo e dalla gestione produttiva delle biomasse pu\u00f2 originarsi una filiera energetica virtuosa. Una filiera che sia cio\u00e8 capace di produrre una convenienza economica e, quindi, la sostenibilit\u00e0 stessa dell&#8217;intervento pubblico in agricoltura. D\u2019altra parte, anche i recenti e continui casi di dissesto idrogeologico non fanno che confermare come il recupero dei terreni incolti e la salvaguardia del suolo fertile rappresentino un\u2019attivit\u00e0 di fondamentale importanza, soprattutto in una regione come la Liguria, in cui da tempo si \u00e8 raggiunto il livello massimo di sfruttamento del territorio&#8221;.<\/p>\n<p>55 anni, titolare dell\u2019azienda \u201cFloricola Alberto\u201d di Ceriale, Aldo Alberto succede a Ivano Moscamora alla guida della Cia regionale dopo essere stato presidente per la provincia di Savona negli ultimi due mandati e, in passato, presidente della Coop Ortofrutticola.<\/p>\n<p>&#8220;Pi\u00f9 lavoro, pi\u00f9 risorse, meno burocrazia. \u00c8 su questi tre pilastri che agir\u00e0 la nostra azione di rappresentanza nei prossimi anni \u2013 spiega il neoletto presidente di Cia Liguria \u2013. L\u2019agricoltura deve tornare a essere percepita come un\u2019occasione di lavoro per i nostri giovani, sia per la potenzialit\u00e0 innata in un settore di eccellenza del made in Italy quale \u00e8, appunto, l\u2019agroalimentare; sia adottando un approccio multifunzionale che consideri appunto l\u2019agricoltura un bene comune, e come tale meritevole di incentivi per la salvaguardia del territorio&#8221;. <\/p>\n<p>Per tutto questo, naturalmente, servono appunto le risorse. &#8220;Fondamentale \u2013 prosegue Alberto \u2013 sar\u00e0 la partita del nuovo Piano di sviluppo rurale (Psr) dell\u2019Unione Europea per il 2014-2020 che, insieme al necessario cofinanziamento regionale, costituisce da tempo l\u2019unica forma di finanziamento dell\u2019agricoltura. Una spesa che, dopo i continui tagli negli ultimi anni, non potr\u00e0 essere ulteriormente ridotta, pena la rinuncia a qualsiasi politica di sviluppo&#8221;. <\/p>\n<p>Il terzo punto, come detto, riguarda la burocrazia. &#8220;Nemmeno le politiche economiche pi\u00f9 efficaci e le pi\u00f9 grandi innovazioni tecnologiche o energetiche, da sole, possono bastare a rilanciare il settore senza una necessaria semplificazione dei mille adempimenti a cui oggi sono sottoposti agricoltori e allevatori \u2013 evidenzia il neopresidente di Cia Liguria \u2013. Il nostro \u00e8 e deve tornare ad essere un lavoro all\u2019aria aperta, non un\u2019attivit\u00e0 d\u2019ufficio soffocata da scartoffie che rappresentano enormi costi tanto in termini monetari, che di tempo&#8221;.<\/p>\n<p>Lavoro, risorse, burocrazia. Parole chiave con un unico punto di approdo: la competitivit\u00e0. Peculiarit\u00e0 dell\u2019agricoltura ligure \u00e8 quella di essere ancora composta per la maggior parte da imprese piccole e piccolissime che operano in un mondo globalizzato. imprese, per\u00f2, fortemente attrattive grazie alla qualit\u00e0 intrinseca nella cultura del cibo e dello stile italiani. &#8220;Caratteristica, questa, che \u00e8 per noi croce e delizia \u2013 riflette Alberto. \u2013 perch\u00e9 se da una parte scontiamo un\u2019offerta frammentata e difforme che limita la possibilit\u00e0 di estendere la nostra quota di mercato, dall\u2019altra la specificit\u00e0 e l\u2019eccellenza dei nostri prodotti ne rappresentano anche il principale valore aggiunto. La sfida che ci impone il marketing \u00e8 dunque quella di sviluppare una produzione riconoscibile e fortemente radicata al territorio, senza rinunciare all\u2019elevata qualit\u00e0 che gi\u00e0 ci contraddistingue&#8221;. <\/p>\n<p>&#8220;Ricollegandoci al tema del Psr, gli investimenti dovranno essere concentrati su obiettivi strategici: ridurre i costi di produzione e favorire l\u2019organizzazione del settore. Il che significa promuovere innovazione e valorizzare le forme associate, a partire dalla cooperazione, in modo da ottimizzare ciclo produttivo, presenza sui mercati e gestione del prodotto. E sollecitare accordi di filiera che sappiano accrescere e ridistribuire equamente il valore fra produzione, trasformazione, distribuzione e commercio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Anche il sistema della rappresentanza dovr\u00e0 evolversi nella stessa direzione, una necessit\u00e0 di cambiamento che Cia ha gi\u00e0 compreso dando vita, insieme a Confagricoltura e all\u2019Alleanza delle cooperative agricole, ad Agrinsieme: un unico raggruppamento che, superando la mera rappresentanza sindacale \u201cdi bandiera\u201d, punta a definire una strategia di crescita comune e integrata&#8221; aggiunge infine il presidente uscente di Cia Liguria Ivano Moscamora, che di Agrinsieme \u00e8 coordinatore regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ceriale. 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