{"id":257002,"date":"2014-01-26T19:01:31","date_gmt":"2014-01-26T18:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=257002"},"modified":"2014-01-26T19:03:06","modified_gmt":"2014-01-26T18:03:06","slug":"falo-del-legname-spiaggiato-lallarme-di-federico-valerio-produce-inquinamento-e-diossine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/falo-del-legname-spiaggiato-lallarme-di-federico-valerio-produce-inquinamento-e-diossine\/","title":{"rendered":"Fal\u00f2 del legname spiaggiato, l&#8217;allarme di Federico Valerio: &#8220;Produce inquinamento e diossine&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>A distanza di pochi giorni, due nubifragi da allerta 2, accompagnati da forti mareggiate hanno coperto le spiagge liguri di tronchi, ramaglie, canne trascinate a mare dai torrenti in piena. I gestori dei bagni hanno chiesto di poterli bruciare per disfarsene rapidamente, richiesta caldeggiata dai Comuni che non hanno i soldi per la loro corretta messa in discarica, pratica obbligatoria in base alle leggi vigenti. La Regione Liguria ha chiesto una deroga al ministro dell\u2019Ambiente in quanto i materiali spiaggiati per definizione sono rifiuti e come tali devono essere trattati.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_837\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Temo che questi spiaggiamenti di entit\u00e0 mai vista prima siano una avvisaglia degli effetti indesiderati dei cambiamenti climatici globali in atto e prima lo capiamo meglio e\u2019. Premesso che in casi come questi, la prima scelta da fare dovrebbe essere la prevenzione, ossia<br>\nla messa in sicurezza del nostro territorio, provo ad abbozzare un piano di emergenza per liberare le spiagge senza trasformare la costa ligure in una nuova Terra dei Fuochi.<\/p>\n<p>Bruciare legname umido, sporco, intriso di sale e\u2019 il modo pi\u00f9 efficace per produrre diossine ed idrocarburi policiclici aromatici, destinati a contaminate le spiagge, il mare, la catena alimentare. Numerosi studi hanno stimato la quantit\u00e0 di inquinanti che si liberano in atmosfera quando si pensa di togliersi un problema di rifiuti con il fuoco. Tutti questi studi concludono che, operando in questo modo, si creano sempre nuovi problemi, pi\u00f9 gravi e subdoli del primo. Al posto del problema di ingombro, sgradevole da vedersi, ci si ritrova certamente con un invisibile, pesante inquinamento dell\u2019aria, del suolo, del mare, del pesce.<\/p>\n<p>Bruciare all\u2019aperto una tonnellate di residui di bosco produce, indicativamente, circa 4 chili di polveri sottili (PM10), 3 grammi di benzo(a)pirene, dai 200 ai 300 grammi di benzene, 10 microgrammi (tossicit\u00e0 equivalente) di diossine. E tutti gli inquinanti che ho elencato sono cancerogeni certi per l\u2019uomo, pericolosi a bassissime concentrazioni.<\/p>\n<p>Ma le mareggiate non hanno portato a terra solo alberi, ramaglie, canne; le ondate hanno anche restituito tutti i rifiuti scaricati abusivamente nei rii e il combustibile delle auto travolte dalle piene. Inoltre la permanenza nell\u2019acqua di mare del legno ha certamente aumentato il contenuto di sali di sodio e, come ci si aspettava, se si brucia nella stufa legna raccolta sulla spiaggia, la quantit\u00e0 di diossine aumenta da 20 a 90 volte rispetto al valore citato in precedenza.<\/p>\n<p>Insomma le spiagge si sono ricoperte di rifiuti e i rifiuti, giustamente non si possono bruciare all\u2019aperto. Se lo si fa si contamina l\u2019aria, ma ancor pi\u00f9 la stessa spiaggia e il mare e benzopirene e diossine sono composti molto stabili, destinati a durare nel tempo o richiedere una ancora pi\u00f9 costosa bonifica, prima di permettere ai bambini di giocare a fare castelli di sabbia. E nelle spiagge liguri che si vogliono liberare con il fuoco, di tonnellate di legname ce ne sono veramente tante, certamente centinaia, se non addirittura migliaia, lungo tutte le coste spiaggiate.<\/p>\n<p>Che fare? Ovviamente, per prima cosa sono necessari sopralluoghi per verificare le reali e specifiche situazioni di ogni spiaggia e quantificare l\u2019entit\u00e0 del problema. La soluzione comune potrebbe essere una raccolta differenziata dei materiali spiaggiati (tronchi, canne e ramaglie, plastiche, gomme, rottami ferrosi). La mano d\u2019opera potrebbe venire dal volontariato e le aziende e i Comuni ci mettono la logistica e le attrezzature.<\/p>\n<p>La priorit\u00e0 deve essere quelli di allontanare i tronchi pi\u00f9 grandi, per evitare che con la prossima mareggiata ritornino in mare, dove sono un reale pericolo per la navigazione. Se sufficientemente puliti (per fortuna si usa sempre meno gasolio e il catrame in mare e\u2019 ormai un fatto raro) plastiche, metalli, gomme, una volta differenziati possono essere avviati al riciclo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i tronchi pi\u00f9 grandi, verificatane la pulizia e il contenuto di sale, si pu\u00f2 deliberare in emergenza che il loro legno sia utilizzabile come combustibile e possa essere ritirato da privati, individuando semplici regole per evitare abusi (quantit\u00e0 massima ritirabile da singoli soggetti identificati).<\/p>\n<p>Nel caso di legno raccolto sulla spiaggia, le stesse ditte che producono stufe, suggeriscono di esporlo per almeno un anno alla pioggia per eliminare il salino assorbito. In questo modo si evita che l\u2019acido cloridrico che si produce bruciando il sale possa corrodere la stufa e danneggiare canne fumarie metalliche. Inoltre, come abbiamo gi\u00e0 segnalato, \u00e8 ampiamente documentato che lo stesso acido cloridrico pu\u00f2 reagire con le molecole organiche che si formano durante la combustione e produrre diossine.<\/p>\n<p>Per il legname minuto e le canne si pu\u00f2 prevedere il loro compostaggio, dopo aver verificato la fattibilit\u00e0 della loro biotriturazione e cippatura che potrebbe essere problematica, a causa della sabbia, di ciottoli e della salsedine.<\/p>\n<p>Se ci sono spazi adeguati, il compostaggio (in cumulo) pu\u00f2 essere fatto nelle stesse spiagge o in spiazzi idonei individuati per l\u2019occasione. Poich\u00e9 il materiale putrescibile dovrebbe essere in quantit\u00e0 trascurabili, il compostaggio in cumulo non dovrebbe comportare particolari problemi (eluati, odori). Se necessario, trattamenti con enzimi e integratori possono essere utilizzati per accelerare il processo del compostaggio che richiede solo alcuni mesi per completarsi.<\/p>\n<p>Certamente la cippatura diminuir\u00e0 notevolmente il volume di questi materiali e dopo qualche mese di compostaggio anche la massa di frazione organica si dovrebbe ridurre in modo significativo. In base alla qualit\u00e0 del compost prodotto se ne potr\u00e0 valutare l\u2019uso finale (copertura discariche, bonifica terreni sottoposti a incendio, pacciamatura uliveti\u2026).<\/p>\n<p>Ovviamente i costi di questa operazione non possono essere accollati ai Comuni. E\u2019 un\u2019emergenza e come tale deve essere affrontata, a cominciare da deroghe che possano permettere la raccolta differenziata, il riciclo, il compostaggio, l\u2019uso della legna pulita come combustibile, dopo opportuna selezione.<\/p>\n<p>Ma la cosa molto pi\u00f9 importante \u00e8 che il Governo, senza indugi, faccia partire da subito un piano di messa in sicurezza del territorio e, non sarebbe male, che la Regione Liguria introduca l\u2019obbligo di raccolta differenziata porta a porta e di prossimit\u00e0, in tutti i comuni per azzerare i conferimenti abusivi dei rifiuti e dei materiali ingombranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dr. Federico Valerio<br>\ngi\u00e0 responsabile Servizio di Chimica Ambientale Istituto Scientifico Tumori di Genova<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A distanza di pochi giorni, due nubifragi da allerta 2, accompagnati da forti mareggiate hanno coperto le spiagge liguri di tronchi, ramaglie, canne trascinate a mare dai torrenti in piena. 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