{"id":256621,"date":"2014-01-20T13:53:39","date_gmt":"2014-01-20T12:53:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=256621"},"modified":"2014-01-20T17:29:48","modified_gmt":"2014-01-20T16:29:48","slug":"frane-dissesto-idrogeologico-legambiente-liguria-necessarie-indagini-delle-procure-sulle-responsabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/frane-dissesto-idrogeologico-legambiente-liguria-necessarie-indagini-delle-procure-sulle-responsabilita\/","title":{"rendered":"Frane e dissesto idrogeologico, Legambiente Liguria: &#8220;Necessarie indagini delle Procure sulle responsabilit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cTermina l\u2019allerta meteo in Liguria con il solito strascico di tragedie e di recriminazioni. Le ferite inferte dalla pioggia al nostro territorio sono molte e ad ogni angolo della nostra regione. Ma oggi Legambiente Liguria \u00e8 pi\u00f9 che mai convinta non siano causate solo dalla pioggia. Una vittima, sfollati e comuni isolati, strade sollevate da cui sgorgano torrenti dimenticati, treni in bilico con case costruite sopra i binari ferroviari oppure a picco sul mare, che crollano o rischiano di crollare. E\u2019 necessario chiarire dove terminano le responsabilit\u00e0 delle piogge e dei mutamenti climatici e cominciano quelle dei privati, degli amministratori e di chi ha abusato di un territorio fragile\u201d. Cos\u00ec commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria la grave situazione per l\u2019emergenza maltempo e frane.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_146\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_146\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cInsieme ad una nuova mappatura per un territorio che si sta riconfigurando, che ha il 98% dei comuni in zone a rischio frana o alluvione e centosessantamila abitanti che vivono o lavorano in zone rosse, auspichiamo proceda anche una indagine delle Procure, per verificare la legittimit\u00e0 delle costruzioni e dei manufatti che oggi vediamo essere stati costruiti in zone evidentemente pericolose\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la cementificazione, l\u2019abusivismo ed i condoni edilizi che hanno portato ad una continua occupazione dei torrenti e fiumi per costruire infrastrutture, residenze, zone commerciali e industriali, Legambiente Liguria ritiene necessario sia fatta chiarezza: \u201cE\u2019 urgente \u2013 prosegue Grammatico \u2013 si transiti da una cultura dello sviluppo e del progresso basata sul consumo di suolo e su un edilizia sfrenata ad una cultura della mitigazione, dell\u2019adattamento e della riduzione della convivenza della popolazione con il rischio idrogeologico\u201d. <\/p>\n<p>\u201cMa per fare questo, conclude la nota dell\u2019associazione ambientalista, \u00e8 necessaria una politica lungimirante e scelte coraggiose. Vanno riorientati i fondi previsti per infrastrutture a favore di interventi di potenziamento dei valichi esistenti per il trasporto merci, per acquistare nuovi e moderni treni per i pendolari e i turisti, per mettere in sicurezza le infrastrutture esistenti e garantire la mobilit\u00e0. La politica dovrebbe avere il coraggio di mettere in discussione i finanziamenti e gli investimenti dei privati come Autostrade per l\u2019Italia e tutti i concessionari pi\u00f9 in generale, che propongono solo nuove infrastrutture che non portano alcun beneficio per diminuire il dissesto idrogeologico, anzi rischiano di aumentarlo. Gli interventi per aumentare la sicurezza del territorio, attraverso la sua manutenzione e l\u2019intervento preventivo, creano posti di lavoro, permettendo di uscire dalla continua emergenza\u201d conclude Grammatico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cTermina l\u2019allerta meteo in Liguria con il solito strascico di tragedie e di recriminazioni. Le ferite inferte dalla pioggia al nostro territorio sono molte e ad ogni angolo della nostra regione. Ma oggi Legambiente Liguria \u00e8 pi\u00f9 che mai convinta non siano causate solo dalla pioggia. 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