{"id":256099,"date":"2014-01-11T07:00:33","date_gmt":"2014-01-11T06:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=256099"},"modified":"2014-01-12T09:54:11","modified_gmt":"2014-01-12T08:54:11","slug":"pensioni-stipendi-pignorabili-il-tribunale-savona-dice-salva-i-risparmi-ex-commerciante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/pensioni-stipendi-pignorabili-il-tribunale-savona-dice-salva-i-risparmi-ex-commerciante\/","title":{"rendered":"Pensioni e stipendi pignorabili: il tribunale di Savona dice no e &#8220;salva&#8221; i risparmi di un ex commerciante"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Lavorare una vita per non potersi godere nemmeno una pensione ai limiti della sopravvivenza. E\u2019 il rischio che Francesco, ex commerciante 63enne che vive nell\u2019Andorese, ha corso in queste settimane, prima che arrivasse la decisione del tribunale di Savona che taglia le gambe ad alcune norme \u201cmangia contribuenti\u201d contenute nel decreto \u201cSalva Italia\u201d. Si tratta di quelle che prevedono la possibilit\u00e0 da parte del Fisco di rivalersi per intero, in caso di pignoramento, sullo stipendio e sulle pensioni dei cittadini. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_877\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_877\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Francesco vive con una pensione di 590 euro al mese che, a dicembre, sommata alla tredicesima, ha dato vita ad un importo tale da costringerlo ad aprire un conto corrente postale (cos\u00ec come previsto dal decreto che vieta i pagamenti in contanti per somme superiori ai 999 euro) permettendo, in teoria, ad Equitalia di prelevare direttamente dal deposito il debito che le \u00e8 dovuto, senza curarsi del fatto che si tratti di entrate che godono \u2013 o dovrebbero godere \u2013 di tutele, perch\u00e9 necessarie ad assicurare al contribuente una vita dignitosa, quando non la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019orientamento prevalente, una volta depositati su un libretto, i soldi della pensione o dello stipendio, mischiandosi ad altre entrate, non sarebbero pi\u00f9 identificabili e, dunque, non godrebbero pi\u00f9 di \u201cprotezioni\u201d. Ma esiste anche un altro indirizzo, cui il tribunale savonese ha dato credito, che stabilisce \u201cla natura privilegiata delle rate pensionistiche\u201d anche quando vengono accreditate su un conto \u201cpurch\u00e9 la natura del credito sia immediatamente riconoscibile per denominazione e importo e purch\u00e9 non vi siano all\u2019attivo voci diverse\u201d da quel tipo di accredito (come nel caso di Francesco).  <\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 va garantito al pensionato \u201cla parte della pensione, assegno o indennit\u00e0 necessaria per assicurargli mezzi adeguati alle esigenze di vita\u201d (circa 500 euro) mentre \u201cla pignorabilit\u00e0 si applica nei limiti del quinto della residua parte\u201d.<\/p>\n<p>La battaglia di Francesco, assistito dall\u2019avvocato Marco Bertolino, si \u00e8 conclusa dunque con la sospensione dell\u2019esecuzione del pignoramento sul suo libretto, decisa dal giudice Stefano Poggio, e potrebbe essere d\u2019aiuto ad altri \u201ccolleghi\u201d che lottano per non vedersi minacciati i guadagni di una vita.<\/p>\n<p>\u201cIl provvedimento del tribunale di Savona \u00e8 innovativo e sicuramente segner\u00e0 un \u2018precedente\u2019, restituendo un po\u2019 di serenit\u00e0 a pensionati e non solo \u2013 \u00e8 il commento dell\u2019avvocato Bertolino \u2013 Con questa decisione il tribunale definisce l\u2019estensione della norma sulla pignorabilit\u00e0 di pensioni e stipendi, stabilendo che un assegno di pensione o uno stipendio \u00e8 tale anche se \u00e8 depositato su un libretto postale o conto corrente, e pertanto non pu\u00f2 essere pignorato oltre i limiti fissati dalla legge\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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