{"id":256021,"date":"2014-01-09T15:56:37","date_gmt":"2014-01-09T14:56:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=256021"},"modified":"2014-01-10T14:06:43","modified_gmt":"2014-01-10T13:06:43","slug":"stroncata-tumore-12-anni-i-periti-del-gip-scagionano-i-medici-i-consulenti-parte-civile-ci-fu-errata-diagnosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/stroncata-tumore-12-anni-i-periti-del-gip-scagionano-i-medici-i-consulenti-parte-civile-ci-fu-errata-diagnosi\/","title":{"rendered":"Stroncata da tumore a 12 anni: i periti del gip &#8220;scagionano&#8221; i medici, ma per i consulenti di parte civile ci fu &#8220;errata diagnosi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Non c\u2019\u00e8 prova che ci sia un nesso causale tra la presunta mancata diagnosi e la morte cos\u00ec come del fatto che ci sia stata imperizia da parte dei medici. E\u2019 questo, in estrema sintesi, il senso delle conclusioni alle quali sono arrivati i due periti, Antonio Osculati dell\u2019Istituto di medicina legale di Varese e Claudio Favre oncologo pediatrico all\u2019ospedale di Pisa, nominati dal gip Donatella Aschero nell\u2019ambito del procedimento per la morte di Naomi Nardo, stroncata a 12 anni da una grave forma tumorale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_634\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_634\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_634').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_634\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questa mattina in tribunale \u00e8 stato discusso l\u2019incidente probatorio durante il quale i due medici hanno esposto il risultato della loro perizia, che ha analizzato in dettaglio, anno per anno, l\u2019evolversi della patologia, scatenata da un melanoma, che aveva colpito la piccola nel 2002 e nel 2010 l\u2019ha uccisa all\u2019ospedale Gaslini di Genova. In oltre due ore di udienza la coppia di esperti ha spiegato perch\u00e9, secondo la loro analisi, nel caso di Naomi Nardo non \u00e8 possibile riscontrare la prova dell\u2019esistenza del nesso causale tra la condotta dei medici (ed eventuali imperizie da loro commesse) e l\u2019evento morte. Condizione necessaria affich\u00e9 sia contestabile il reato di omicidio colposo ipotizzato a carico di sette medici degli ospedali San Paolo e Gaslini.<\/p>\n<p>La perizia di Favre ed Osculati avrebbe sottolineato che nel 2002, quando Naomi fu operata la prima volta, le conoscenze scientifiche non sarebbero state sufficienti per effettuare una corretta diagnosi della patologia che l\u2019aveva colpita: un \u201cnevo di Spitz atipico\u201d come accertato in seguito. Una tesi che non \u00e8 affatto condivisa dal perito nominato dall\u2019avvocato Roberto Suffia, che tutela la famiglia della ragazzina, secondo cui invece i dottori che l\u2019avevano in cura sarebbero stati in grado di poter fare la corretta diagnosi.<\/p>\n<p>Nel capo d\u2019imputazione (l\u2019inchiesta \u00e8 coordinata dal sostituto Chiara Maria Paolucci) vengono contestate ai medici alcune condotte che, di fatto, avrebbero portato ad un\u2019errata diagnosi e non avrebbero impedito la morte della piccola paziente. In particolare la Procura contesta agli indagati di: non aver asportato totalmente la massa tumorale nel primo intervento chirurgico eseguito a Savona, di non aver previsto per Naomi accertamenti periodici e, ai sanitari genovesi, di aver atteso troppo prima di intervenire per cercare di rimuovere il tumore.<\/p>\n<p>Adesso ogni decisione spetta al pubblico ministero che, sulla base dell\u2019esito dell\u2019incidente probatorio, dovr\u00e0 decidere se chiedere l\u2019archiviazione oppure disporre ulteriori accertamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Non c\u2019\u00e8 prova che ci sia un nesso causale tra la presunta mancata diagnosi e la morte cos\u00ec come del fatto che ci sia stata imperizia da parte dei medici. 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