{"id":255943,"date":"2014-01-08T15:11:34","date_gmt":"2014-01-08T14:11:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=255943"},"modified":"2014-01-09T11:11:48","modified_gmt":"2014-01-09T10:11:48","slug":"centri-massaggi-cinesi-luci-rosse-savona-alassio-assolta-lestetista-coinvolta-nellinchiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/centri-massaggi-cinesi-luci-rosse-savona-alassio-assolta-lestetista-coinvolta-nellinchiesta\/","title":{"rendered":"Centri massaggi cinesi a luci rosse a Savona e Alassio: assolta l&#8217;estetista coinvolta nell&#8217;inchiesta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. E\u2019 stata assolta l\u2019estetista italiana rimasta coinvolta nell\u2019inchiesta sul giro di massaggi a luci rosse dietro ai Centri benessere cinesi \u201cOnda\u201d di Savona e Alassio. La donna, Valentina Marchisio, 30 anni, era rimasta coinvolta nell\u2019inchiesta insieme ad una collega con l\u2019accusa di aver svolto un ruolo di \u201cgarante\u201d per il funzionamento delle attivit\u00e0 illecite. La sentenza \u00e8 stata pronunciata questa mattina dal Collegio del tribunale di Savona che l\u2019ha assolta perch\u00e9 il fatto non costituisce reato (il pm Giovanni Battista Ferro aveva chiesto invece due anni di reclusione).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_271\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_271\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019imputata, difesa dall\u2019avvocato Marcello Gori del foto di Torino, era accusata di aver contribuito a mettere in piedi un giro di prostituzione intorno a due centri benessere gestiti da cinesi. Il caso era esploso all\u2019inizio dell\u2019aprile 2012 quando, insieme a Marchisio, erano finite nei guai con l\u2019accusa di concorso in favoreggiamento della prostituzione altre quattro persone: Chen Changqian, 39 anni, Liu Xialoling, di 32, Ye Min, di 36, tutti di nazionalit\u00e0 cinese, e Silvana Bisio, estetista di 53. La polizia, nell\u2019operazione che era stata ribattezzata \u201cOnda Anomala\u201d, aveva anche sequestrato i due locali, uno in via Torino a Savona, l\u2019altro in viale Hanbury ad Alassio.<\/p>\n<p>Gli altri indagati, nei mesi scorsi, avevano scelto di patteggiare davanti al giudice Donatella Aschero: Changquian, considerato uno dei \u201cdominus\u201d dell\u2019organizzazione, aveva patteggiato due anni e 800 euro di multa; Ye Min e Xialoling invece entrambe diciotto mesi di reclusione e, solo per la seconda, 2200 euro di multa; infine Silvana Bisio, che di fatto per l\u2019accusa svolgeva come la collega un ruolo di prestanome (per aprire quel genere di centri serviva infatti la presenza di un estetista) ha patteggiato un anno. A tutti era stata concessa la sospensione condizionale della pena.<\/p>\n<p>L\u2019unica a non scegliere la strada del rito alternativo era stata proprio Valentina Marchisio per la quale era stato emesso un decreto di giudizio immediato. Una strategia difensiva che, visto l\u2019esito del processo, sembra averla premiata. Il suo difensore ha pi\u00f9 volte ribadito l\u2019assenza di \u201celemento soggettivo\u201d nel reato che veniva contestato alla sua cliente: secondo il legale infatti lei era ignara di quanto accadesse tra clienti e massagiatrici.<\/p>\n<p>Secondo quanto accertato dagli inquirenti dietro all\u2019attivit\u00e0 di \u201cmassaggio orientale\u201d si nascondeva un vero e proprio giro di prostituzione dove una decina di ragazze, tutte orientali, fornivano prestazioni sessuali (mai per\u00f2 rapporti completi) ai clienti che ne facevano richiesta. L\u2019incasso dei \u201cmassaggi\u201d sarebbe finito tutto nelle mani di Chen Changqian che, con l\u2019aiuto della compagna Ye Min e della connazionale Liu Xiaoling, gestiva i due centri benessere. Per la Procura era Liu Xiaoling a gestire le dipendenti del centro di Alassio e, in certe occasioni, a raccogliere gli incassi. A Ye Min sarebbe invece toccato il ruolo di gestione degli appartamenti di Savona e Alassio dove le giovani massaggiatrici vivevano.<\/p>\n<p>Le due italiane sarebbero invece state assunte da Chen per poter ottenere tutti i permessi necessari all\u2019apertura dei centri Onda e, di fatto, secondo gli investigatori erano prestanome: la loro presenza, essendo estetiste, infatti era necessaria per consentire ai due centri di svolgere l\u2019attivit\u00e0, ma, come aveva spiegato davanti al giudice Silvana Bisio, si limitavano a rispondere al telefono \u201cvisto che l\u00ec non c\u2019era nessun\u2019altro che parlasse italiano\u201d e non avevano alcun contatto con i frequentatori dei locali.<\/p>\n<p>Dei massaggi e delle prestazioni extra si occupavano le ragazze cinesi, le sole che entravano nelle cabine e incontravano i clienti. Nei due centri sarebbero state impiegate una decina di giovani, tutte sui vent\u2019anni, che lavoravano dal mattino alla sera. Come sul modello dei centri massaggi delle metropoli, il \u201cpunto di forza\u201d dei centri \u201cOnda\u201d era nell\u2019orario continuato, dalle 10 alle 23, e nei prezzi contenuti.<\/p>\n<p>Massaggio rilassante corpo a 30 euro per 40 minuti, 40 euro per un\u2019ora; massaggio rilassante a quattro mani a 60 euro per 45 minuti e 80 euro per un\u2019ora. Questo il listino che prevedeva inoltre un massaggio thailandese con olio, massaggio giapponese, massaggio rilassante in vasca da bagno, massaggio piedi. Applicazioni che, secondo gli inquirenti, nascondevano appunto anche prestazioni sessuali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. E\u2019 stata assolta l\u2019estetista italiana rimasta coinvolta nell\u2019inchiesta sul giro di massaggi a luci rosse dietro ai Centri benessere cinesi \u201cOnda\u201d di Savona e Alassio. 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