{"id":255934,"date":"2014-01-08T13:43:46","date_gmt":"2014-01-08T12:43:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=255934"},"modified":"2014-01-08T18:10:35","modified_gmt":"2014-01-08T17:10:35","slug":"albenga-versa-lassegno-mantenimento-i-figli-confermato-il-carcere-padre-latitante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/albenga-versa-lassegno-mantenimento-i-figli-confermato-il-carcere-padre-latitante\/","title":{"rendered":"Albenga, non versa l&#8217;assegno di mantenimento per i figli: confermato il carcere per padre latitante"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Fare il genitore non \u00e8 un hobby e mantenere i propri figlioletti non \u00e8 un\u2019opzione da rispettare o meno, ma un dovere. Non si tratta di frasi retoriche ma di un concetto che la Corte d\u2019Appello di Genova \u2013 seconda sezione penale ribadisce, confermando la durissima sentenza emessa qualche mese fa dal giudice di Albenga \u2013 dottor Filippo Pisaturo \u2013 che, in primo grado, aveva condannato un padre \u201clatitante\u201d a un anno e tre mesi di reclusione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_246\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_246\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A violare gli obblighi di assistenza familiare (art. 570 del Codice Penale) \u00e8 D.D.R., 35 anni, albenganese, che, dopo un matrimonio lungo poco pi\u00f9 di quattro anni, si separa dalla moglie (S.T., 37enne, residente nella citt\u00e0 delle torri) con l\u2019obbligo di provvedere ai due figli piccoli. Duecento euro al mese, o poco di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il 35enne, per\u00f2, non versa alcun assegno di mantenimento (eccezion fatta per i primi due mesi) e sembra sempre pi\u00f9 assente nella vita dei bimbi. Le occasioni di incontro diventano piuttosto rare e spesso si trasformano in un braccio di ferro tra i genitori, con i figli che rimangono a guardare indifesi. In un caso, nel luglio 2005, l\u2019uomo \u2013 che ha dei piccoli precedenti per furto e droga per i quali \u00e8 entrato e uscito dal carcere \u2013 \u00e8 scomparso per 7 giorni con i piccoli nonostante gli accordi fossero quelli di trascorrere insieme ad essi solo qualche ora: questo episodio gli \u00e8 costato una denuncia; un\u2019altra denuncia gli \u00e8 piombata addosso quando ha preso a calci l\u2019auto del padre della sua ex moglie (quest\u2019ultima, non potendo provvedere ai propri figli da sola con uno stipendio da precaria, si era vista costretta a tornare a vivere con i genitori). <\/p>\n<p>A riportare un po\u2019 di ordine in questo difficile quadro familiare ci ha pensato per\u00f2 la giustizia, con una pena esemplare che, come ha tenuto a sottolineare a suo tempo anche l\u2019avvocato che rappresenta S.T., Alessandro Chiriv\u00ec, \u201cha una forte carica simbolica perch\u00e9 rappresenta finalmente l\u2019applicazione concreta del principio della tutela dei minori, che deve essere la priorit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Il tentativo della difesa di dimostrare in Appello lo stato di difficolt\u00e0 e indigenza in cui versa il suo assistito (che ha avuto problemi di droga e che ora si trova in carcere per rapina) non ha quindi convinto i giudice. Il pm, in questa sede, aveva anche fatto appello incidentale chiedendo un aumento della pena, richiesta per\u00f2 non accolta. Un anno e tre mesi di carcere bastano. O, almeno, dovrebbero bastare. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Fare il genitore non \u00e8 un hobby e mantenere i propri figlioletti non \u00e8 un\u2019opzione da rispettare o meno, ma un dovere. 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