{"id":255684,"date":"2014-01-02T11:14:41","date_gmt":"2014-01-02T10:14:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=255684"},"modified":"2014-01-02T15:44:46","modified_gmt":"2014-01-02T14:44:46","slug":"morte-dangelo-mese-indagini-resta-il-mistero-lipotesi-fatalita-convince-del","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2014\/01\/morte-dangelo-mese-indagini-resta-il-mistero-lipotesi-fatalita-convince-del\/","title":{"rendered":"Morte di D&#8217;Angelo, dopo un mese di indagini resta ancora il mistero: l&#8217;ipotesi &#8220;fatalit\u00e0&#8221; non convince del tutto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cairo M.<\/strong> Tanti dubbi e poche certezze. Sono quelli che aleggiano intorno alla morte di Giancarlo D\u2019Angelo, l\u2019imprenditore cairese ritrovato carbonizzato il 25 novembre nel camioncino della parrocchia di Lavagnola su una stradina della Val Bormida, nella zona di Rocchetta di Cairo. Da quel giorno gli inquirenti lavorano su varie piste: incidente, suicidio e infine anche quella dell\u2019omicidio mascherato da suicidio. Tre ipotesi, tutte possibili, ma con troppi dettagli che ancora non combaciano tanto che gli investigatori ancora non sono riusciti a chiarire questo mistero.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_670\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_670\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_670').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_670\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sull\u2019incidente non convince la dinamica: \u00e8 difficile che un veicolo a gasolio, rovesciandosi, prenda fuoco e un corpo che si trova nell\u2019abitacolo venga carbonizzato in modo completo. Quello del furgone di D\u2019Angelo \u00e8 stato un rogo \u201cconcentrato\u201d e che ha lasciato pochi segni nella vegetazione circostante mentre ha cancellato il corpo dell\u2019autista. L\u2019esame autoptico eseguito dal medico legale Marco Canepa ha confermato che d\u2019Angelo \u00e8 morto per ustioni e asfissia, quindi respirava al momento del rogo. Difficile dire per\u00f2 se fosse o meno cosciente oppure potesse essere stordito o, magari, drogato. Proprio su quest\u2019ultima ipotesi si stanno concentrando gli accertamenti di laboratorio. <\/p>\n<p>L\u2019ipotesi del suicidio convince poco: anche ammettendo che D\u2019Angelo fosse stato in quel luogo isolato per uccidersi, \u00e8 difficile credere che quell\u2019incidente gli abbia risparmiato il \u201cdisturbo\u201d. La pista omicidio volontario \u00e8 quella che \u201ccampeggia\u201d anche sull\u2019intestazione del fascicolo. Questo non significa che gli inquirenti abbiano la certezza che l\u2019imprenditore sia stato ucciso, ma certamente vista la sua storia non \u00e8 una possibilit\u00e0 cos\u00ec astratta. D\u2019Angelo era stato processato ed assolto per l\u2019omicidio di Alberto Genta ed era detenuto in semilibert\u00e0 a Savona per una condanna relativa ad un procedimento fiscale. All\u2019ora della sua morte si sarebbe dovuto trovare in carcere dove, dopo il lavoro nella parrocchia savonese, doveva rientrare ogni sera.<\/p>\n<p>D\u2019Angelo non era autorizzato a uscire dai confini della parrocchia, ma allora perch\u00e9 era in Valbormida? Il secondo interrogativo riguarda l\u2019\u201dincidente\u201d: il furgone \u00e8 stato ritrovato ruote all\u2019aria, sostanzialmente intatto, con l\u2019abitacolo integro ma devastato dal fuoco, mentre il cassone non \u00e8 stato intaccato dalle fiamme. Uno scenario da considerare almeno anomalo se si immagina che l\u2019incendio si sia originato dopo uno schianto accidentale. Il mezzo inoltre era alimentato a gasolio che ha un punto d\u2019infiammabilit\u00e0 molto pi\u00f9 altro della benzina. Nel cassone del furgoncino c\u2019era anche una tanica di miscela per il decespugliatore della parrocchia, che potrebbe essere stata usata come innesco. La tanica \u00e8 poi stata trovata semicarbonizzata poco distante. Elementi che lasciano spazio a troppi dubbi e alimentano il mistero su una morte che, visto il nome della vittima, non pu\u00f2 essere archiviata in maniera sbrigativa come un semplice \u201cincidente\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cairo M. Tanti dubbi e poche certezze. 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