{"id":255577,"date":"2013-12-28T16:40:56","date_gmt":"2013-12-28T15:40:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=255577"},"modified":"2013-12-28T16:52:51","modified_gmt":"2013-12-28T15:52:51","slug":"ricercatrice-ligure-malata-sclerosi-multipla-la-sperimentazione-animale-serve-insulti-o-minacce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/12\/ricercatrice-ligure-malata-sclerosi-multipla-la-sperimentazione-animale-serve-insulti-o-minacce\/","title":{"rendered":"Ricercatrice ligure malata di sclerosi multipla: &#8220;La sperimentazione animale non serve, ma no a insulti o minacce&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>No agli insulti e alle minacce, \u201cperch\u00e9 educazione e civilt\u00e0 sono valori imprescindibili\u201d, ma no anche alle \u201cstrumentalizzazioni di qualsiasi genere\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_901\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Lo scrive in una nota,- commentando il caso della studentessa di Padova che si \u00e8 dichiarata \u201cviva grazie alla sperimentazione animale\u201d e perci\u00f2 \u00e8 stata offesa su Facebook, la biologa Susanna Penco, ricercatrice presso il dipartimento di Medicina sperimentale dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, malata di sclerosi multipla da vent\u2019anni e saldamente convinta \u201cche sia proprio la sperimentazione animale ad allontanare le soluzioni e quindi la guarigione per i malati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl futuro \u2013 afferma \u2013 \u00e8 la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo appreso \u2013 scrive la dottoressa Penco \u2013 del clamore suscitato in rete dalle affermazioni di una studentessa malata, con la quale condivido la sfortuna di non aver avuto la salute in dotazione. Anche io convivo con una malattia che mi ha costretta a flebo di cortisone, a terapie pesanti, a rinunciare, per esempio, a vivere un sereno Capodanno, o la vigilia di Natale (se mi devo fare una puntura che mi scatena sintomi come la peggiore delle influenze \u00e8 ovvio che me ne debba stare a casa), in quanto devo sottopormi cronicamente ad una cura fastidiosa, di cui alcuni lavori scientifici, tra l\u2019altro, mettono anche in dubbio l\u2019efficacia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMi sconfortano le parole offensive verso la studentessa \u2013 prosegue -, poich\u00e9 educazione e civilt\u00e0 sono valori imprescindibili. Tuttavia, contrariamente a lei, troverei umiliante per me stessa farmi fotografare con una flebo attaccata alla vena: pertanto metto in rete una foto in cui appaio sorridente, anche se molto spesso sono tutt\u2019altro che serena o in salute. Detesto le strumentalizzazioni di qualsiasi genere. Siccome sono malata mi informo, e leggo ad esempio che non ci sono ancora cure per le forme progressive di sclerosi multipla: \u00e8 un dato di fatto (fonte Aism).\u201d<\/p>\n<p>\u201cGrazie alle mie conoscenze scientifiche \u2013 prosegue la specialista \u2013 sono persuasa che, anche per le malattie pi\u00f9 agghiaccianti, ossia delle quali non si conoscono le cause e che riducono fortemente la qualit\u00e0 della vita, sia proprio la sperimentazioni sugli animali ad allontanare le soluzioni e la guarigione per i malati. Sono spesso malattie croniche, che costringono i pazienti e le loro famiglie ad una vita drammatica. Inoltre, le terapie sono molto costose per il SSN\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSe si abbandonasse un metodo fuorviante \u2013 sottolinea la ricercatrice \u2013 e ci si concentrasse sull\u2019uomo, i progressi della scienza sarebbero pi\u00f9 rapidi ed efficaci: io spero risolutivi\u201d. Una via per arrivarci \u00e8 la donazione degli organi per la ricerca. \u201cD\u2019accordo con i miei parenti \u2013 racconta Susanna Penco \u2013 ho donato il cervello affinch\u00e9 sia studiato dopo la mia morte. Se c\u2019\u00e8 un modo di capire le cause, e di guarire anzich\u00e9 curare (guarire gioverebbe ai malati, e anche al bilancio dello Stato, della Sanit\u00e0, in definitiva dei contribuenti!), dovremmo cominciare a studiare tessuti umani e anche gli organi post mortem\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa soluzione migliore \u2013 rimarca Penco \u2013 \u00e8 sempre la prevenzione che, finch\u00e9 non sono note le cause, non \u00e8 attuabile. La dottoressa Candida Nastrucci, biochimico clinico (DPhil, Universit\u00e0 di Oxford, Grant Holder Fondazione Veronesi) , aggiunge che per quanto riguarda le malattie genetiche, non \u00e8 possibile determinare quali tipi di terapie avremmo potuto sviluppare usando tessuti o cellule derivati da esseri umani o dallo stesso paziente. L\u2019uso di animali potrebbe anche aver rallentato il progresso della ricerca per trovare cure per malattie umane. Il futuro \u00e8 la medicina personalizzata, che sfrutta le differenze genetiche interindividuali per capire il funzionamento delle malattie umane\u201d.<\/p>\n<p>Per queste ragioni negli altri Paesi si investe sui metodi alternativi: per esempio, il National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti ha finanziato con 6 milioni di dollari un progetto rivoluzionario per la mappatura del toxoma umano, con l\u2019obiettivo di sviluppare test tossicologici per la salute umana e ridurre i test su animali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInsomma \u2013 conclude la ricercatrice -, non credo che i rimedi ai mali umani stiano nello studio fatto su esseri viventi diversi da noi: e tutto questo lo vivo sulla mia pelle. La sperimentazione animale pu\u00f2 essere anticamera di cocenti delusioni. Ve ne sono molti esempi, anche riguardanti farmaci in commercio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No agli insulti e alle minacce, \u201cperch\u00e9 educazione e civilt\u00e0 sono valori imprescindibili\u201d, ma no anche alle \u201cstrumentalizzazioni di qualsiasi genere\u201d. 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