{"id":255237,"date":"2013-12-20T10:16:26","date_gmt":"2013-12-20T09:16:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=255237"},"modified":"2013-12-20T18:56:43","modified_gmt":"2013-12-20T17:56:43","slug":"listituto-studi-liguri-recupera-importante-pezzo-i-musei-albenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/12\/listituto-studi-liguri-recupera-importante-pezzo-i-musei-albenga\/","title":{"rendered":"L\u2019Istituto di Studi Liguri recupera un importante pezzo per i musei di Albenga"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga. <\/strong>Un giovane studioso albenganese, socio dell\u2019Istituto di Studi Liguri, ha individuato nel catalogo di un\u2019asta di oggetti d\u2019arte a Milano uno \u201cstagnone\u201d in ceramica bianco blu, che si \u00e8 rivelato proveniente da una delle importanti farmacie sei-settecentesche riunite nella collezione di vasi di farmacia di Albenga, che l\u2019Istituto ha esposto a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso nel Palazzo Vecchio del Comune e poi, dagli anni \u201970, in una sala del Palazzo Peloso Cepolla.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_107\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_107\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019identit\u00e0 dello \u201cstagnone\u201d \u00e8 stata confermata dalla responsabile delle collezioni ceramiche dei Musei genovesi di Strada Nuova, che alcuni anni fa aveva, per ultima, studiato le ceramiche di Albenga. Di conseguenza, il Comitato Direttivo dell\u2019Istituto ha deciso, malgrado le difficolt\u00e0 economiche del momento, l\u2019acquisto dello \u201cstagnone\u201d, per assicurare ad Albenga un pezzo di notevole importanza storica, ad integrare una collezione del nostro museo ben nota agli studiosi di ceramica e ricuperando alla citt\u00e0 un\u2019opera d\u2019arte che rischiava di esser dispersa.<\/p>\n<p>\u201cStagnone\u201d \u00e8 il termine usato dai ceramologi per indicare i grandi vasi biansati, muniti di rubinetto collocato nella bocca di un mascherone, che servivano per la conservazione delle \u201cacque\u201d, i medicamenti liquidi. Gli \u201cstagnoni\u201d costituiscono i pezzi pi\u00f9 grandi tra le tipologie delle ceramiche di farmacia, e per la loro ampia superficie hanno decorazione pittorica pi\u00f9 estesa e scenografica: in questo caso \u00e8 raffigurata sul recto una divinit\u00e0, di raffinata esecuzione, analoga a quelle dipinte su altri pezzi della serie.<\/p>\n<p>Il vaso presenta parti restaurate, ma \u00e8 integro nelle principali decorazioni pittoriche; se ci\u00f2 diminuisce il suo valore venale, ne rimane intatto il significato storico, ad arricchire una collezione che documenta l\u2019alto livello cui erano giunti gli \u201cspeziali\u201d albenganesi, in particolare quello, ancora ignoto, che era in grado di commissionare per la sua farmacia numerosi pezzi di raffinatissima decorazione.<\/p>\n<p>Il pomeriggio del 28 dicembre, in occasione della conferenza del prof. Mennella e dello scambio degli auguri da parte dei soci e degli amici dell\u2019Istituto, lo \u201cstagnone\u201d verr\u00e0 presentato in Museo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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