{"id":254256,"date":"2013-12-03T12:55:36","date_gmt":"2013-12-03T11:55:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=254256"},"modified":"2013-12-03T17:33:17","modified_gmt":"2013-12-03T16:33:17","slug":"acqua-rifiuti-liguria-spaccata-meta-tariffe-servizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/12\/acqua-rifiuti-liguria-spaccata-meta-tariffe-servizi\/","title":{"rendered":"Acqua e rifiuti: Liguria spaccata a met\u00e0 per tariffe e servizi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong> spaccata da profonde differenze territoriali e di utenza: questo emerge dai risultati del monitoraggio regionale 2012 delle tariffe del servizio idrico e di raccolta dei rifiuti urbani. Lo studio, condotto da Unioncamere Liguria, \u00e8 stato presentato questa mattina da Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, Maurizio Scajola, segretario generale di Unioncamere Liguria, Francesca Signori e Samir Traini di Ref Ricerche.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_351\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_351\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_351').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_351\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cIn generale \u2013 spiega Maurizio Scajola \u2013 per il Servizio idrico integrato a Genova e alla Spezia, dove la qualit\u00e0 erogata dal gestore \u00e8 la migliore della Liguria, la spesa \u00e8 superiore rispetto a quella regionale, mentre Savona e Imperia si posizionano al di sotto della media. Sul fronte rifiuti, Genova, La Spezia e Imperia registrano i costi pi\u00f9 alti, ma solo il capoluogo ligure si caratterizza per il binomio alta spesa-alta qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La spaccatura geografica dipende soprattutto dal tipo di tariffa applicata. Nel caso dell\u2019idrico, la netta distinzione \u00e8 tra i Comuni che applicano il Metodo normalizzato (le Province di Genova e della Spezia), con tariffe definite da un\u2019Autorit\u00e0 di regolazione locale sulla base dei costi e degli investimenti, e quelli che applicano ancora il regime transitorio Cipe (Imperia e Savona), dove le tariffe vengono deliberate dai Comuni sulla base delle delibere Cipe, ferme a luglio 2010.<\/p>\n<p>Nel caso dei rifiuti, invece, le differenze maggiori sono tra i Comuni a Tarsu, in cui il gettito totale non deve necessariamente coprire i costi del servizio, e quelli a Tia, dove oltre alla copertura integrale dei costi deve essere garantito il rispetto del principio comunitario \u201cchi inquina paga\u201d: le aliquote dipendono dalla producibilit\u00e0 di rifiuti della specifica utenza. \u201cMa in entrambi i servizi \u2013 aggiunge Scajola \u2013 un aspetto da non sottovalutare \u00e8 la ripartizione del carico tra le famiglie e le imprese e, all\u2019interno di queste, tra diverse categorie. Per il Sistema idrico integrato i Comuni genovesi, spezzini e imperiesi, adottano una struttura tariffaria relativamente meno onerosa per le famiglie rispetto alle imprese, mentre in tutti gli altri la situazione \u00e8 pi\u00f9 favorevole alle Pmi\u201d. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte, per il Servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti urbani, i Comuni di medie e piccole dimensioni (sotto i 50 mila abitanti) adottano aliquote relativamente meno favorevoli per le famiglie, mentre quelli di medie e grandi dimensioni (tendenzialmente a Tia) distribuiscono maggiormente il carico tariffario sulle imprese. In particolare, Savona \u00e8 l\u2019unico capoluogo a distribuire il carico tributario equamente tra le categorie di utenza, mentre negli altri la spesa sostenuta dalle famiglie \u00e8 relativamente pi\u00f9 contenuta rispetto a quella delle imprese.<\/p>\n<p>Per una famiglia ligure di tre componenti la spesa annua pu\u00f2 variare, a seconda del Comune, tra i 114 e i 312 euro circa per il servizio idrico e tra i 144 e i 435 euro per quello di igiene urbana. Tra le categorie produttive, per un ristorante di 180 metri quadri che consuma 1.800 metri cubi di acqua, la spesa annua per il servizio idrico integrato pu\u00f2 variare tra i 1.300 e i 6.500 euro circa, quella per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani tra i 600 ed i 6.000 euro.<\/p>\n<p>Prendendo in considerazione un\u2019altra categoria economica, come un albergo, le spese crescono ancora: si superano anche i 23.500 euro annuali in media per un albergo che consuma 8 mila metri cubi d\u2019acqua, mentre le spese di smaltimento rifiuti arrivano a circa 6 mila euro all\u2019anno. La spesa \u00e8 pi\u00f9 contenuta, ma sicuramente consistente, se si prende in considerazione l\u2019attivit\u00e0 di parrucchiere: la media per i rifiuti prodotti \u00e8 di 470 euro all\u2019anno e arriva anche a 855 euro per l\u2019acqua consumata (circa 400 metri cubi).<\/p>\n<p>Nel settore dei rifiuti, il 2013 doveva essere per tutti i Comuni l\u2019anno di passaggio alla Tares, la nuova tassa che prevede la copertura integrale dei costi del servizio e una loro ripartizione sulla base del \u201cchi inquina paga\u201d. Nonostante la legge di conversione abbia salvato \u201cin extremis\u201d i regimi Tarsu e Tia, buona parte dei Comuni hanno deliberato l\u2019entrata in vigore del nuovo tributo: i risvolti sulle aliquote sono stati in alcuni casi significativi. \u00c8 il caso delle variazioni frutto di una redistribuzione del carico all\u2019interno dei diversi nuclei famigliari: in quelli monocomponenti l\u2019impatto \u00e8 stato di oltre il -15% a Genova e Imperia, mentre nelle famiglie di cinque persone lo scostamento ha superato anche il +30%. Per quanto riguarda le imprese, invece, le categorie industriali come quelle di trasformazione alimentare hanno visto ridursi il corrispettivo dovuto anche del 30%: si tratta di Imperia, dove le imprese caratterizzate da una maggior produzione di rifiuti, come un ristorante, hanno invece registrato aumenti fino al +142%.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria spaccata da profonde differenze territoriali e di utenza: questo emerge dai risultati del monitoraggio regionale 2012 delle tariffe del servizio idrico e di raccolta dei rifiuti urbani. 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